Medjugorje, 25 luglio 2019, pochi mesi prima che il coronavirus fermasse il mondo: “Cari figli! La mia chiamata per voi è la preghiera. La preghiera sia per voi gioia e una corona che vi lega a Dio. Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti e il peccato regnerà ma se siete miei, vincerete perché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù. Perciò figlioli, ritornate alla preghiera affinché la preghiera diventi vita per voi, di giorno e di notte. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. La Madonna ci aveva avvertiti che sarebbe successo qualcosa di molto difficile da affrontare. Se Medjugorje fosse una truffa colossale, come in tanti credono, com’era possibile pensare a parole del genere appena qualche mese fa? “Verranno le prove e voi non sarete forti”… (Mi fa sorridere anche il termine “corona”, nello stesso messaggio: la preghiera sia per voi una “corona” che vi lega a Dio…). Magari è il momento di prendere più sul serio quello che sta accadendo ormai da tanti anni a Medjugorje, di approfondirlo, di rileggersi quello che la Madonna ci dice, di cercare soprattutto di metterlo in pratica.

Per questo motivo, abbiamo pensato di proporvi una piccola playlist con estratti di alcuni messaggi degli ultimi anni, fino al più recente.

2 giugno 2017: “Figli miei, siate pronti: questo tempo è un punto di svolta. Perciò io vi invito nuovamente alla fede e alla speranza, vi mostro la via per la quale dovete andare, ossia le parole del Vangelo. Apostoli del mio amore, al mondo sono così necessarie le vostre mani innalzate verso il Cielo, verso mio Figlio, verso il Padre Celeste!”.

18 marzo 2018: “Cari figli! La mia vita terrena era semplice. Amavo e mi rendevano felice le piccole cose. Amavo la vita dono di Dio, anche se dolori e sofferenze hanno provato il mio cuore. Figli miei avevo la forza della fede e illimitata fiducia nell’amore di Dio. Tutti coloro che hanno la forza della fede sono più forti. La fede ti fa vivere nel bene e così la luce dell’amore divino arriva sempre nel momento desiderato. Questa è la forza che sostiene nel dolore e nella sofferenza. Figli miei pregate per la forza della fede, confidate nel Padre celeste e non abbiate paura. Sappiate che nessuna creatura di Dio andrà perduta, ma vivrà per sempre. Ogni dolore ha la sua fine e poi comincia la vita nella libertà, la dove tutti i miei figli giungono e dove tutto ritorna. Figli miei la vostra lotta è dura, lo sarà ancor di più, però voi seguite il mio esempio. Pregate per la forza della fede, confidate nell’amore del Padre celeste. Io sono con voi, io mi manifesto a voi, io vi incoraggio. Con illimitato amore materno accarezzo le vostre anime. Vi ringrazio!”.

25 maggio 2018: Cari figli! In questo tempo inquieto vi invito ad avere più fiducia in Dio che è il Padre vostro nei cieli e che mi ha mandato per condurvi a Lui. Voi, aprite i vostri cuori ai doni che Lui desidera darvi e nel silenzio del cuore adorate mio Figlio Gesù, che ha dato la Sua vita affinché viviate nell’eternità dove desidera condurvi. La vostra speranza sia la gioia dell’incontro con l’Altissimo nella vita quotidiana. Per questo vi invito: non trascurate la preghiera perché la preghiera fa miracoli. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

2 aprile 2019: “Mio Figlio vedeva la bellezza in tutte le cose. Egli cerca il bene, perfino quello piccolo e nascosto, in tutte le anime, per perdonare il male. Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, vi invito ad adorarlo, a ringraziarlo continuamente e ad esserne degni. Perché lui vi ha detto parole divine, le parole di Dio, le parole che sono per tutti e per sempre. Perciò, figli miei, vivete la letizia, la serenità, l’unità e l’amore reciproco. Questo è quello che vi è necessario nel mondo di oggi: così sarete apostoli del mio amore, così testimonierete mio Figlio nel modo giusto. Vi ringrazio“.

