Lettere a una moglie 2 di Giuseppe Signorin

«L’animale che mi porto dentro non mi fa vivere felice mai», cantava Battiato, amore mio. Più che un animale, noto che molte persone (a volte pure il punk di tuo marito, come ben sai), si portano dentro un radical chic e vivono ancora peggio che se si portassero dentro un animale. Perché gli istinti animali, le “passioni”, fanno sì soffrire, ma lasciano spazio anche a una certa dose di umiltà. Si chiamano “bassi” istinti, non a caso. Esserne schiavi non è mai del tutto un vanto, ci si sente comunque un po’ terra terra, per quanto della “terra” si assecondi il lato peggiore. Gli istinti “radical”, invece, sono più subdoli. Vanno a braccetto con un atteggiamento pieno di spocchia tipico di chi si sente molto intelligente. Grazie a Dio ti sono rimasti pochissimi istinti radical, amore mio. Forse solo una certa tendenza a idolatrare l’inglese, ma il lavoro che sto compiendo da anni su questo fronte, fin dal nome della band in cui canti, è notevole e sta producendo i suoi frutti. Sei molto più felice di quando eri una studentessa universitaria femminista, mentalmente aperta, convinta che un anno in Erasmus equivalesse a un pellegrinaggio a La Mecca, affascinata da qualsiasi filosofia o religione esotica e new age, tollerante nei confronti di ogni genere di relazione fra persone consenzienti. Io uguale, anzi peggio: ascoltavo musica noise, quindi rumore, soffrendo come un cane perché in realtà faceva schifo, ma almeno mi dava un tono. Certo, non ci sono più le mezze stagioni, e neppure i radical chic di una volta, come li ha definiti Tom Wolfe: la «sinistra al caviale» o il «progressismo da limousine». Ne rimangono diversi esemplari, ma si sono aggiunte delle figure ulteriori, più evolute. Il virus è passato in altre categorie, si è trasformato in qualcos’altro. Non è necessario che c’entrino i soldi o la politica, la quintessenza radical si può fiutare in altri contesti, con forme nuove. La stessa definizione è più fluida. A buona parte degli studenti universitari viene di fatto iniettata una dose variabile di questo virus, credendo sia un vaccino, che poi si manifesta in un modo di pensare omologato e falsamente “radicale”, contrario a ogni limite, alimentato dal sogno di una società libera e liquida. Che ovviamente, in quanto tale, fa acqua da tutte le parti. Una società illuminata e tollerante, ma se qualcuno, per esempio, ha obiezioni sul “matrimonio gay” o sul concetto di autodeterminazione sessuale, ecco, lì scatta l’odio. Anzi, peggio. Lì sono gli altri che odiano. Se qualcuno ha obiezioni sul matrimonio gay, odia i gay. E quindi va eliminato. Non fisicamente, magari, ma verbalmente sì. E le parole sono pietre. Questo è un virus, amore mio. Noi ne stiamo guarendo un po’ alla volta, chiedendo a Dio l’antidoto, chiedendo di farci sentire piccoli. Creature. E già stiamo molto meglio. Perché il radical chic che ci portiamo dentro non ci fa vivere felici mai. Che Dio ce ne scampi. Ti amo.

 

Se ti è piaciuta la lettera, vuoi aiutare i Mienmiuaif e sei interessato al “prequel”: Lettere a una moglie 😎

Lettere a una moglie #2 (ovvero l’esodo del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif) di Giuseppe Signorin

