Può l’Amore essere così piccolo da stare in una mano? Ce lo spiega l’autrice dell’ultimo libro della collana UOMOVIVO, Emanuela Roman, insegnante nelle scuole della provincia di Pavia che in Piuma. Il miracolo di una bambina di pochi grammi racconta alla sua bambina come la sua venuta al mondo abbia scatenato una rivoluzione nella vita dei suoi genitori.

Chi è “Piuma”?

È mia figlia Beatrice, alla quale racconto nel libro la storia della sua nascita, ma “piume” sono tutti quei bambini, il 10% ogni anno, che vengono alla luce prematuramente con un basso peso alla nascita. Dei piccoli guerrieri che lottano per la vita dal primo respiro, mostrando risorse e forze sconosciute e inspiegabili per creature così minuscole.

Quando è nato il desiderio di raccontare questa storia?

Nel momento in cui mi sono accorta che avendo sepolto nel cuore la tristezza e il dolore vissuti in quel periodo, non ero libera di godere appieno delle cose belle che mi accadevano. Volevo ripercorrere quell’evento, aprire la porta dell’anima e lasciare uscire la tristezza per permettere alla gioia di entrare. In un secondo momento ho preso consapevolezza che quello che stavo scrivendo in realtà poteva essere di aiuto per molte donne che hanno vissuto o vivono la mia stessa realtà.

“Per molti io vi sto consegnando un caso, per altri vi sto dando tra le mani un miracolo: scegliete voi cosa volete portarvi a casa”. Questo è quello che vi ha detto il neonatologo al rientro dall’ospedale…

Non abbiamo avuto dubbi: Beatrice è un vero miracolo. Le condizioni cliniche alla nascita erano gravi, come possono essere quelle di un neonato alla 26esima settimana di gestazione lungo 32 centimetri per 895 grammi di peso, ma stabili. Il percorso di follow up (controlli periodici a cui ha dovuto sottoporsi per anni) non è stato semplice, a ogni occasione la preoccupazione che emergesse qualche anomalia era sempre moltissima. Sono pienamente consapevole di essere stata scelta, indegnamente, per essere la madre di un prodigio di Dio. Ho il privilegio di essere accanto ad un miracolo vivente ogni giorno.

A chi è rivolto principalmente il libro?

Mi piace pensare che sia un libro scritto da una donna per le donne. Mogli, madri, figlie, nonne… chiunque abbia vissuto o stia vivendo l’esperienza della prematurità, affinché non si senta sola, come mi sono sentita io, nell’affrontare questa grande prova; è un libro scritto per donne che amano le storie con un messaggio di speranza. Un libro che non esclude gli uomini e i padri, spesso personaggi di second’ordine in queste vicende, ma veri protagonisti ai quali deve andare gratitudine e attenzione.

Come la fede vi ha aiutati e vi sta aiutando?

Siamo una famiglia cristiana, cattolica, credente e praticante, la fede è sicuramente il nostro punto fermo. La preghiera e la devozione, in particolare a Gesù e alla Madonna, ma anche ad alcuni santi, in coppia e comunitaria (la nascita di Beatrice infatti ha scatenato una catena di preghiera ininterrotta che ci ha enormemente stupito), ci hanno permesso di guardare con occhi colmi di gratitudine quello che per molti poteva sembrare una disgrazia e per noi è stato ed è tutt’ora il dono più grande che Dio potesse mandarci. La fede è sicuramente anche il motore che ci ha spinti a non chiuderci alla vita nonostante l’esperienza traumatica di Bea, ma a trovare il coraggio di non precluderci una nuova genitorialità consapevole e il dono di un fratello per nostra figlia.

In questo periodo si parla tanto di medici e ospedali, per via del coronavirus. Medici e ospedali che, nel bene e nel male, sono anche personaggi importanti in “Piuma”.