25 giugno 2019: “Cari figli! Ringrazio Dio per ciascuno di voi. In modo particolare, figlioli, grazie per aver risposto alla mia chiamata. Io vi preparo per i tempi nuovi affinché siate saldi nella fede e perseveranti nella preghiera, affinché lo Spirito Santo operi attraverso di voi e rinnovi la faccia della terra. Prego con voi per la pace, il dono più prezioso, anche se satana vuole la guerra e l’odio. Voi, figlioli, siate le mie mani tese e camminate fieri con Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata“.

2 marzo 2020: “Apostoli del mio amore, è tempo di veglia e a voi richiedo amore; di non giudicare nessuno, poiché il Padre Celeste giudicherà tutti. Chiedo che voi amiate, che diffondiate la verità, poiché la verità è antica: essa non è nuova, essa è eterna, essa è la verità! Essa dà testimonianza dell’eternità di Dio. Portate la luce di mio Figlio e squarciate la tenebra che sempre più vuole afferrarvi. Non abbiate paura: per la grazia e l’amore di mio Figlio, io sono con voi! Vi ringrazio!“.

18 marzo 2020: Figli miei, nei momenti di inquietudine e di rinuncia cercate soltanto il volto di mio Figlio. Vivete soltanto le Sue parole e non abbiate paura. Pregate e amate con sentimenti sinceri e opere buone affinché aiutiate il mondo a cambiare e il Mio Cuore a vincere. Come mio Figlio, anche Io vi dico amatevi gli uni gli altri perché senza amore non c’è salvezza. Vi ringrazio, figli miei“.

25 marzo 2020: “Cari figli! Sono con voi da tanti anni per guidarvi sulla via della salvezza. Ritornate a mio Figlio, ritornate alla preghiera e al digiuno. Figlioli, permettete che Dio parli al vostro cuore perché satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate. Siate coraggiosi e decidetevi per la santità. Vedrete la conversione nei vostri cuori e nelle vostre famiglie, la preghiera sarà ascoltata, Dio esaudirà le vostre suppliche e vi darà la pace. Io sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Nuova uscita per la collana UOMOVIVO, di cui lo pseudo-chitarrista dei Mienmiuaif è curatore. Si chiama Guida bioetica per terrestri. Da Fulton Sheen al cybersesso, di Giulia Bovassi, giovane filosofa e bioeticista, research scholar della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani di Roma.

Il libro è un viaggio nell’indagine bioetica rivolto a chiunque, anche ai non addetti ai lavori, e affronta vari temi, fra cui: sessualità, fidanzamento, matrimonio, contraccezione, aborto, fecondazione, etc., approfondendo la figura dell’arcivescovo e telepredicatore americano Fulton Sheen.

Abbiamo rivolto alcune domande all’autrice.

Perché una “guida bioetica per terrestri”?

L’idea di questo libro è nata da una constatazione molto semplice, ma decisamente forte: la bioetica interpella tutti e noi lo sappiamo, senza saperlo! Moltissime persone non conoscono il significato del termine “bioetica” perciò faticano ad avvicinarsi quando ne sentono parlare; viceversa, chiunque ha una propria immagine mentale, un pensiero o un fatto che riconduce alle sue tematiche. Bioetica è l’esperienza della vita. Di questo sono stata testimone durante lezioni/conferenze in varie città del nostro Paese: mentre trattavo di aborto, fecondazione assistita, sessualità, convivenza molto spesso nel volto di qualche uditore trasparivano una sofferenza oppure, al contrario, un forte stupore e grande attrattiva. L’idea del libro è far sì che durante la lettura – senza pretesa di esaustività – il lettore possa sentirsi accompagnato nelle fitte chiome di questi dilemmi, così da poterli approfondire. Per certi versi l’aspettativa è che possa essere una sosta rigenerante, ma non pacata. Non è certamente un volume impostato per soli addetti ai lavori, anzi: lo scopo è far uscire la bioetica dalla nicchia accademica e renderla afferrabile… per terrestri!

