La solitudine della Numero Uno (e delle creme anti-cellulite)

by Serena Di (@radicalchicpentita), autrice di Confessioni di una Radical Chic pentita

Quando ero piccola pensavo che i ricchi fossero tutti come zio Paperone, dei paperi scozzesi senza pantaloni che nuotavano tra sonanti dollari e veneravano la “Numero Uno”, la prima monetina guadagnata e custodita gelosamente in una teca di vetro. Poi sono cresciuta e ho capito che i veri ricchi amano vestirsi da poveri (se brutti sporchi e cattivi ancora meglio) e i falsi ricchi si fanno le foto con i piedi a mollo nella piscina comunale per postarle su Instagram a scaglioni nell’arco di 12 vippissimi mesi (il calendario podologico).

C’è infatti qualcuno che pensa che l’apparenza sia meglio della sostanza, anche se l’apparenza è fallace, poco importa che «cenere siamo e cenere diventeremo» (so che non sono notizie da tutti i giorni), come diceva la mia estetista Carmelina: «Nel frattempo io voglio vivere come una superstar, per la cenere c’è tempo». 

Carmelina aveva scritto questa frase con il rossetto sullo specchio all’ingresso del salone e a me faceva molto ridere. Carmelina, per quanto intelligente, non sapeva che tra i padri di questo diffuso pensiero c’è un signore italiano e poi uno americano e poi… ok, meglio raccontarvi la storia.

Nel 1921 a Boston lavorava un uomo d’affari italiano di nome Carlo Ponzi. Cento anni dopo il suo nome è rispuntato fuori accanto a quello  di un altro uomo d’affari americano di nome Bernie Madoff. Cosa avessero in comune Carlo Ponzi e Bernie Madoff io, fino a questa settimana, presumevo di saperlo: una colossale truffa. Invece, sempre a Boston nel 2021, è stato un sacerdote di nome Andrea Povero a donarmi un’illuminazione. 

Domenica mi ha salutata con questa frase: «Ricordati che gli idoli ti chiedono sempre la vita, il Signore no». Lì per lì non ho afferrato benissimo il concetto (ma quanto c’ho la testa dura, oh?), poi tornando a casa ho riletto il passo che mi aveva consigliato, il sacrificio di Isacco sul monte Moriah. Come sia andata la vicenda lo sappiamo, non ci fu nessun sacrificio alla fine, mentre per Carlo Ponzi e Bernie Madoff, che è morto ieri, il peso dell’olocausto è stato atroce. Il loro idolo? La Numero Uno, il denaro, che nel caso della truffa dello schema Ponzi neppure esiste. 

A Natale del 2008, a Manhattan, dei supposti 65 miliardi di capitali di Bernie Madoff restano 200 milioni di dollari, da subito sequestrati per risarcire gli investitori, alcuni dei quali si tolgono la vita. 150 anni di carcere per Bernie, un tentativo di suicidio fallito insieme alla moglie Ruth e infine la disgrazia delle disgrazie, la morte di entrambi i figli Mark e Andrew. Nel 2010, due anni dopo la condanna del padre, il figlio Mark si impicca con il guinzaglio del cane e al fratello, Andrew, viene diagnosticato un linfoma che lo uccide nel 2014. 

Già Dante nel Canto Diciassettesimo ci parla degli usurai e dei soldi fatti senza alcuna fatica, quelli fatti con altri soldi, della differenza tra l’economia produttiva e la finanza, la non accordanza tra ricchezza e lavoro nella sua Firenze che allora era come Manhattan, e dove i fiorini contavano come dollari. Vi ricorda qualcosa? Quanti idoli ci sono in giro, che ci chiedono la vita e in cambio offrono solo disperazione? A quante cose assurde e inesistenti votiamo i nostri ideali, le nostre vite? E se non ne abbiamo, come riempiamo il vuoto che le attraversa? E credere in Dio, che quel vuoto lo colma eccome, sarebbe poi così folle?

A quelli che pensano che preghi una statua di gesso per adorare un uomo invisibile non faccio notare che loro credono alla crema anticellulite, ai tarocchi, a massacranti straordinari non pagati “cosìfacciocarriera”, alla ginnastica passiva, alla solidarietà tra donne, all’oroscopo, alla body positive, ai bitcoin, al miracoloso rimpicciolimento naturale del naso di quella showgirl, perché mi pare brutto distruggere le loro illusioni. Però ogni tanto una parolina va detta, se poi è di don Andrea meglio ancora.  

Ps: Carmelina, quella crema prodigiosa per la follicolite da 100 euro che mi hai fatto comprare non ha funzionato, ma ti voglio bene lo stesso.

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