Giuseppe & Anita = Mienmiuaif

Cose che si devono sapere

Noti anche come “il duo con l’anello” o “marito-moglie band”, i Mienmiuaif (Giuseppe Signorin e Anita Baldisserotto) sono venuti alla luce sabato 21 giugno 2014, a sette mesi meno due giorni dal rito nuziale e oggi sono all’occorrenza anche un “quartetto punk”) con Enoch Montagna alla chitarra/basso e Nicolò Visentin alla batteria) che potete seguire nel canale YouTube Mienmiuaif Music-Wedding Band e nella loro pagina Facebook.

MIENMIUAIF & BRA è il blog coniugale, musicale, corale, fashion, letterario e ultra-sessista dei Mienmiuaif e dei loro amici, che nel tempo si sono aggregati a un progetto un po’ surreale ma con una missione precisa, raccontare il matrimonio cattolico per quello che è, “un duello all’ultimo sangue” (G. K. Chesterton), e l’avventura più generale della fede in un contesto che tanti dicono non essere più il Medioevo.

Sempre Chesterton ha ispirato un progetto parallelo, la collana di libri “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio” edita da Berica Editrice, fra i cui titoli figura anche l’enigmatico “Lettere a una moglie (ovvero la genesi del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif)”

Per acquistare su iTunes il nostro primo EP “Quando saremo piccoli” cliccate qui.

Per qualsiasi informazione o richiesta di presentazioni/concerti, scrivete a mienmiuaif@gmail.com

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Cose che si possono anche non sapere

Anita Baldisserotto, 1990, Arzignano (VI). Impara a cantare guardando i cartoni della Disney. Alle recite scolastiche corregge l’intonazione degli altri bambini. È fra le più attente nel coro di voci bianche parrocchiale. Alle superiori prende lezioni di canto, ma non si esibisce in pubblico fino ai tempi dell’università. Nel 2011 incontra la loop station, con cui esordisce in occasione della mostra “Les Possibles” della fotografa francese Modi, nella galleria fotografica veneziana Ikona Gallery. Nel 2012 si laurea a Ca’ Foscari con una tesi sul canto Gospel ed ecco l’idea: elaborare quei canti centenari con la loop station. Alla fine suo marito l’ha fregata e oltre all’anello da mettere al dito l’ha costretta a finire in un gruppo sia per chitarra (suonata male) e voce, sia per chitarra, basso (suonato male), batteria e voce. Oltre a tenere la rubrica “Donne dududu” nella sezione del blog chiamata “Pompelmo Rosa”, il progetto di moda femminile a cui sta lavorando…

Giuseppe Signorin, 1982, Arzignano (VI). Ha preso qualche lezione di chitarra durante l’adolescenza, ma il suo livello non si è mai elevato né mai si eleverà. E questo è una specie di miracolo (idem per la sua nuova carriera da bassista nei Mienmiuaif versione quartetto punk). Per quel che riguarda la scrittura le cose sono andate meglio, anche se in termini di copie vendute forse è andata meglio la  carriera di chitarrista. Comunque, ha pubblicato nel 2006 un romanzo sperimentale, “Appartamenti”, per Arcipelago Edizioni; nel 2009 la tesi di laurea, “Legami. Da Beckett a Lynch, Nauman, Ader”, per le Edizioni OMP; nel 2012 un racconto ne “Il filo e il cucchiaino”, per Sigismundus; nel 2014 un altro racconto nell’antologia “Di notte si vede chiaro”, per Berica Editrice. Alcuni saggi sono presenti in “Raccontare dopo Gomorra”, per Unicopli e in “Il racconto. Letteratura, cinema, televisione”, per Carocci, entrambi del prof. Paolo Giovannetti.