Come hai conosciuto la figura di Fulton Sheen e cosa c’entra con la bioetica?

Fulton Sheen mi ha travolto come un treno! Mi sono imbattuta in questo formidabile telepredicatore statunitense mentre leggevo un articolo in cui si parlava del fidanzamento, dove all’interno era riportata una citazione tratta dal suo testo Tre per sposarsi, che è poi il capolavoro che accompagna la riflessione del mio libro. Ho incrociato il pensiero di Fulton Sheen durante il mio periodo pre-matrimoniale, dopo aver già terminato il corso fidanzati con mio marito, al quale ho espresso il desiderio di leggere l’opera dell’Arcivescovo prima del nostro matrimonio. Era davvero difficile trovarne qualche copia, ma il marito è riuscito a recuperarne una che è stata un autentico secondo corso fidanzati che ha rinvigorito il desiderio di diventare una famiglia cristiana cogliendone il significato più autentico. Ciò che adoro di lui è la schiettezza nell’insegnamento teologico morale: come dimostro nel mio libro, amarsi è anzitutto una scelta verso l’unicità. Questo fa dell’altra persona un compito e un dono da custodire. Da qui si innesca una comprensione della famiglia e della sessualità che è direttamente collegata alla verità della famiglia quale culla della Vita. Ecco perché F. Sheen ha a che fare con la bioetica: decidersi per la nuzialità non è indifferente a ciò che siamo, uomini e donne, creature amate.

Tanti i temi “scottanti”: dalla castità prematrimoniale al cybersesso…

George Orwell diceva che “per vedere cosa c’è sotto il nostro naso occorre un grande sforzo”… incontestabile! Oggigiorno viviamo un periodo storico in cui la condizione umana, la sua natura, il significato antropologico e l’etica sono diventati obsoleti. Non ci è concesso spazio per poter parlare di ciò che il pensiero unico non vuole diffondere; occorre creare da sé (finché sarà possibile) la libertà che ci spetta di diritto di dissentire da soluzioni “comode” o “politicamente corrette”. Perciò sì, tocco argomenti come l’aborto post-nascita o, appunto, il cybersesso per tracciare la partenza di un pendio scivoloso che ancora non vede la fine eppure, nel tragitto, può interrogarci soverchiando tutte le pare-certezze che la società di oggi continua a propinarci. A volte, fare i conti con pensieri estremi ma esistenti (paradossalmente anche nel mondo accademico) aiuta a non lasciarci cuocere dentro un pentolino d’acqua tiepida appoggiata su un fuoco vivo, evitando di finire lessati senza accorgercene. Come diceva il saggio G. K. Chesterton: gridare a danno fatto è sempre troppo tardi.

Perché leggere un libro di bioetica ai tempi del coronavirus?

Purtroppo quello che sta colpendo tutto il territorio nazionale affligge e comporta situazioni di solitudine per tutela di noi stessi e degli altri. Penso però che solitudine non sia sinonimo di “isolamento”: possiamo dover stare soli per un certo periodo, dissociati dalla società, dai nostri vicini di casa o colleghi di lavoro, insomma da una moltitudine di incontri potenziali ai quali reagivamo più o meno con indifferenza, ma non essere isolati. Ebbene, sostengo che un libro possa essere un modo per riempire questo stato d’animo tormentato e affaticato dal dolore che ci avvolge e che, allo stesso tempo, ci possa interrogare profondamente su chi siamo davvero. Per quanto chiaramente non inerenti al contesto virulento che stiamo combattendo, tutti i temi trattati parlano della nostra fragilità, perciò hanno a che fare con questa memoria riemersa in tutta la sua crudeltà a causa della pandemia. La differenza è che, mentre ora si fatica ad avere occasioni di approfondimento e scambio, un libro il cui autore è “raggiungibile” è sicuramente un mezzo per stare assieme a qualcuno e ascoltarci vicendevolmente. Un ponte di umanità.