Ci siamo sempre fidati della medicina e provvidenzialmente abbiamo incontrato professionisti molto capaci e umani che ci hanno accompagnato nel percorso. Siamo convinti che la medicina, supportata dalla preghiera, abbia una potenza straordinaria e lo abbiamo sperimentato con mano. In qualsiasi ambito e circostanza della vita è possibile incappare in ambienti non del tutto positivi, l’importante è fare discernimento e non venire mai meno ai propri valori.

Potete trovare il libro in formato cartaceo e digitale nel sito di Berica Editrice a questo link e nei principali store digitali (su Amazon ci sono al momento dei problemi tecnici e la versione cartacea non è data disponibile, mentre quella digitale sì; speriamo si risolva in fretta. Nel sito di Berica sono acquistabili entrambe)

Esce oggi Una piccola matita. Vita di una donna cristiana in Pakistan, di Zarish Neno, il nuovo libro della collana UOMOVIVO a cura dello pseudo chitarrista! 😎 

Probabilmente tutti hanno sentito parlare, almeno una volta, delle difficoltà che vivono i cristiani in Pakistan, ma quello che ci arriva tramite i media non è che una minima parte, legata ai fatti più eclatanti. Poco o nulla si sa invece della quotidianità di chi si confronta ogni giorno con piccoli (e meno piccoli) episodi di persecuzione.

Lo scopo del libro della nostra amica Zarish Neno (blogger cattolica pakistana, fondatrice del Jeremiah Education Centre) è quello di condividere le sue esperienze personali, per dare un’idea di che cosa significhi essere cristiani oggi in un territorio così critico e come, grazie alla fede, si può resistere.

Il libro è disponibile in formato cartaceo e ebook nello shop online di Berica Editrice, su Amazon e su tutti i principali store digitali. È inoltre possibile ordinarlo in libreria.

Nuova uscita per la collana UOMOVIVO, di cui lo pseudo-chitarrista dei Mienmiuaif è curatore. Si chiama Guida bioetica per terrestri. Da Fulton Sheen al cybersesso, di Giulia Bovassi, giovane filosofa e bioeticista, research scholar della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani di Roma.

Il libro è un viaggio nell’indagine bioetica rivolto a chiunque, anche ai non addetti ai lavori, e affronta vari temi, fra cui: sessualità, fidanzamento, matrimonio, contraccezione, aborto, fecondazione, etc., approfondendo la figura dell’arcivescovo e telepredicatore americano Fulton Sheen.

Abbiamo rivolto alcune domande all’autrice.

Perché una “guida bioetica per terrestri”?

L’idea di questo libro è nata da una constatazione molto semplice, ma decisamente forte: la bioetica interpella tutti e noi lo sappiamo, senza saperlo! Moltissime persone non conoscono il significato del termine “bioetica” perciò faticano ad avvicinarsi quando ne sentono parlare; viceversa, chiunque ha una propria immagine mentale, un pensiero o un fatto che riconduce alle sue tematiche. Bioetica è l’esperienza della vita. Di questo sono stata testimone durante lezioni/conferenze in varie città del nostro Paese: mentre trattavo di aborto, fecondazione assistita, sessualità, convivenza molto spesso nel volto di qualche uditore trasparivano una sofferenza oppure, al contrario, un forte stupore e grande attrattiva. L’idea del libro è far sì che durante la lettura – senza pretesa di esaustività – il lettore possa sentirsi accompagnato nelle fitte chiome di questi dilemmi, così da poterli approfondire. Per certi versi l’aspettativa è che possa essere una sosta rigenerante, ma non pacata. Non è certamente un volume impostato per soli addetti ai lavori, anzi: lo scopo è far uscire la bioetica dalla nicchia accademica e renderla afferrabile… per terrestri!

Come hai conosciuto la figura di Fulton Sheen e cosa c’entra con la bioetica?