Altre cose che si possono anche non sapere: si è laureato e ha fatto da assistente per qualche anno allo Iulm di Milano, ha “curato” insieme all’artista visivo Andrea De Stefani lo spazio di arte contemporanea DNA projectbox di Venezia e dal 2012 lavora per Berica Editrice, per il magazine Corriere Vicentino e fa l’operaio della scrittura nel mondo della comunicazione per Hassel. Alla fine sua moglie l’ha fregato e oltre all’anello da mettere al dito l’ha costretto ad aprire un blog.

 

Post scriptum

Il nome “Mienmiuaif”, che ancora la moglie e cantante non riesce ad accettare perché – a suo parere – impronunciabile, difficile da ricordare e da cercare su Google, è la trascrizione in italiano dell’inglese “me and my wife”, “io e mia moglie”. Ci sono però in mezzo un paio di errori, perché il nome esatto dovrebbe essere “Miendmaiuaif”. Ma i “Mienmiuaif” sono una coppia che fa molti errori e quindi pareva più corretto, al marito e pseudo chitarrista/bassista, chiamarsi così. Secondo lui suona meglio e anche visivamente fa la sua figura. Inoltre, c’è  pure una lieve sfumatura veneta che dona alla band un inconfondibile sapore “glocal”, perché “mi” è il modo veneto per dire “io”.

Altre versioni:

  1. Il marito ha voluto fare un dispetto alla moglie che lo prende sempre in giro per la sua (presunta) brutta conoscenza e pronuncia della lingua inglese (questa è la versione meno accreditata);
  2. Il marito ha voluto salvare la moglie dall’idolatria per la lingua inglese (questa è la versione più eroica);
  3. In un quartiere di Londra pare che “me and my wife” si pronunci effettivamente “mienmiuaif” (questa è la versione più cosmopolita);
  4. “Mienmiuaif” è come un bambino non di lingua inglese proverebbe sbagliando a trascrivere “me and my wife” (e il cerchio si chiude santateresinianamente).

 

 

23 Comments

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  1. ACCIDENTI!
    Sono praticamente felicemente (quasi sempre) sposata da 30 anni, e MAI avevo provato sentimenti di invidia verso un’altra coppia.. fino ad oggi.
    Siete uno spettacolo per gli occhi, le orecchie (voce spettacolare, ma anche la chitarra ce le suona di santa ragione) e il cuore..Ecco l’opera del Signore, una meraviglia ai nostri occhi.
    Grazie di esistere, e continuate a brillare, please!

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    • Addirittura! Grazie a te di queste parole 🙂

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      • Macchè addirittura e addirittura, non si scherza sulle cose serie..
        Davvero mi compiaccio di trovare, un po’ per caso e un po’ perchè tutti i giorni seguo il blog di Costanza Miriano, un bella coppia come voi, che crede TALMENTE nel matrimonio da formare una wedding band, e aprire un blog, e riuscire a cantarcelo con una miriade (si fa per dire) di sfumature ironiche e azzeccatissime. Bravi!
        Ce ne fossero, come voi, di giovani innamorati della famiglia e appassionati testimoni.. che il mondo ne ha proprio tanto, ma tanto bisogno. Che poi siate anche belli e dotati e davvero bravi, non guasta.
        Vi terrò d’occhio e vi porterò ad esempio nel prossimo incontro del gruppo giovani coppie e, magari anche a sproposito e in modo virale, userò i vostri video, da vera ‘nuova’ (sempre si fa per dire) fan.
        Un bacio in fronte a tutti e due, buona giornata, e che sia creativa!
        M. Adelaide

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      • Grazie ancora Adelaide!!!

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  2. Complimenti!!
    Un blog fantastico 🙂
    Conosciuti grazie a Costanza Miriano, e adesso anch’io vi seguo dalla Spagna.
    Grande lavoro di evangelizazione, essempio di giovani cristiani
    Un abbraccio

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  3. io voglio conoscervi! io voglio conoscervi perchè dovete sapere il bene che mi avete procurato in questo stortissimo pomeriggio. grazie ragazzi!