Il libro è su Amazon (ordinabile, presto disponibile) e nello shop di Berica Editrice in versione cartacea, Kindle ed ePub

A essere “in clausura”, in questo momento, siamo in tanti. Non solo qualche monaca. La clausura non è la vocazione dei laici, ma in questa situazione di emergenza molti di noi sono costretti in casa, con più tempo libero da riempire. Ci sono tante proposte, tutte belle, per organizzarsi le giornate – libri, film, giochi, etc -, ma per noi cristiani, anche se siamo rinchiusi dentro quattro mura, la battaglia non viene meno. Anzi. Non c’è solo da passare il tempo. C’è da combattere.

In caso di guerre o epidemie – e penso a Fatima e a Medjugorje, ma anche al Santuario di Monte Berico, a Vicenza, vicino a dove abitiamo noi – la Madonna ha sempre fatto capire che la risoluzione dei problemi dipendeva dalle preghiere e dai sacrifici. I cristiani che credono al potere della preghiera non sono esattamente la maggioranza del Paese, ma questo non è il momento di contare il numero, quanto piuttosto di darci dentro con le armi che abbiamo a disposizione. Recitiamo il Rosario, leggiamo la Parola, preghiamo con i Salmi, guardiamo o ascoltiamo la Messa nei vari media – sicuri che i sacerdoti la stanno celebrando per tutti noi: loro sono come Mosè, che quando teneva le braccia alzate e in mano il bastone di Dio, Israele era più forte, mentre quando le abbassava, Israele era più debole. E chissà quanti di loro, insieme ai religiosi e alle religiose, davanti al Santissimo in adorazione, stanno intercedendo per il popolo e il mondo intero. Noi “laici di clausura”, per quanto forzata, cerchiamo di fare la nostra parte.

Come Mienmiuaif stiamo recitando ogni sera, insieme a un po’ di amici, il Rosario su Instagram, alle 20.30. E stiamo proponendo qualche novena: siamo partiti da quella al Sacro Cuore di Gesù e adesso abbiamo pensato a un’altra. Ci è arrivato un messaggio da un amico qualche giorno fa e abbiamo scoperto che negli Stati Uniti stanno pregando proprio la Madonna di Monte Berico per la pandemia del coronavirus (a questo link la pagina con la novena in inglese, che altro non è se non la “supplica alla Madonna di Monte Berico” ripetuta per nove giorni). La Madonna di Monte Berico, Madre di Misericordia, ha salvato Vicenza dalla peste nel XV secolo. Mentre la città era devastata dall’epidemia, la Vergine apparve a Vincenza Pasini, la prima volta il 7 marzo del 1426, verso le 9 di mattina, mentre si stava recando a portare il pranzo al marito che lavorava nella sua vigna sul Monte Berico. «Io sono Maria Vergine, la Madre di Cristo morto in croce per la salvezza degli uomini. Ti prego di andare a dire a nome mio al popolo vicentino di costruire in questo luogo una chiesa in mio onore, se vuole riavere la sua salute, altrimenti la peste non cesserà». Ma nessuno credette al racconto di Vincenza. Due anni dopo, il primo di agosto del 1428, la Madonna le apparve di nuovo nello stesso luogo, ripetendo l’invito alla costruzione di una chiesa e ribadendo la promessa di salvare Vicenza dalla peste. La situazione continuava a peggiorare e questa volta iniziarono davvero a costruire l’edificio sacro, verso la fine dello stesso mese di agosto. Subito il contagio cominciò a diminuire.

Oggi a Monte Berico c’è un santuario meraviglioso a cui siamo molto legati, e come noi tantissime altre persone. Perché non pregare proprio lei, la Madonna di Monte Berico, visto che la stanno pregando pure negli Stati Uniti? Perché non potrebbe proteggere di nuovo la sua città, la sua regione, l’Italia, il mondo?

