“Se questo non fosse un paese profondamente, ostinatamente anticristiano, il libro di Paola Belletti se lo litigherebbero a suon di anticipi la Mondadori e la Feltrinelli (e lascia stare che lei pubblicherebbe lo stesso nella collana UOMOVIVO, per amicizia), sarebbe finalista a qualche premione tipo Strega o Campiello, e la intervisterebbero nei salotti buoni in tv”.

Parole tratte da un bellissimo articolo – senza peli sulla lingua e politicamente molto poco corretto… – della nostra amica e musa ispiratrice Costanza Miriano, autrice del best seller “Sposati e sii sottomessa” e definita dal Catholic Herald come “la scrittrice cattolica più pericolosa del mondo”.

Costanza elogia il nuovo libro di Paola Belletti “Siamo donne. Oltre la differenziata c’è di più” e lo fa col suo caratteristico stile intenso e diretto in una recensione a cuore aperto che vi invitiamo a leggere integralmente a questo link. Di seguito riportiamo un altro passo.

Paola Belletti va chirurgicamente a fondo del senso di tutto, la messa e i cartoni, presepi piscine e wi fi, i figli gli amici l’amore, libri e riviste recensite (Cosmopolitan definito fogna glitter è una sintesi mirabile, per esempio), senza escludere dallo sguardo niente di ciò che compone la sua vita. Tutto, nel caos apparente, ha un senso, e non perché ci sia un lavoro di sintesi, ma proprio perché il senso viene fuori, prepotente, dal respiro quotidiano che tutto ricompone al cuore di una vita unificata”.

La nostra vita, la nostra esistenza, può essere una cosa immensa. Libera e piena di meraviglia. Non c’è niente di davvero spaventoso, perché Cristo è Cristo, punto.

Paola Belletti, “Siamo donne. Oltre la differenziata c’è di più”

Condividiamo il meraviglioso articolo che la nostra musa ispiratrice Costanza Miriano ha dedicato all’ultimo libro di Paola Belletti, “Siamo donne”, sul suo blog

Se questo non fosse un paese profondamente, ostinatamente anticristiano, il libro di Paola Belletti se lo litigherebbero a suon di anticipi la Mondadori e la Feltrinelli (e lascia stare che lei pubblicherebbe lo stesso nella collana Uomovivo, per amicizia), sarebbe finalista a qualche premione tipo Strega o Campiello, e la intervisterebbero nei salotti buoni in tv, il che le darebbe una scusa per farsi truccare professionalmente, che è sempre una bella goduria per noi mamme che ci infiliamo matite negli occhi ai semafori.

Prima di tutto perché la sua scrittura, affilata e ricca, precisa e gonfia insieme (non di ritenzione idrica) lo merita, poi perché invece non lo meritano la maggior parte dei libretti italiani oggi in circolazione, balbettanti esercizi di stile sul nulla e dintorni. Invece qualsiasi cretinata radical chic ben pompata da una casa editrice si guadagna l’espositore in libreria, mentre questo meraviglioso Siamo donne, oltre la differenziata c’è di più bisogna un po’ andare a cercarlo.

È un peccato perché Paola Belletti va chirurgicamente a fondo del senso di tutto, la messa e i cartoni, presepi piscine e wi fi, i figli gli amici l’amore, libri e riviste recensite (Cosmopolitan definito fogna glitter è una sintesi mirabile, per esempio), senza escludere dallo sguardo niente di ciò che compone la sua vita. Tutto, nel caos apparente, ha un senso, e non perché ci sia un lavoro di sintesi, ma proprio perché il senso viene fuori, prepotente, dal respiro quotidiano che tutto ricompone al cuore di una vita unificata. Una vita solo apparentemente complicata, alle prese con quattro figli e la malattia, alle prese con il lavoro e la casa e un meraviglioso marito primatista europeo di bradicardia, colui al quale l’umanità intera deve l’invenzione (da parte di sua moglie) della parola divanauro – la figura mitologica metà uomo metà divano – di cui mi sono impossessata. Per salvaguardare la coppia debbo dire che probabilmente la percezione di addivanamento da parte di qualche esemplare di moglie è accentuata dalla sua propria iperattività (leggi: Matteo fa un sacco di cose, siamo noi mogli che ne facciamo sempre una in più: e comunque abbiamo ragione noi).

