Fascisti, sardine e Cristo Re dell’Universo

Niente è più attuale di una cosa eterna #10 – Giuseppe Signorin

Gli antifascisti, ultimamente, fanno di tutta l’erba un fascio e danno dei fascisti a chiunque. Magari sparando nel mucchio qualcuno lo beccano. Ma la cosa non è che faccia così piacere ai tanti presunti fascisti presi in causa, i quali, a loro volta, hanno iniziato a dare dei fascisti agli antifascisti per i loro modi. Non so se c’entri, ma la mia gatta Nuvola, l’altro giorno, mi guardava con fare fascista. Non vi dico come guarderebbe le sardine. Le sardine sono degli ottimi pesciolini, piccoli, umili e nutrienti, ma ora riempiono le piazze. Com’è sempre stato: il pesce in piazza, i giorni di mercato, è un’abitudine molto “tradizionale”. Quindi le sardine sono sia tradizionaliste sia antifasciste sia fasciste. “Da che punto guardi il mondo tutto dipende”, cantavano il filosofo relativista Jarabe De Palo e il filosofo sincretista Jovanotti. La mia gatta è fascista fin da piccola, si mette sempre sul lato destro del divano. Guardando il divano. Guardando invece la tv, dal divano, è sul lato sinistro. Cioè: quando io guardo la mia gatta Nuvola sul divano, secondo un antifascista è fascista; se la mia gatta Nuvola guarda la tv dal divano, quindi sul lato sinistro, è fascista se prendiamo il punto di vista dei presunti fascisti a cui gli antifascisti danno dei fascisti. Ecco. 

Tornando alle sardine, si legge nel loro manifesto: “Avete il diritto di parola, ma non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare”. La frase non mi suona benissimo, soprattutto perché dicono di amare la non violenza, anche verbale. Dire a qualcuno che non ha il diritto di essere ascoltato non mi pare proprio in linea. E poi sono contro tante cose, alcune delle quali condivisibilissime, però bisogna intendersi: per esempio, cosa intenderanno le sardine per omofobia e sessismo? Basterà pensare che l’utero in affitto sia un errore (terribile) o che un bambino ha diritto a una mamma e un papà, per essere dei cattivi omofobi da combattere? Basterà ritenere i generi due, maschile e femminile, diversi ma di uguale dignità, per essere dei cattivi sessisti da combattere? Quindi fascisti?

E Cristo Re dell’Universo, che si festeggia domenica, cosa c’entra? Cristo Re dell’Universo è tutto. “Io voglio questa buona notizia, solo questa. Io voglio essere regnato da Dio. Io voglio avere Dio per re. L’unica cosa che mi interessa”, così si esprimeva padre Maurizio Botta in un’omelia di qualche anno fa (raccolta in un libro di cui ho avuto l’onore di essere il “curatore”, Cento minuti sul Vangelo). La Solennità di Cristo Re dell’Universo (e non solo delle università, dove a comandare al momento sono le amiche sardine) chiude l’anno liturgico ricordandoci che Gesù è Signore del tempo e della storia. È la politica più importante e decisiva, al di là di fascisti e sardine. Chi governa il nostro cuore, la nostra mente? Chi illumina la nostra coscienza?

Il regno di Cristo non è di questo mondo, ma questo mondo senza Cristo rischia di passarsela sempre peggio. Scrive papa Francesco nella Evangelii gaudium: “Non è la stessa cosa cercare di costruire il mondo con il suo Vangelo piuttosto che farlo unicamente con la propria ragione”. Se Dio esiste, può non essere indispensabile per la vita sociale? Prendiamo le parole di san Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo”. E ancora il papa polacco, nella Centesimus Annus (riprendendo la Rerum Novarum di Leone XIII): “Non c’è vera soluzione della ‘questione sociale’ fuori del Vangelo”. Il regno di Cristo non è di questo mondo, ma quanto avremmo bisogno di Cristo per questo mondo, più che di sardine… E se anche servissero le sardine – il cristianesimo è pieno di immagini e riferimenti ittici: dal mestiere degli apostoli a Gesù risorto che mangia pesce arrostito, al “logo” dei primi cristiani (molto simile a quello delle sardine, fra l’altro…) – che almeno siano sardine con la mente e il cuore rivolti in Alto, che abbiano il desiderio, da sardine laiche e non laiciste, di “ordinare secondo Dio le cose temporali”, come invita il Concilio Vaticano II. In tal caso, sarei una sardina pure io.

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