Noi lanciamo la proposta a tutte quelle persone, di ogni età, non esclusivamente ai vicentini o ai veneti, che in questo momento si trovano in “clausura” e hanno un tempo maggiore da dedicare alla preghiera. Serve qualche sforzo in più: non solo chi è in “prima linea” deve dare prova di eroismo – infermieri e medici sono davvero degli eroi -, anche noi, costretti a stare a casa. Sui social ricorderemo per nove giorni di recitarla, ma ognuno può iniziare e finire quando vuole.

Giuseppe

 

Supplica alla Madonna di Monte Berico (che recitata una volta al giorno per nove giorni consecutivi, come stanno facendo negli Stati Uniti, diventa una novena)

O Vergine Santissima, Madre di Dio e Madre mia Maria, Ti ringrazio che ti sei degnata di apparire sul Monte Be­rico e ti ringrazio per tutte le grazie che qui concedi a quanti a Te ricorrono. Nessuno mai Ti ha pregato invano. Anch’io a Te ricorro e Ti supplico per la Passione e Morte di Gesù e per i Tuoi dolori: accoglimi, o Madre Pietosa, sot­to il tuo manto, che è manto materno; concedimi la grazia particolare che Ti domando… e proteggimi da ogni male e specialmente dal peccato che è il ma­le più grande.

Deh! fa’, o Maria, Madre mia, che io goda sempre della tua amorosa prote­zione in vita e più ancora in morte e che venga poi a vederTi in cielo e a ringraziarTi e benedirTi per sempre. Amen.

Madonna di Monte Beríco, prega per noi.

Ave Maria di Monte Berico 

O Vergín soave, pia madre d’amor,
gradisci quest’Ave che sale dal cuor.
Ave, ave, ave, Maria…
Ave, ave, ave, Maria…
O Vergine, splendi qual astro nel ciel,
materna difendi i tuoi figli fedel.
Ave, ave, ave Maria…
Ave, ave, ave, Maria…

Beauty in the pain #4 – Giuseppe Signorin

La bellezza, in questo dolore/panico collettivo causato dal coronavirus, e in particolare nel dolore/panico più acuto di chi ha già delle patologie o problemi vari di salute (io appartengo a questa fascia) o di chi ha una certa età, dov’è? Dov’è la bellezza in questa situazione che sembra così difficile, in cui a noi credenti manca anche il Pane di Vita, l’Eucarestia, Dio che ci nutre donandosi in modo così folle, umile e miracoloso? La bellezza, ora, è soprattutto in lei: Maria. La Madre di Dio.

Rivolgiamoci a lei, preghiamo il Rosario. Preghiamolo abbondantemente, cerchiamo di non avere il “braccino corto”, adesso che a molti il tempo non manca. Chiediamo alla Madre di Dio che aiuti i medici, gli ammalati, i governanti, tutti noi. Facciamo sentire la nostra voce di figli. Dio ha scelto Maria per portarci Gesù una prima volta, solo attraverso di lei può tornare di nuovo. Un virus ci ha portato via la tranquillità, la salute e l’Eucarestia. Maria può intercedere per noi, preghiamola. Mettiamoci sotto il suo manto. Preghiamo la Vergine che ci aiuti a risolvere questa situazione e possiamo tornare al più presto a nutrirci di Dio.

Come Mienmiuaif, abbiamo pensato di proporre un semplice Rosario ogni sera alle 20.30 (salvo inconvenienti) in diretta dal nostro profilo Instagram, insieme ad altre persone. Ma ci sono tanti modi e tante belle iniziative, a partire dalla “Corona(anti)virus” che trovate a questo link: http://www.recode.digital/corona-anti-virus/.