È un peccato dicevo che non tutti gli italiani, anzi tutti gli umani, leggano questa mappa per la realtà, questo rivelatore di senso in ogni cosa, non per niente Paola è laureata in filosofia alla più antica università del mondo, e le è rimasta attaccato, anche quando si traveste da mamma e da scrittrice e da moglie, questo sguardo chirurgico sul mondo. Cristiano, ma chirurgico.

È vero, lo ammetto, è una delle mie più carissime amiche. È una delle top di gamma (altra espressione di cui le sono debitrice, insieme ad alcuni miei topoi letterari, tipo venire già menate, o invocare il coma farmacologico in attesa della fine dell’adolescenza dei figli) dell’ampio parco amiche, e le voglio bene anche se è molto bella e molto intelligente. Le mie figlie, che essendo femmine devono sapere tutto, mi interrogano spesso sul tema (chi è la tua best friend forever? a chi regaleresti l’anello col cuore a metà come io a Rachele?) e io ogni volta a rispiegare che alla mia età puoi avere anche molte amiche pari merito, mentre invece è meglio che di marito ce ne sia uno solo, e che alle amiche a pari merito – se proprio hanno bisogno che io faccia una classifica – posso assegnare a ciascuna delle competenze specifiche. Bene, Paola è la persona che più capisce il dolore in assoluto. E’ una persona così mirabilmente fatta, che se le dici che hai un problema lei si chiede “cosa possiamo fare?”. Cioè, capito?, il tuo problema è anche il suo (posso vendere il suo numero di telefono a una cifra ragionevole, scrivere in privato). Comunque, sì, è una delle mie più carissime amiche. Ma non è per questo che trovo il suo libro meraviglioso. E’ perché contiene, a ogni pagina, almeno una perla. Come questa.

“Ogni tanto ho una specie di intuizione, che forse è più il ricordo di qualcosa che qualcuno mi ha insegnato. La vita, nella conoscenza che tenta sempre più di approssimarsi a Dio, che frequenta Cristo nel suo modo di essere presente davvero, chiuso nelle apparenze povere dei sacramenti eppure come pronte a esplodere per la gloria che racchiudono, e della realtà, la nostra vita, la nostra esistenza, può essere una cosa immensa. Libera e piena di meraviglia. Non c’è niente di davvero spaventoso, perché Cristo è Cristo, punto”.

di Giuliano Guzzo

È l’8 marzo e mi toccheranno, tanto per cambiare, fiumi di retorica. Ma stavolta sarà diverso: ho un antidoto. È “Siamo donne”, il nuovo libro di Paola Belletti, lavoratrice, donna e madre (in ordine crescente d’importanza) che con Berica Editrice torna a condividere 150 pagine di suoi scritti. Perché dico che “Siamo donne” è un rimedio all’8 marzo ideologico? Anzitutto perché, a differenza di tante frasette da giorno delle mimose, è scritto molto bene: non lo leggi, lo sorseggi presagendo – come un signor calice di vino – che finirà troppo presto. Il libro poi, una sorta di manifesto dell’orgoglio femminile cristiano, merita per le tante verità scomode che contiene.

Tipo l’ammissione che questi, per ragioni ben esposte al lettore, sono per la donna, più che di emancipazione, tempi di smarrimento: «Mi sembra che siamo smarrite. Provo tenerezza per noi, donne» (p.28). O la critica alla tesi della cultura dominante secondo cui la realizzazione femminile sia solo e soltanto il lavoro: «Il lavoro delle donne serve alla società, eccome! Ma davvero possiamo farlo solo a scapito del nostro essere? A volte vergognandoci o, all’estremo opposto, esaltando in modo ipertrofico e abbastanza irritante il “fare la mamma e la moglie” come se fosse a sua volta una professione (extrema se tangunt)»? (pp.30-31).

Essendo Paola Belletti donna capace di coniugare fede e concretezza, Cielo e terra, non mancano poi sagge indicazioni sul modo con cui, cristianamente, vivere la femminilità, cercando cioè di evitare eccessi, in un senso come nell’altro: «Rifuggiamo sia la spettacolarizzazione sensuale della bellezza fisica femminile, la sua esposizione volutamente provocatoria, e anche il castigo eccessivo delle sue forme corporee, così belle e benefiche, anche alla sola vista» (p.42). Un bel calcio all’esibizionismo e uno anche a certo eccessivo rigorismo, dunque. Non male, sapendo quanto simili opposti, di fatto, avvelenino l’esistenza di chi li fa propri.