Fulton Sheen mi ha travolto come un treno! Mi sono imbattuta in questo formidabile telepredicatore statunitense mentre leggevo un articolo in cui si parlava del fidanzamento, dove all’interno era riportata una citazione tratta dal suo testo Tre per sposarsi, che è poi il capolavoro che accompagna la riflessione del mio libro. Ho incrociato il pensiero di Fulton Sheen durante il mio periodo pre-matrimoniale, dopo aver già terminato il corso fidanzati con mio marito, al quale ho espresso il desiderio di leggere l’opera dell’Arcivescovo prima del nostro matrimonio. Era davvero difficile trovarne qualche copia, ma il marito è riuscito a recuperarne una che è stata un autentico secondo corso fidanzati che ha rinvigorito il desiderio di diventare una famiglia cristiana cogliendone il significato più autentico. Ciò che adoro di lui è la schiettezza nell’insegnamento teologico morale: come dimostro nel mio libro, amarsi è anzitutto una scelta verso l’unicità. Questo fa dell’altra persona un compito e un dono da custodire. Da qui si innesca una comprensione della famiglia e della sessualità che è direttamente collegata alla verità della famiglia quale culla della Vita. Ecco perché F. Sheen ha a che fare con la bioetica: decidersi per la nuzialità non è indifferente a ciò che siamo, uomini e donne, creature amate.

Tanti i temi “scottanti”: dalla castità prematrimoniale al cybersesso…

George Orwell diceva che “per vedere cosa c’è sotto il nostro naso occorre un grande sforzo”… incontestabile! Oggigiorno viviamo un periodo storico in cui la condizione umana, la sua natura, il significato antropologico e l’etica sono diventati obsoleti. Non ci è concesso spazio per poter parlare di ciò che il pensiero unico non vuole diffondere; occorre creare da sé (finché sarà possibile) la libertà che ci spetta di diritto di dissentire da soluzioni “comode” o “politicamente corrette”. Perciò sì, tocco argomenti come l’aborto post-nascita o, appunto, il cybersesso per tracciare la partenza di un pendio scivoloso che ancora non vede la fine eppure, nel tragitto, può interrogarci soverchiando tutte le pare-certezze che la società di oggi continua a propinarci. A volte, fare i conti con pensieri estremi ma esistenti (paradossalmente anche nel mondo accademico) aiuta a non lasciarci cuocere dentro un pentolino d’acqua tiepida appoggiata su un fuoco vivo, evitando di finire lessati senza accorgercene. Come diceva il saggio G. K. Chesterton: gridare a danno fatto è sempre troppo tardi.

Perché leggere un libro di bioetica ai tempi del coronavirus?

Purtroppo quello che sta colpendo tutto il territorio nazionale affligge e comporta situazioni di solitudine per tutela di noi stessi e degli altri. Penso però che solitudine non sia sinonimo di “isolamento”: possiamo dover stare soli per un certo periodo, dissociati dalla società, dai nostri vicini di casa o colleghi di lavoro, insomma da una moltitudine di incontri potenziali ai quali reagivamo più o meno con indifferenza, ma non essere isolati. Ebbene, sostengo che un libro possa essere un modo per riempire questo stato d’animo tormentato e affaticato dal dolore che ci avvolge e che, allo stesso tempo, ci possa interrogare profondamente su chi siamo davvero. Per quanto chiaramente non inerenti al contesto virulento che stiamo combattendo, tutti i temi trattati parlano della nostra fragilità, perciò hanno a che fare con questa memoria riemersa in tutta la sua crudeltà a causa della pandemia. La differenza è che, mentre ora si fatica ad avere occasioni di approfondimento e scambio, un libro il cui autore è “raggiungibile” è sicuramente un mezzo per stare assieme a qualcuno e ascoltarci vicendevolmente. Un ponte di umanità.