Quante volte Maria ha salvato da pesti ed epidemie i popoli, come quello vicentino (noi abitiamo in provincia di Vicenza), legato proprio per questo motivo al Santuario della Madonna di Monte Berico, dove si venera Maria Madre di Misericordia (a questo link un breve video con la storia). I figli di Dio si sono sempre rivolti a Maria, la loro madre, nei momenti difficili. Non facciamo i superbi pensando di cavarcela da soli.

In questo momento la preghiera è decisiva e può creare quell’unità di cui c’è bisogno. Sfruttiamo il tempo in cui dobbiamo rimanere in casa allungando verso l’Alto il soffitto delle nostre stanze con la preghiera. Scriveva l’arcivescovo e predicatore televisivo statunitense Fulton Sheen, nel suo libro La pace dell’anima: “La materia divide, mentre lo spirito unisce. Dividete una mela tra quattro uomini: potrà sempre nascere una lite per l’attribuzione della parte più grossa. Ma se quattro uomini imparano una preghiera, nessuno sarà tentato di privarne gli altri: la preghiera diventerà così la base della loro unità”.

E quindi: oremus.

Salve, Regína,
Mater misericórdiae,
vita, dulcédo et spes nostra, salve.
Ad te clamámus,
éxsules filii Evae.
Ad te suspirámus geméntes et flentes
in hac lacrimárum valle.
Eia ergo, advocáta nostra,
illos tuos misericórdes óculos
ad nos convérte.
Et Iesum, benedíctum fructum
ventris tui,
nobis, post hoc exsílium, osténde.
O clemens, o pia, o dulcis Virgo María!

Eccoci qui a cominciare insieme la novena al Sacro Cuore di Gesù, una preghiera che possiamo recitare una volta al giorno per nove giorni di seguito. È un’occasione per entrare più in confidenza con il Cuore di Gesù e pregare tutti insieme in questo momento difficile (io metterei sia le intenzioni del nostro cuore sia l’emergenza coronavirus).

Di seguito trovate il testo della novena.

Anita

 

Cuore adorabile di Gesù, dolce mia vita, nei miei presenti bisogni ricorro a te e affido alla tua potenza, alla tua sapienza, alla tua bontà, tutte le sofferenze del mio cuore, ripetendo mille volte: “O Cuore Sacratissimo, fonte di amore, per i miei presenti bisogni pensaci tu”.

Gloria al Padre

Cuore di Gesù, mi unisco alla tua intima unione con il Padre Celeste.

Cuore amatissimo di Gesù, oceano di misericordia, ricorro a te per aiuto nelle mie presenti necessità e con pieno abbandono affido alla tua potenza, alla tua sapienza, alla tua bontà, la tribolazione che mi opprime, ripetendo ancor mille volte: “O Cuore tenerissimo, unico mio tesoro, per i miei presenti bisogni pensaci tu”.

Gloria al Padre

Cuore di Gesù, mi unisco alla tua intima unione con il Padre Celeste.

Cuore amorosissimo di Gesù, delizia di chi t’invoca! Nell’impotenza in cui mi trovo ricorro a te, dolce conforto dei tribolati e affido alla tua potenza, alla tua sapienza, alla tua bontà, tutte le mie pene e ripeto ancor mille volte: “O Cuore generosissimo, riposo unico di chi spera in te, per i miei presenti bisogni pensaci tu”.

Gloria al Padre

Cuore di Gesù, mi unisco alla tua intima unione con il Padre Celeste.

O Maria, mediatrice di tutte le grazie, una tua parola mi salverà dalle mie presenti difficoltà. Di’ questa parola, o Madre di misericordia e ottienimi la grazia (esporre la grazia che si desidera) dal cuore di Gesù.

Ave Maria

Vista la nuova disposizione per la sicurezza per il coronavirus in Veneto e altre regioni d’Italia non vengono celebrate le messe feriali, quindi direi di rimandare la pratica dei nove venerdì del mese al Sacro Cuore (ne parlo nei post precedenti).