Il libro, che contiene molti articoli già scritti ma provvidenzialmente raccolti assieme, spazia poi sui temi delicati dell’aborto – consigliatissima la lettera a una donna che vuole abortire (pp. 106-108) – e della maternità, della spiritualità e della famiglia. Ma sempre evitando prediche, con delicatezza ed una cura stilistica, talvolta, impreziosita da spruzzate d’ironia. Scusate, ma che fate ancora lì? Datevi una mossa e procuratevelo. Perché per me “Siamo donne” è – e sarà – l’antidoto a certo 8 marzo, specie quello femministeggiante, ma per voi potrebbe esserlo rispetto a tante cose, dal piattume culturale alla mancata meraviglia per i doni che, spesso dimenticandolo, abbiamo davanti agli occhi. Mi racconterete.

Articolo uscito nel blog di Giuliano Guzzo

Grazie alla collaborazione con TeleMater, una web tv cattolica con base a New York, il nostro #MusicaDaDivanoTour è finito oltreoceano!!! 😮😎

In questa tappa siamo ospiti di Matteo e Paola (Belletti, l’autrice di “Osservazioni di una mamma qualunque” e “Siamo donne. Oltre la differenziata c’è di più“).

Unica cosa: abbiate pietà dell’intervistatore…

Condividiamo la bellissima prefazione della scrittrice Annalisa Sereni al nuovo libro della nostra compagna di avventure Paola Belletti, “Siamo donne. Oltre la differenziata c’è di più”, da oggi disponibile in formato cartaceo e ebook nello shop online di Berica Editrice e su tutte le altre piattaforme digitali, oppure richiedendolo in libreria.

«V’è a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, una piscina, chiamata in ebraico Betzaetà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. [Un angelo infatti in certi momenti discendeva nella piscina e agitava l’acqua; il primo ad entrarvi dopo l’agitazione dell’acqua guariva da qualsiasi malattia fosse affetto]».

Vangelo di Giovanni 5,1-4

Sono stata fortunata: ero vicina alla piscina quando l’angelo ha smosso l’acqua e un’amica, la Paola, mi ha fatto immergere per prima. Mi ci ha buttata dentro, dicendo «Leggi, così guarisci. Quantomeno migliori. E l’angelo farà la sua parte». E grazie, lei lo sapeva. La piscina era roba sua. Forse anche l’ala dell’angelo era sua.

E io, nuotando tra le pagine (stampo tutto, sempre, ho stampato anche il tuo libro quando mi hai mandato le bozze. Ma non ho messo i numeri, per cui ci ho nuotato veramente in mezzo), ho capito quanto le parole fossero te, l’autrice.

Perché, vedete, lei, la Paola, è così.
Ci siamo conosciute di persona a un incontro in cui parla- vano di altri nostri libri. Io con un gambone ingessato. Lei bellissima, forte, solare. Incredibilmente sorridente. E sorridente ha parlato lì a me e alle altre persone e ha svelato il suo cuore adamantino, il suo dolore di madre acuminato e ancora più splendente di lacrime infinite.
E SEMPRE sorridente ha chiesto preghiere.

CON QUEL SORRISO ha forzato il blocco, lei, ha superato il rispetto umano e la paura e si è lanciata senza rete tra le braccia di chi l’ascoltava ma soprattutto ha rivelato di stare al sicuro tra quelle amorose di suo Padre Dio che la sorregge e accoglie ogni singolo infinito istante.

Del resto ha gli occhi aperti e lo sguardo profondo, lei, per leggere la realtà. Oh, potrebbe piangere, urlare, battere i pugni e a volte nel segreto lo fa. Lo so. Lo dice. Ma poi la Paola sorride e affila di nuovo la sua anima con il dolore di madre privilegiata dall’amore per il figlio… bello bellissimo e provato infinitamente. E legge ancora Dio in ciò che vede. E ce lo indica.

Anche in questo suo libro lo fa. È un testo profondo, fuori dagli schemi. Bello e potente. Come lei sorridente. Tuffatevici dentro e non ve ne pentirete.
Forse ne uscirete scalfiti. Probabilmente sanati. Sicuramente grati.

Stavolta sarò io l’amica che vi spinge, ma Paoladi nuovo l’angelo che smuove le acque.

 

L’avventura editoriale parallela al nostro progetto musicale, “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio”, è iniziata due anni fa con un libro, “Osservazioni di una mamma qualunque” di Paola Belletti, grazie al successo del quale abbiamo potuto continuare a lottare in questa missione un po’ folle – oggi – di raccontare, sostenere, difendere, proporre la famiglia alla luce degli insegnamenti della Chiesa Cattolica.

