“Yeah”, l’anti-metodo di seduzione written by Giuseppe Signorin

Non spaventarti se a volte i consigli che ti do sembrano contraddirsi o sembrano contraddire lo spirito di un anti-metodo come questo, oppure se capita di ripetermi come un nonno (ma repetita iuvant, dicevano i latini. Specie a quelli come te, aggiungo io. Per il significato, so che non ti farai problemi a ricorrere a Google). Non sei tu a dover giudicare il maestro, semmai il contrario. Quindi stai sereno e leggi senza farti strane idee.

Portala fuori. Sì. Come ti consiglierebbe chiunque altro. Ma le persone in media sono superficiali e intendono questo “fuori” come un luogo distante da casa – qualche ristorantino alla moda, cinema, teatro, localino fashion. Lascia perdere. È roba per gente che dopo un mese si lascia. Noi puntiamo al per sempre, altrimenti non faremmo il contrario degli altri.

Portala fuori, sì. Ma fuori in giardino, se ce l’avete, fuori in balcone, se ce l’avete, fuori in strada, una bella passeggiatina nella propria via… quella non dovrebbe mancare a nessuno. Ho passato un’estate intera portando fuori mia moglie la sera, a pochi metri dal nostro uscio di casa, seduti accanto come due piccioncini. Falla sentire unica… chi altri porterebbe fuori la propria XX in un modo così… creativo, quasi sublime?

Vedi che mi stavi giudicando male?

Potresti anche dirle di prepararsi per uscire e poi farle una sorpresina… Ma solo se ti senti audace, quel giorno, e hai voglia di abusare con i “sei bellissima”.

Altra cosa importante: pensa a qualche argomento di conversazione. Non perché il dialogo nella coppia sia fondamentale per forza nel senso che ce lo vogliono fare intendere i talk show e quindi bisogna sempre stare lì a parlare e bla bla bla (san Giuseppe per esempio si dice che fosse piuttosto taciturno), ma perché potresti trovarti nella difficile situazione di dover escogitare lì al momento alternative o modi per sviare le sue argomentazioni nel caso stesse, come la mia, per propinarti l’ennesima teoria di una certa Emily Wilson (la youtuber americana guru di mia moglie, se te lo fossi dimenticato. E in quel caso, forse per la prima volta, ti stimerei).

Ok?

Yeah.

(in foto “Old couple on a bench”, opera di Duane Hanson)

Nuovo video della cantante dei Mienmiuaif sul suo canale YouTube! Lo trovate a questo link 🙂

Ho trovato su Instagram il profilo di Lillian Fallon, una ragazza americana che ha ideato il termine “Teologia dello stile” e applica concetti della “Teologia del corpo” di San Giovanni Paolo II allo stile personale nel vestire. L’ho trovata così interessante che volevo farvela conoscere! Lillian suggerisce che lo stile personale aiuta a rendere visibile l’interiore, a unificare l’anima e il corpo così da mostrarci come persone uniche e fatte a immagine di Dio. Fatemi sapere cosa ne pensate!!

Anita

“Yeah”, l’anti-metodo di seduzione written by Giuseppe Signorin

Cucina il meno possibile, ma alla grande. Meglio se una volta nella vita, allora sarai memorabile. Questo lo sai, te l’ho già insegnato. (Link all’insegnamento, se ve lo siete perso). Ora ti do un altro anti-consiglio, breve ma incisivo, in qualche modo legato a questo. Perché devi comunque giocarti il tema “cibo” in tutto il tempo che passerai senza cucinare.

Regalale dei momenti speciali, in cui prenderla per la gola – ma senza prenderla per la gola. In cui farle venire l’acquolina in bocca in un senso più astratto, quasi spirituale.

Per alcuni minuti, ripetile la parola «soup». «Zuppa» in inglese. Controlla pure su Google Traduttore. «Soup soup soup soup…», continua a dirle così per un po’. Saranno delle parentesi dolcissime nella vostra vita coniugale. Puoi sussurrarglielo all’orecchio mentre siete fuori per un aperitivo, perché no? Oppure ogni tanto le mandi dei messaggini con scritto «soup», o le fai dei disegnini, tipo dei graffiti. Ma la voce a una donna fa un altro effetto.