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  4. Che’ siccome che so’ ‘mbranata, non capisco come si fa ad abbonarsi ai vostri post. Aiutino?
    Grazie mille.
    Laura

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  5. Ciao, vi ho conosciuto su Fb grazie ad alcuni pericolosissimi contatti che mi hanno ormai messo sulla cattiva strada,Costanza Miriano ,Filippo Fiani, Paolo Pugni e altri , siete uno spettacolo ,sono contenta di sentirvi ogni tanto su you tube e sul blog , leggerò al più presto anche il libro “Lettere a mia moglie”, a presto

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  6. Sergio Missori 7 marzo 2017 — 19:56

    Vi ho sentiti stasera su Radio Maria.
    Bravi! Continuate così.
    Siete un bell’esempio da proporre ai giovani di oggi, ai miei figli adolescenti e un conforto per tante coppie cristiane che al di fuori delle parrocchie e dei movimenti faticano a trovare persone che parlano lo stesso linguaggio sulla famiglia.

    Sergio, marito e padre

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  7. mi piace molto la capacità di ri-pensare al matrimonio.
    In un momento di follia ho anche scritto un e-book “Kamasutra per la terza età” da cui si nota anche una certa passione per la musica e il “glocal” (i due in copertina sono carnici, ma nel testo cìè moltissimo Piemonte….)
    Mi piacerebbe molto avere un vostro giudizio.
    Eppure mi sento a disagio quando sento i “familisti” “matrimonio-tradizionalisti” “sentinelle” etc….
    Io e mia moglie ci siamo sposati sopra i 33 anni, ma non chissà per quale motivo di “non rinunciare alla libertà” “prima la carriera…” ma semplicemente perchè la nostra strada è stata difficile. Ricordo verso i 30 anni il disagio che provavo quando amici cattolici esaltavano il loro “mettere su famiglia” “fare figli”… come una loro costruzione, ed il vuoto che sentivo io…. Conoscevo ragazze che mi ispiravano abbastanza ma a cui non ispiravo io, altre a cui ero affezionato ma non al punto da sposarle… mi sono innamorato di una ragazza stupenda, bellissima, musicofila, intelligentissima, un’autorità nel suo campo, ma molto semplice da sembrare quasi ingenua, che era però nei “Memores Domini”….
    Un giorno mi trovai per lavoro pesso Gemona del Friuli dove viveva una sorella di mio nonno, suora ed allora 92enne. Mi accolse con un “Non è bene che l’uomo sia solo” che sarebbe stato bello avere un nipote frate, ma anche il matrimonio era una vocazione bella .. Io le risposi che mi sarebbe piaciuto capire la mia strada, che non mi sentivo affatto contento di essere scapolo. Lei disse che avrebbe pregato per me e due anni dopo tornai a Gemona a presentarle la mia futura moglie.
    Ora, nei momenti difficili del matrimonio, penso sempre che “quella donna” e “quel figlio” sono il dono delle preghiere della zia….
    Se la coppia cristiana è una “costruzione” non cambia poi da altre costruzioni. E’ bella quando è vista come un dono

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    • Grazie Roberto di aver condiviso con noi la tua storia. Certo, ogni storia è unica ed è un dono. Nel nostro piccolo, cerchiamo di raccontare l'”avventura famiglia” per quello che è, senza finzioni, e ci siamo accorti che può essere molto diversa da quello che pensavamo fosse (perché dalla mentalità comune oggi viene dipinta in un certo modo) prima di riabbracciare il cristianesimo, tutto qua :).

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  8. Posso avere un vostro contatto? Con mia moglie stiamo fondando un “monastero famigliare”, quindi…tra pazzi per Gesù bisogna conoscersi!

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  9. Dio v’bendessa! (traduzione dal dialetto modenese: “Dio vi benedica!”)

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  10. Vi ho ascoltato ieri pomeriggio su Radio Maria. Siete fantastici, complimenti per la vostra carica e la vostra fede.

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