Ma avete manifestato tanto entusiasmo nel pregare insieme e vi piace il Sacro Cuore così ho pensato di rimanere in tema e di proporvi di fare insieme la novena dedicata al Sacro Cuore. È una preghiera che si recita una volta al giorno per nove giorni consecutivi. Cominciamo venerdì 6 marzo per finire il 14 marzo. Ve la scrivo qui sui social e ve la ricordo ogni giorno se volete 😀

La trovate digitando su Google “novena al Sacro Cuore di Gesù” cliccate sul primo risultato e ci siete 🤩 Cosa ne dite vi va??💕

Post di Anita sui social 🙂 Ricorderemo anche nel blog e nei social dei Mienmiuaif la novena al Sacro Cuore 

Beauty in the pain #3 – Giuseppe Signorin

Settimana pesante, ho avuto una ricaduta psico-fisica, poi sta cosa del Coronavirus coi focolai in Veneto e Lombardia, dove vivo e dove ho le terapie, insomma con la psicolabilità del periodo l’ho presa bene. Non avevo voglia di trovare la bellezza nel dolore, ma non per questo non c’è stata. Oggi che sono un attimino più in forma ne approfitto per stilare un elenco “gratitudinale” in cui mettere un po’ di bellezza. L’elenco telefonico è uno strumento ormai obsoleto, ma l’elenco “gratitudinale” non dovrebbe mai andare fuori moda, perché ti aiuta a stare in equilibrio più della forza gravitazionale, a cui si ispira. Ricordarsi di essere grati per qualcosa è un esercizio che fa bene alla salute, fisica e spirituale, anche se non sempre si riesce o se ne ha voglia.

Comunque, ecco quattro/cinque cose da segnare nel mio elenco (in ordine casuale, non di importanza):

  1. Aver preso dieci minuti in mano la chitarra, l’altra mattina, e insieme ad Anita aver suonato qualche canzone dei Mienmiuaif al nostro nipotino passato a trovarci con la nonna. È stato un momento davvero dolce. Normalmente usare la parola “dolce” mi darebbe il diabete, per farvi capire come sto messo. Mi sembra di non essere io, ma fare “Gesù Bambino” chitarra e voce davanti al nipotino che sorrideva è stata una piccola gioia da non lasciare inosservata. Suono peggio di quanto suonassi prima, e non è facile, il che ha reso il mini concerto ancora più punk.
  2. Una frase che mi è tornata in mente, di Fabrice Hadjadj, filosofo che ho letto parecchio in passato: “Se mi confermassero che nel dicembre 2012 ci sarà la fine del mondo questo non mi impedirebbe di avere un figlio nel novembre 2012, di scrivere poesie e di piantare un albero, perché non faccio queste cose solo per l’avvenire terreno, le faccio perché questo è già partecipare alla vita eterna”. Ecco, la vita eterna. La bellezza ha a che fare con la vita eterna. Come mia moglie, che è più di una poesia e di un albero piantato da Fabrice Hadjadj (questa me la devo ricordare più avanti quando, se Dio vuole, starò meglio e tornerà ad arrabbiarsi con me).
  3. Una prima mini passeggiata fuori casa in via San Pietro, con annesso capitello di San Pietro, il giorno in cui la Chiesa festeggiava la Cattedra di San Pietro. Cosa che ho scoperto con stupore dopo la passeggiata.
  4. Le tante persone che stanno pregando o hanno pregato per me, che ringrazio davvero di cuore. Sto elemosinando preghiere come non mai, e credo che la cosa mi aiuti in qualche modo con l’umiltà. (E soprattutto ringrazio Dio per i miei parenti e gli amici che mi stanno vicino tantissimo in questo periodo).
  5. Le lavagnette che ancora non ho capito come appendere in camera ma che in teoria serviranno a me e ad Anita per fissare un po’ di appunti vari durante la giornata – cose fatte, cose da fare, cose da ricordare e chissà… cose di cui essere grati.