Lo so, forse è un colpo basso scrivere una canzone per tirare l’acqua al mio mulino e a quello dei miei amici, amore mio. Da quando abbiamo pubblicato il video di “Canzone per mollare un radical chic”, mi sento accusato. Da me stesso, dai radical chic. Non so. Ma come potevo non fare nulla per accoppiare i miei amici radicali veri, quelli che se riescono vanno a Messa pure durante i giorni di lavoro? Com’è possibile che degli alternativi veri come loro non abbiano la fila di ragazze mentre i compagni con la magliettina di Che Guevara e la posizione del loto bene impressa nella mente e nel corpo passino da una storia all’altra come se non ci fosse un domani? È vero, anch’io cerco di andare alla Messa infrasettimanale. E infatti hai fatto un grande affare, mogliettina mia. Non per merito del sottoscritto, sia bene inteso. E neppure il fatto di andare, o cercare di andare a Messa tutti i giorni può essere sufficiente per diventare una persona che se la sposi fai un affare. I pubblicani e le prostitute possono sempre superarmi, in qualsiasi momento. Anche i radical chic. (Speriamo non al traguardo). Ma forse proprio per questo è il caso che gente come me vada dal Capo più spesso che può, perché chissà dove andrebbe altrimenti. E poi lo ammetto: anch’io ero un radical chic. E non sono del tutto convinto di non esserlo più… perlomeno del tutto… Anch’io ascolto qualche volta i “Thegiornalisti” o mi capita di andare all’Ikea… E il sushi non mi dispiace… Ma penso sia più che altro il mix e la dose di tutti questi elementi a essere letale. Se qualche tua amica sta con un tipo che ha tutte le abitudini elencate nella canzone insieme, beh, allora credo sia proprio il caso di darle il consiglio dei Mienmiuaif, band interstellare in cui tuo marito ancora ti costringe a cantare. Non con la violenza, ovvio. Con la pena. Molto più violenta della violenza. Come potresti sopportare tanta pena nel vedermi in una band senza cantante? E allora continui in maniera eroica a far parte della leggendaria classic punk folk rock pop band indissolubile. Tutto per grazia. Wow. Non so se sei più violenta tu resistendo a cotanta follia o io a proporla. Sicuramente tu. Ma il cielo è dei violenti, amore mio. “Il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono”. Lavorare per il regno è pericoloso, è questo il bello. Nulla di noioso, amore mio. I nostri “concerti”, iniziati nei salotti delle famiglie più underground d’Italia e proseguiti nei bar, nelle piazze, nei teatri, nelle parrocchie, pure sulle frequenze più punk del pianeta, quelle di Radio Maria, sono sempre più pericolosi. Figurati quando ti porterò in America. Senza sapere l’inglese. (Io, ovviamente). Ma in inglese ci capiscono meglio che in italiano. Addirittura il nome non sembra così incomprensibile: «Mienmiuaif is the way a child might transcribe “me and my wife”», hanno scritto con nonchalance nella versione in lingua per me araba e per tutti gli altri internazionale di Aleteia. Quando ti porterò in America… Il cielo è dei violenti, amore mio, dei ribelli, dei rivoluzionari. Rebel rebel, amore mio. Ma non nel senso di David Bowie e compagnia bella. Ribelli verso noi stessi, verso quello che c’è di male in noi stessi. Ribelli verso il nostro “io” che raglia come un asino. Ribelli verso l’inquilino del piano di sotto. Non ribelli verso Dio. Ribelli verso la nostra volontà, verso quello che non ci basta mai. Non ribelli verso la volontà di chi ci ha creati e ne sa più di noi di quello che ci serve. Il cielo è dei violenti, amore mio. Che Dio ci aiuti a diventare dei violenti veri, dei ribelli veri, dei radicali veri, e a non sbagliare mira (e magari aiuti un po’ di amici a trovare la donna giusta, e viceversa). Ti amo.

 

 

Se vi sentite particolarmente buoni e volete dare una mano ai Mienmiuaif, cliccate qui 😎

L’annuncio su un quotidiano tedesco di un certo Ratzinger, “dipendente pubblico di medio rango”, che cercava “una ragazza cattolica pura e buona”, ha dato vita a Benny XVI (ci piace chiamarlo così, il Papa emerito, che come ogni Papa amiamo tantissimo).

Speriamo che la nostra “Canzone per mollare un radical chic” e l’invito esplicito a trovarsi “un tipo trascendentale, un vero radicale che va alla Messa infrasettimanale”, sortisca un effetto simile, che dite? 😂😂😎

Dipendente pubblico di medio rango, celibe, cattolico, 43 anni, con un passato senza macchie, amante della campagna, cerca una ragazza cattolica pura e buona, che sappia cucinare bene, affrontare tutti i compiti domestici, cucire e svolgere i doveri di casa per convogliare a nozze il prima possibile. È gradita ma non indispensabile una buona situazione patrimoniale.

Potete leggere l’articolo completo uscito su Aleteia a questo link

Magari lui ti dice che legge sempre Nietzsche
e ha la maglietta dei “Thegiornalisti”
sotto il sole di Pechino
ti porta a spasso con il cagnolino

Finché va bene, sempre le stesse scene
mangiate il sushi in centro
con la maglietta di Che Guevara
e il cuore nella bara

Mollalo o o
e trovati un tipo trascendentale
un vero radicale
che va alla Messa infrasettimanale

Per colazione, un po’ di rivoluzione
vi fate un giro all’Ikea
e la domenica mattina
yoga e passeggiatina

Dal dentista, dal decostruzionista
con la maglietta ungendered
ti invita fuori tutte le sere
ma non ti paga da bere

Mollalo o o
e trovati un tipo trascendentale
un vero radicale
che va alla Messa infrasettimanale (x2)

Canzone per mollare un radical chic
Canzone per mollare un radical chic
Canzone per mollare un radical chic
Canzone per mollare un radical chic