Sappiamo entrambi che «soup» non è «soap» («sapone»), anche se la pronuncia potrebbe indurre in tentazione. Non curarti di certe sottigliezze, il tuo modo di utilizzare la perversa lingua che dopo la rivoluzione sessuale ora sta portando, come un cavallo di Troia, pure quella becera mentalità marketing che piano piano, in maniera subdola, invade il pianeta, è bene che sia tranquillo. Approssimativo. Libero. Free.

Intesi?

Yeah.

PS: info culinaria: la zuppa inglese, non la zuppa in inglese, non è inglese, ma emiliana.

“Yeah”, l’anti-metodo di seduzione written by Giuseppe Signorin

Dille che vivrà in un castello. Punta in Alto. Non una misera villetta hollywoodiana o uno sciupato loft neworkese. Punta più in Alto. Un castello. Medioevo puro. Non importa se al momento condividete un mini appartamentino e faticate ad arrivare a fine mese, ripetile di continuo che la sua vera dimora, un giorno, sarà un castello.

Raccontale, con minuzia di particolari, come vivevano le principesse nei castelli (se non lo sai, guarda su Google).
Cantale ogni tanto Oh che bel castello, la filastrocca per bambini. «Oh che bel castello marcondirondirondello, oh che bel castello marcondirondirondà», anche se non hai la più pallida idea, come me, di chi sia o cosa significhi «marcondirondirondello». Farai un figurone.
Lei non ci capirà più niente. Si sentirà una bambina che vuole diventare una principessa.
Fidati del tuo maestro.

Un po’ alla volta, però, falle capire che non si tratta del solito castello. Non subito. Con il tempo.
Alza sempre più il tiro. Parlale della vita spirituale, di quanto l’essenziale sia invisibile agli occhi, citando Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry. Quello funziona sempre.

Un giorno organizzale una sorpresa. Dille che stai per mostrarle il castello.
Portala fuori a cena. Come se fosse un anello di fidanzamento, a un certo punto regalale Il castello interiore, il capolavoro mistico di santa Teresa d’Avila (magari un’edizione nuova, decente, non usata). Spiegale che grazie a quel libro visiterà stanze meravigliose… Che la monaca spagnola, fondatrice dei Carmelitani Scalzi insieme a Giovanni della Croce, ha scritto un itinerario per entrare dentro di sé e trovare Dio al proprio interno, in un castello paradisiaco fatto di cristallo a cui si può accedere tramite la preghiera… (se non ti ricordi queste info, vai un attimo in bagno e guarda su Google).

Ripetile spesso, la sera stessa, che è bellissima. Che non l’hai mai vista così bella.
Attendi con pazienza le reazioni. Stai pronto a tutto.
Se non vorrà tornare a casa prima del dolce, con pochi euro te la sarai cavata e avrai grosse possibilità di ritrovarti nel giro di qualche settimana una moglie santa. L’unico vero modo di conquistarla per sempre.
Fidati del tuo maestro.

Yeah.

PS: stai bene attento a non sbagliare libro, quando lo compri. Non si chiama solo Il castello, ma Il castello interiore, altrimenti rischi di portarti a casa l’ultimo romanzo, postumo e incompiuto, di Franz Kafka. Opera d’arte indiscutibile, ma il protagonista, K., nel castello di cui si parla, non è mai riuscito a entrare. Ecco, non farle leggere per sbaglio quello, altrimenti la mandi in paranoia e gli esseri umani XX non ne hanno bisogno.

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Ieri ho avuto modo di confessarmi dopo i mesi di lockdown e mi ha fatto così bene che ho pensato di fare un video in cui racconto la mia esperienza sul sacramento della confessione, come ho ricominciato a confessarmi a 22 anni (dopo 7 anni lontana dalla religione cattolica), le domande guida che utilizzo per prepararmi e la commozione che vivo quando il sacerdote mi assolve in persona christi. Spero possiate sperimentarla anche voi!