Il libro è su Amazon (ordinabile, presto disponibile) e nello shop di Berica Editrice in versione cartacea, Kindle ed ePub

dal blog di Costanza Miriano

Il femminismo è iniziato come una giusta richiesta delle donne, che volevano essere finalmente viste, ed essere libere, ma si è trasformato in una grande trappola per noi donne, perché ha preteso di trasformarci in uomini, inducendoci ad adottare stili di vita e orari e tempi maschili, finendo per aumentare la sofferenza che pretendeva di alleviare. E, ancora più a fondo, ha dimenticato che la donna si realizza dandosi, si realizza sempre in una relazione, in un modo più totalizzante rispetto all’uomo. La relazione è quello che ci definisce, e il punto centrale della nostra vita è proprio decidere “a chi voglio piacere, io?”.

A Dio, al mio uomo, a tutti? Se una donna si riscopre figlia, sposa, madre – non necessariamente in senso biologico – se mette in moto una vita spirituale seria, se entra veramente nella sola relazione che dà pienezza e compimento, può offrire il suo cuore, così intimo alla sofferenza, per la salvezza di tutti coloro che le sono affidati.

Di questo parla Il mistero della donna, e di questo e molto altro (per esempio di quanto sia centrale la questione, e del perché la battaglia intorno al ruolo della donna sia così accesa) parleremo a Vicenza giovedì alle 20.30. Ingresso e contestazione liberi.

(Tutte le info: giovedì 14 novembre ore 20.30 presso Sala Accademica del Seminario Vescovile, borgo Santa Lucia 43, entrata da viale Ridolfi 2, Vicenza. Evento organizzato da Berica Editrice e Ufficio di Pastorale del Matrimonio e della Famiglia)

La mia prima fine del mondo. Versione ribaltabile, di Emanuele Fant, è l’ultimo libro della collana “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio” (il cui curatore è lo pseudo chitarrista dei Mienmiuaif🎸😎).

Una nuova edizione di un romanzo breve diventato alcuni anni fa un piccolo cult nel panorama letterario cattolico e che noi Mienmiuaif ci siamo divorati in riva al mare la nostra prima estate da sposi. Amore a prima vista, e tanta gioia ora che torna disponibile.

La mia prima fine del mondo racconta l’avventura di tre punk disorientati dalla fine del liceo e dalla collisione con Ettore Boschini, il cosiddetto “frate dei barboni”, un religioso burbero e fissato coi Rosari, abituato a viaggiare con una statua della Madonna sul portapacchi della macchina.

“Ribaltando” il libro, ne compare un altro: Cosa non crolla. È una miscellanea di riflessioni semiserie in cui si alternano temi grossi (come povertà, arte sacra, educazione) e scritti su problematiche meno nobili ma altrettanto stringenti (come la piaga delle feste di compleanno delle elementari o la diffusione incontrollata della pasta senza glutine).

La mia prima fine del mondo racconta l’incontro di tre punk con un santo, e finalmente parla di fede con il passo della grande letteratura, non è il solito librino religioso piatto e sciatto che ti fa venire voglia di qualsiasi cosa tranne che di assomigliare a quello lì che scrive, non ti fa pensare che ‘va bene, ci credo, prego e vado a Messa, ma se devo leggere qualcosa di bello mi butto su un bel libro, scritto magari da un narciso relativista ateo, che almeno però sa fare il suo mestiere’”.

Costanza Miriano

 

PS: la doppia copertina è dell’illustratore Vito Manolo Roma che, dopo aver letto il libro, ha visto fratel Ettore così.

Si chiama Il sacco a pelo e la croce. Autobiografia di un figlio dei fiori che si è scoperto figlio di Dio l’ultimo libro della collana “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio”, edita da Berica Editrice (il cui curatore è lo pseudo chitarrista dei Mienmiuaif🎸😎).

È la storia di padre Paul Iorio, un sacerdote italoamericano nato nel 1952 a Syracuse, nello Stato di New York (USA). Hippie, sperimentatore teatrale, barbone, padre Paul ha vissuto molte esperienze al limite sempre cercando la verità e la libertà, che alla fine ha trovato indossando il saio francescano, dopo un episodio molto intenso nel deserto americano da cui prende il titolo la pubblicazione. Padre Paul ha abitato a New York, Roma, Assisi, Washington e ha girato le strade del mondo per condividere l’esistenza con gli ultimi, i senza fissa dimora, i drogati, anche i bambini nelle fogne di Bucarest.

