“Yeah. Anti-metodo per sedurre la propria femmina dopo averla sposata” di Giuseppe Signorin

“Il demonio ha paura della gente allegra”, diceva san Giovanni Bosco. Ok, hai ragione, al demonio, oggi, non ci crede più nessuno. È una sua astuzia. Ti diranno che sono cose medioevali. Anche “frate sole e sora luna” sono cose medioevali. E ci sono ancora. Lo so, non è nelle tue corde, ma vedi di farti furbo e non lasciarti infinocchiare.

Vuoi che lei ti ami sempre e per sempre? Non è questo il motivo per cui segui imperterrito il mio anti-metodo, che in quanto tale nemmeno funziona? Allora ridi. Anche senza motivo. Guardala e ridi. Lei si arrabbierà, penserà che la prendi in giro. In parte è vero, in parte spiegale che così scacci i demoni dal vostro matrimonio. Poi aggiungi che è bellissima, così non baderà a quanto le hai appena detto.

Se oltre a ridere tu, riesci a far ridere lei, tanto di guadagnato. Ma questo non è essenziale. Non sempre le mogli capiscono le nostre sofisticate battute. Stai tranquillo.

Tu ridi e non avere paura. Padre Amorth, l’esorcista, sosteneva che il demonio se la faceva “in braghe”, quando aveva a che fare con lui. Non so se ci siamo capiti.

Quindi stai allegro. Ridi molto e falla ridere, se possibile. Prenderai due piccioni con una fava: lei ti amerà sempre di più (si sa che le risate seducono più degli addominali a tartaruga – questa almeno la mia convinzione, ma soprattutto speranza) e il demonio starà bene alla larga da voi.

Di più, entrerete in un circolo virtuoso: perché il demonio odia che vi amiate. Amandovi di più, grazie alle tue risate, non resisterà proprio. “Là dove sono i due, ivi è anche Cristo; e dov’è Lui, non c’è posto per il maligno”, scriveva il buon vecchio Tertulliano alla moglie.

Un ultimo suggerimento: abbina le risate a una dose massiccia di Ave Maria. Sono la morte sua. Del demonio, intendo. Il demonio non sopporta la Mamma.

E sii perseverante. Beh, questo dovrebbe essere sottinteso, per uno che ha puntato sull’amore eterno.

Yeah.

 

 

 

Se ritenete che l’attività di cotanto seduttore vada sostenuta, acquistate il capolavoro epistolare “Lettere a una moglie. Ovvero la genesi del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif”, ottimo anche per far volume in libreria o come regalo per chi non vi sta troppo simpatico. Lo trovate qui o qui.

“Pompelmo Rosa Stories” di Giuseppe Signorin

Il fico di Pompelmo Fico è abituato a ridere, quando qualcosa lo fa ridere. Cioè, ci sono diverse cose, che magari non fanno ridere nessuno, che gli provocano grasse risate. Ma anche tante cose che fanno ridere tutti, gli provocano la stessa reazione. Insomma, è un tipo nella norma.

Ma il fico di Pompelmo Fico non vive solo. Al suo fianco vive infatti un’altra persona, lo avrete capito. Negli altri episodi viene nominata per cognome e nome, in questo forse è più corretto chiamarla così: “la donna che capiva di ridere”.

Ognuno di noi ha tratti caratteristici, la donna che capiva di ridere ne ha moltissimi, fra cui questo qui, che in pratica è immune alla reazione spontanea di ridere come conseguenza di una battuta o episodio comico. A lei non viene da ridere, anzi, se dovesse assecondare il suo istinto, si farebbe cupa, ma nel tempo ha capito come fare e quindi, a meno che uno non la conosca a fondo, come il fico di Pompelmo Fico, riesce ad apparire esattamente come gli altri frutti del paese.

Forse una buona percentuale di frutti donna ha la stessa tendenza… questo però non possiamo dirlo con certezza, non lo sapremo mai, ma di certo in lei questa tendenza è una realtà consolidata.

L’ha confessato una sera a letto, mentre leggeva un libro.

“Perché ridi?”, le ha chiesto il fico di Pompelmo Fico.

“Qui c’è un punto in cui capisco che devo ridere”

“In che senso capisci? Non ti viene da ridere?”

“No, però ho imparato a capire quando una cosa fa ridere, e allora rido”

“Ma scusa, io non so cosa stai leggendo, puoi benissimo non ridere se non ti viene da ridere, mica ti giudico. Se sapessi che stai leggendo qualcosa che fa ridere e non ti vedessi ridere, allora sì, ti giudicherei, e molto male, soprattutto se si trattasse di cose che fanno ridere me, ma in questo caso chi scoprirebbe che non ti viene da ridere, magari – ma questa è un’ipotesi che scarto – perché non cogli al volo certe battute?”

Non sempre i dialoghi hanno una conclusione, anche fra marito e moglie. Soprattutto fra marito e moglie.

La lucetta a questo punto si spegne. La spegne la donna che capiva di ridere. La lucetta con cui di solito illumina le sue letture il fico di Pompelmo Fico era già spenta.

Nelle menti dei due coniugi passano alcune preghiere spontanee.

Poi iniziano i sogni.