Chi siamo

Noti anche come “il duo con l’anello”, i Mienmiuaif (Giuseppe Signorin + Anita Baldisserotto) sono venuti alla luce nel giugno del 2014, a sette mesi dal rito nuziale, e oggi sono all’occorrenza anche un “quartetto punk” (con Enoch Montagna alla chitarra/basso e Nicolò Visentin alla batteria). Li potete seguire nel loro canale YouTube e nella loro pagina Facebook.

Al loro attivo un album infantile, “Quando saremo piccoli”, e un programma su Radio Maria.

Ma i Mienmiuaif c’entrano qualcosa anche con la collana di libri “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio” edita da Berica Editrice, fra i cui titoli figura l’enigmatico “Lettere a una moglie (ovvero la genesi del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif)” – non perdete l’abbinata psichedelica libro + cd.

Per qualsiasi informazione o richiesta di presentazioni/concerti, scrivete a mienmiuaif@gmail.com

Volete dare una mano ai Mienmiuaif? Cliccate qui.

 

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Post scriptum

Il nome “Mienmiuaif”, che ancora la moglie e cantante non riesce ad accettare perché – a suo parere – impronunciabile, difficile da ricordare e da cercare su Google, è la trascrizione in italiano dell’inglese “me and my wife”, “io e mia moglie”. Ci sono però in mezzo un paio di errori, perché il nome esatto dovrebbe essere “Miendmaiuaif”. Ma i “Mienmiuaif” sono una coppia che fa molti errori e quindi pareva più corretto, al marito e pseudo chitarrista/bassista, chiamarsi così. Secondo lui suona meglio e anche visivamente fa la sua figura. Inoltre, c’è una lieve sfumatura veneta che dona alla band un inconfondibile sapore “glocal”, perché “mi” è il modo veneto di dire “io”.

Altre versioni:

  1. Il marito ha voluto fare un dispetto alla moglie che lo prende sempre in giro per la sua (presunta) brutta conoscenza e pronuncia della lingua inglese (questa è la versione meno accreditata);
  2. Il marito ha voluto salvare la moglie dall’idolatria per la lingua inglese (questa è la versione più eroica);
  3. In un quartiere di Londra pare che “me and my wife” si pronunci effettivamente “mienmiuaif” (questa è la versione più cosmopolita);
  4. “Mienmiuaif” è come un bambino non di lingua inglese proverebbe sbagliando a trascrivere “me and my wife” (e il cerchio si chiude santateresinianamente).

 

 

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23 Comments

  1. ACCIDENTI!
    Sono praticamente felicemente (quasi sempre) sposata da 30 anni, e MAI avevo provato sentimenti di invidia verso un’altra coppia.. fino ad oggi.
    Siete uno spettacolo per gli occhi, le orecchie (voce spettacolare, ma anche la chitarra ce le suona di santa ragione) e il cuore..Ecco l’opera del Signore, una meraviglia ai nostri occhi.
    Grazie di esistere, e continuate a brillare, please!

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      1. Macchè addirittura e addirittura, non si scherza sulle cose serie..
        Davvero mi compiaccio di trovare, un po’ per caso e un po’ perchè tutti i giorni seguo il blog di Costanza Miriano, un bella coppia come voi, che crede TALMENTE nel matrimonio da formare una wedding band, e aprire un blog, e riuscire a cantarcelo con una miriade (si fa per dire) di sfumature ironiche e azzeccatissime. Bravi!
        Ce ne fossero, come voi, di giovani innamorati della famiglia e appassionati testimoni.. che il mondo ne ha proprio tanto, ma tanto bisogno. Che poi siate anche belli e dotati e davvero bravi, non guasta.
        Vi terrò d’occhio e vi porterò ad esempio nel prossimo incontro del gruppo giovani coppie e, magari anche a sproposito e in modo virale, userò i vostri video, da vera ‘nuova’ (sempre si fa per dire) fan.
        Un bacio in fronte a tutti e due, buona giornata, e che sia creativa!
        M. Adelaide

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  2. Complimenti!!
    Un blog fantastico 🙂
    Conosciuti grazie a Costanza Miriano, e adesso anch’io vi seguo dalla Spagna.
    Grande lavoro di evangelizazione, essempio di giovani cristiani
    Un abbraccio

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  3. Ciao, vi ho conosciuto su Fb grazie ad alcuni pericolosissimi contatti che mi hanno ormai messo sulla cattiva strada,Costanza Miriano ,Filippo Fiani, Paolo Pugni e altri , siete uno spettacolo ,sono contenta di sentirvi ogni tanto su you tube e sul blog , leggerò al più presto anche il libro “Lettere a mia moglie”, a presto

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  4. Vi ho sentiti stasera su Radio Maria.
    Bravi! Continuate così.
    Siete un bell’esempio da proporre ai giovani di oggi, ai miei figli adolescenti e un conforto per tante coppie cristiane che al di fuori delle parrocchie e dei movimenti faticano a trovare persone che parlano lo stesso linguaggio sulla famiglia.

    Sergio, marito e padre

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  5. mi piace molto la capacità di ri-pensare al matrimonio.
    In un momento di follia ho anche scritto un e-book “Kamasutra per la terza età” da cui si nota anche una certa passione per la musica e il “glocal” (i due in copertina sono carnici, ma nel testo cìè moltissimo Piemonte….)
    Mi piacerebbe molto avere un vostro giudizio.
    Eppure mi sento a disagio quando sento i “familisti” “matrimonio-tradizionalisti” “sentinelle” etc….
    Io e mia moglie ci siamo sposati sopra i 33 anni, ma non chissà per quale motivo di “non rinunciare alla libertà” “prima la carriera…” ma semplicemente perchè la nostra strada è stata difficile. Ricordo verso i 30 anni il disagio che provavo quando amici cattolici esaltavano il loro “mettere su famiglia” “fare figli”… come una loro costruzione, ed il vuoto che sentivo io…. Conoscevo ragazze che mi ispiravano abbastanza ma a cui non ispiravo io, altre a cui ero affezionato ma non al punto da sposarle… mi sono innamorato di una ragazza stupenda, bellissima, musicofila, intelligentissima, un’autorità nel suo campo, ma molto semplice da sembrare quasi ingenua, che era però nei “Memores Domini”….
    Un giorno mi trovai per lavoro pesso Gemona del Friuli dove viveva una sorella di mio nonno, suora ed allora 92enne. Mi accolse con un “Non è bene che l’uomo sia solo” che sarebbe stato bello avere un nipote frate, ma anche il matrimonio era una vocazione bella .. Io le risposi che mi sarebbe piaciuto capire la mia strada, che non mi sentivo affatto contento di essere scapolo. Lei disse che avrebbe pregato per me e due anni dopo tornai a Gemona a presentarle la mia futura moglie.
    Ora, nei momenti difficili del matrimonio, penso sempre che “quella donna” e “quel figlio” sono il dono delle preghiere della zia….
    Se la coppia cristiana è una “costruzione” non cambia poi da altre costruzioni. E’ bella quando è vista come un dono

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    1. Grazie Roberto di aver condiviso con noi la tua storia. Certo, ogni storia è unica ed è un dono. Nel nostro piccolo, cerchiamo di raccontare l'”avventura famiglia” per quello che è, senza finzioni, e ci siamo accorti che può essere molto diversa da quello che pensavamo fosse (perché dalla mentalità comune oggi viene dipinta in un certo modo) prima di riabbracciare il cristianesimo, tutto qua :).

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  6. Posso avere un vostro contatto? Con mia moglie stiamo fondando un “monastero famigliare”, quindi…tra pazzi per Gesù bisogna conoscersi!

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