Il libro racconta in prima persona le vicende più importanti della sua storia in maniera molto chiara e diretta, senza ipocrisie. Esattamente com’è lui. Un viaggio che parte dalla rivoluzione culturale degli anni 60 e arriva alla Diocesi di Frosinone, dove da qualche anno padre Paul risiede ricercando “una vita più sedentaria, nel silenzio e nella preghiera, a servizio della Chiesa locale”, usando le sue stesse parole.

A questo link trovate la bellissima intervista di padre Paul a “Soul”, programma di Tv2000

Il racconto è arricchito dai disegni e dalla prefazione di Pietro Antonicelli, figlio spirituale di padre Paul, così come la moglie Filomena Scalise, che ha scritto la postfazione.

“Qui si racconta la vera vita di un uomo, ma in filigrana ci trovi anche uno spaccato della cultura postmoderna che ha segnato irrevocabilmente la storia di oggi”.

Dalla prefazione di Pietro Antonicelli

“Così è Paul: un Cercatore di Dio, uno che non si stanca di seguirLo. Non si stanca di mettersi in discussione, di preparare ancora una volta la sua bisaccia e partire perché ha ben compreso che siamo tutti pellegrini e forestieri su questa terra, ma la patria celeste è già nel suo cuore”.

Dalla postfazione di Filomena Scalise

 

di Giuseppe Signorin, pseudo chitarrista dei Mienmiuaif e curatore della collana UOMOVIVO

È quasi Natale e la collana UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio, ispirata allo scrittore inglese G. K. Chesterton, sta per concludere la sua terza stagione.

Il progetto ha raggiunto di anno in anno traguardi più importanti e inaspettati, in un contesto generale molto difficile, il che rappresenta sicuramente un piccolo miracolo.

Dopo due stagioni – 2016 e 2017 – in cui ci siamo fatti conoscere nel panorama dell’editoria cattolica, il 2018 ha visto un notevole salto in avanti, soprattutto grazie all’uscita del primo libro di un autore straniero, “Il mistero della donna” di Jo Croissant(prefazione di Costanza Miriano), che ha avuto fin da subito un notevole successo, tanto da finire nella top 20 generale di Amazon.

Ma anche i due libri rivolti a mamma e papà con cui abbiamo inaugurato l’annata – “Mamma mongolfiera …perché i figli crescono nonostante i genitori” di Marcella Manghi e “Papà senza controllo. O dell’essere padri e non Padreterni” di Andrea Torquato Giovanoli – sono stati per noi motivo di grande soddisfazione: parlare di questi temi in maniera genuina e diretta e in un’ottica cristiana, come stiamo cercando di fare, è oggi una sfida che abbiamo lanciato convinti che sia urgente, e pure un po’ rivoluzionaria.

Con questo spirito ha preso vita un progetto nel progetto, Underground”, una pubblicazione annuale collettiva con l’obiettivo di proporre un’alternativa culturale fondata sulla radicalità del messaggio cristiano. Il primo volume, “Santi ribelli”, raccoglie testi di vario genere e lunghezza sulle vere personalità “underground” della storia: i santi. Sono infatti loro i “ribelli”, quelli che vanno controcorrente.

Come curatore della collana non posso che dire grazie a tutta la squadra di Berica Editrice, a tutti gli autori (e traduttori) e a tutte le persone che stanno contribuendo affinché questo sogno sotto forma di libri continui a essere realtà. Ringrazio anche la mia mogliettina Anita, con cui stiamo girando l’Italia in veste di marito-moglie band (dal nome incomprensibile Mienmiuaif) proponendo le nostre canzoni e i libri UOMOVIVO. Per finire, ringrazio lo sponsor degli sponsor, san Giuseppe, a cui astutamente ho affidato il tutto.

 

26 luglio-26 agosto: un mese di sconti (a questo link) per gli ebook della collana “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio”, il nostro progetto di libri per la famiglia.