La Paola è diventata, da quel novembre del 2015, una vera e propria amica per i Mienmiuaif. Di più: una sorella. Una a cui guardare. Forte e mite allo stesso tempo. La Paola è una bomba. E le sue parole delle spade affilate. Ma anche piene di tenerezza. Come solo una donna. La Paola riesce a parlare da donna e di donne con un dono unico: è diretta e schietta ma piena di premure e di amore. E poi fa ridere! E poi è una filosofa! E poi è anche un’atleta! Del corpo e dello spirito… Un mix letale che fa bene a tanti e non poteva finire con un libro solo. Allora abbiamo insistito insistito e insistito e due anni dopo il primo, ecco il secondo: “Siamo donne. Oltre la differenziata c’è di più”. Per noi un “manifesto” per vere femministe, per donne orgogliose di essere tali, che non vogliono scimmiottare i maschi.

Rispetto al primo l’orizzonte si amplia ma anche si restringe: il campo d’indagine diventa più vasto – si parla di moda, di ecologia, di sessualità, di aborto, di religione, di poesia – ma al tempo stesso su certe cose si va addirittura più a fondo.

Un libro per donne, per donne di tutte le età, di tutte le professioni e vocazioni, ma anche per uomini – non tanto per capire le donne (cosa dogmaticamente impossibile), ma almeno per imparare a non capirle! 😉

Grazie Paola per questa nuova avventura insieme, e grazie alla magnifica Annalisa Sereni che ha scritto una prefazione intensa, toccante, stupenda, tutt’altro che convenzionale, perfetta per un libro come questo, destinato a incidere sulla vita di tante persone!

Mienmiuaif

“Sono rimasta però un’ecologista. Una vera attivista, via via più convinta. E ora, finalmente, sono persino certa che nel mio piccolo sto contribuendo a salvare il mondo e le meraviglie del Creato. Infatti mi confesso spesso. E mi accosto, meschina ma decisa, all’Eucarestia”.

Paola Belletti

“È un testo profondo, fuori dagli schemi. Bello e potente. Come lei sorridente. Tuffatevici dentro e non ve ne pentirete. Forse ne uscirete scalfiti. Probabilmente sanati. Sicuramente grati”.

dall’introduzione di Annalisa Sereni

Da oggi 23 novembre lo potete trovare in formato cartaceo e ebook in esclusiva nello shop online di Berica Editrice.

Dal 4 dicembre su tutte le altre piattaforme digitali oppure richiedendolo in libreria.

Breve invito alla lettura di “Siamo donne. Oltre la differenziata c’è di più” di Paola Belletti, in uscita il 23 novembre in esclusiva nello shop online di Berica Editrice e a partire dal 4 dicembre dappertutto.

Un libro fin dal titolo pieno di ironia e autoironia, che ha il coraggio di andare fino in fondo e toccare temi che scottano. A partire da quell’ecologia integrale a cui Papa Francesco ha dedicato un’Enciclica intera, la Laudato si’. Quell’ecologia che non separa gli ambiti ma li tiene uniti: ecologia ambientale, economica, sociale, culturale… L’ecologia umana, l’ecologia del “cuore” umano, da cui viene tutto il resto. E lo fa in un’ottica femminile. Quasi un manifesto per donne orgogliose di essere tali. Vere femministe.

Un libro che non è un saggio ma un insieme di prose filosofiche, poetiche, narrative, giornalistiche… scritte dall’autrice col suo inconfondibile stile nel corso degli ultimi anni, selezionate e divise in quattro sezioni:

1. Ecologia femminile, in cui si parla più espressamente di donne: la loro identità, il loro compito, il loro corpo, la loro anima;

2. Ecologia famigliare, perché non si può essere umani senza un contesto famigliare… e le donne in questo contesto hanno sicuramente un ruolo privilegiato;

3. Ecologia pro-life, la cura della vita – in particolare in relazione all’aborto, che tocca più direttamente le donne (anche se ovviamente non solo). Non si può essere ossessionati dalla raccolta differenziata e poi fregarsene se ammazziamo i cuccioli d’uomo prima che vengano alla luce;

4. Ecologia spirituale, perché al centro e alla base di tutto c’è il rapporto con Dio, e quindi la religione, la riflessione filosofica, le domande cardine dell’esistenza.

Giuseppe Signorin, pseudo chitarrista dei Mienmiuaif e curatore (da curare) della collana UOMOVIVO di Berica Editrice.