Anita

Oggi è il centenario della nascita di san Giovanni Paolo II!!! ❤️ Ecco qui il nostro piccolo e bizzarro omaggio, in cui tentiamo anche un’analisi comparativa con l’arte del riordino professata da una ex guru della cantante: la scrittrice giapponese di economia domestica Marie Kondo 🤼‍♂️😎

(Please teneteci pregati e magari raccomandateci proprio a san Giovanni Paolo II perché Giuseppe ha avuto un peggioramento della sua patologia in questi giorni e necessitiamo aiuti dall’Alto)

“Yeah”, l’anti-metodo di seduzione written by Giuseppe Signorin

Comprati un cappellino da rapper. Non importa che sia bello, comprane uno a caso. So che non sai distinguere un cappellino da rapper da uno da baseball (sport incomprensibile in voga nel paese di Emily Wilson, la youtuber americana guru di mia moglie) o da un casco per girare in bicicletta. Comprane uno a caso e indossalo quando lei è nei paraggi. Guardala da sotto il cappellino, falle gli occhi da rapper. Atteggiati un po’, muovi le mani, impara qualche gesto. Non c’è bisogno che ti metti su i denti di Sfera Ebbasta, che fra l’altro è un trapper, non un rapper. Ma non scendiamo nel tecnico, ascoltami senza farti domande.

I rapper vanno di moda. Tu sicuramente no. Sposarsi non va di moda. Atteggiarsi da rapper, per noi mariti, crea un contrasto che può disorientare, e quindi sedurre, le nostre donne. Sul concetto di confusione applicato al nostro anti-metodo mi sono già espresso in passato (a questo link), ma non pretendo che tu ti ricordi, tanto meno che tu abbia capito.

Studiati qualche rima da improvvisare ogni tanto. Spacciati per un freestyler (puoi informarti su Google). Quando siete insieme in cucina, per esempio (ma in cucina non devi stare spesso), escitene con versi di livello, tipo: “Tuo marito è un gangster, lo vuoi il suo poster? Lontani dai fornelli, noi siamo più belli”. Il sessismo per un rapper non è un problema. È licenza poetica.

Utilizza spesso l’espressione “yo”. (Alternala a “yeah”, ovviamente).

Non c’è bisogno che tu sia volgare. So benissimo che il turpiloquio per un rapper è la lingua base, oggi bisogna colpire l’attenzione in qualche modo. Se vuoi colpire l’attenzione in maniera più incisiva canta un ritornello di Gigi D’Alessio, fra una rima e l’altra. Un rapper che canta Gigi D’Alessio, in certe situazioni, può stordire e toccare il cuore più di tanti gioielli. Il mio anti-metodo non costa niente.

Canta qualche secondino Sei bellissima, di Loredana Bertè, se ti va. E anche se non ti va. Noi non siamo “anti-metodisti”, tienilo a mente. E tieni a mente che il matrimonio non è un gioco da ragazzi, il “per sempre” a cui ci siamo consacrati non è facile da sostenere giorno dopo giorno senza lavorare bene sui dettagli.

Yeah.

PS: non seguire questa indicazione più di una volta a settimana, potrebbe causarti qualche turbe psichica. Del tipo che non ti riconosci più, non sai più chi sei. Già non hai personalità, meglio che non esageri.

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Come ho capito la mia vocazione? É una domanda che mi ha fatto suor Claudia dal Messico, una suora che è stata in Italia molti anni e mi ha chiesto di farne un video: lei stessa mi tradurrà in spagnolo alle ragazze del suo corso di discernimento. Per rispondere a questa domanda ho raccontato la mia conversione, perché è quando ho scoperto che Dio esisteva, mi ha pensata e amata da sempre che gli ho chiesto qual era il suo progetto per la mia vita. Preghiera, sacramenti e castità hanno fatto luce così ho sentito che Dio mi chiamava al matrimonio con Giuseppe. La mia scelta felice!

Anita