Da Paola Belletti con “Osservazioni di una mamma qualunque”, un vero e proprio best seller per una piccola avventura editoriale come la nostra, e “Siamo donne”, che secondo Costanza Miriano dovrebbe essere finalista “a qualche premione tipo Strega o Campiello”, alle meditazioni sulla Parola di Dio di padre Maurizio Botta, uno dei più bravi e noti predicatori italiani, raccolte in “Cento minuti sul Vangelo”.

E poi la traduttrice di ChestertonAnnalisa Teggi, col suo meraviglioso e folle “Siamo tutti fuori”, il sociologo Emiliano Fumaneri con l’intrigante “Le nuove lettere di Berlicche”, il giovane Edoardo Dantonia con il western metafisico “Rivolta alla Locanda”, il duo dallo strano nome Mienmiuaif con il demenziale “Lettere a una moglie”, la geniale coppia di sposi Laura Debolini e Filippo Fiani con il loro avventuroso racconto di adozioni internazionali “Il centuplo quaggiù”, il coraggiosissimo “padre e non Padreterno” Andrea Torquato Giovanoli con “Papà senza controllo”, l’igienico e ironico Paolo Pugnicon “Shampoo”, l’esilarante e leggerissima Marcella Manghi con “Mamma Mongolfiera”

Non perdeteveli, comodi a questo link (basta cliccare sopra questa frase😀) in formato ebook, sia ePub che Kindle.

di Giuseppe Signorin

Come molti di voi sapranno, il progetto dei Mienmiuaif non è solo musicale. Fin dall’inizio io e Anita abbiamo avuto il desiderio di proporre un’alternativa alla cultura oggi dominante, soprattutto attraverso le nostre canzoni un po’ strampalate, ma anche tramite un’altra grande passione: i libri.

E allora, provvidenzialmente, è nata UOMOVIVO, una collana edita da Berica Editrice sotto il patrocinio di San Giuseppe, che prende il nome da un capolavoro di Gilbert Keith Chesterton, in cui sono presenti in dosi massicce tutti gli elementi di quest’avventura: l’umorismo, la vita di coppia e Dio.

Abbiamo pubblicato, nel corso degli ultimi tre anni, tante opere di cui siamo orgogliosi, di autori coraggiosi e talentuosi del calibro di padre Maurizio Botta, Paola Belletti (con un primo e un secondo libro), il duo Laura Debolini & Filippo Fiani, Edoardo Dantonia, Emiliano Fumaneri, Marcella Manghi, Paolo Pugni, Annalisa Teggi, Andrea Torquato Giovanoli… (e pure lo pseudo-chitarrista dei Mienmiuaif…).

Il progetto è cresciuto e sta crescendo, gli autori stanno girando in tutta Italia, grazie ad abbondanti aiuti celesti e a voi lettori. Proporre libri, oggi, è una follia. Sotto tanti punti di vista. Ma noi abbiamo tutte le intenzioni di continuare, al Capo piacendo.

A settembre uscirà il primo libro di un’autrice straniera, fra i fondatori della Comunità delle Beatitudini: Jo Croissant. Un’opera sulle donne con prefazione di Costanza Miriano, che ci ha sempre sostenuto come solo lei sa fare (grazie Costanza!), e traduzione di Giovanni Marcotullio (grazie Giovanni!). Insomma: cose da non credere! (ma noi crediamo!).

Intanto, FINO AL 21 GIUGNO, abbiamo pensato di agevolare il vostro procacciamento di libri per l’estate, dando al contempo una mano alla piccola editoria, che per sopravvivere oggi deve fare i salti mortali.

È possibile acquistare TUTTI I LIBRI UOMOVIVO A 11 EURO INVECE DI 14 direttamente nel sito di Berica Editrice a questo LINK

Ecco, se vi va di darci una mano e avere fra le mani qualcosa di cui (speriamo!) non vi pentirete, questi sono i giorni giusti ;).