Come abbiamo raccontato ieri, quest’anno, più ancora degli altri anni, lo pseudo chitarrista dei Mienmiuaif aveva cercato di boicottare il Mienmiuaif Day in tutti i modi, perché fra libro-torta e disco-torta (in uscita sabato 29!!!) il 2019 era già sufficientemente calorico e un’altra super mangiata non era il caso… Con (presunta) astuzia, aveva addirittura tirato in ballo Nostro Signore, dicendo alla cantante che se il Capo avesse voluto, sarebbe arrivato qualcuno disposto a organizzarlo al posto nostro, sto Mienmiuaif Day… Il suo modo di chiudere il discorso.

Se non che qualche mese fa ecco spuntare l’email di un certo Massimiliano, il quale esprimeva il desiderio di organizzare il “Mienmiuaif Day” tramite una cooperativa che porta il nome di un beato, don Sandro Dordi (una realtà bellissima che vi consigliamo di scoprire)… in zona Rovigo, vicino al mare, con tanto di cavalli… A quel punto lo pseudo chitarrista è sbiancato e ha dovuto cedere. Così ieri il Mienmiuaif Day c’è stato, in un posto diverso dalle altre edizioni (ma noi rimaniamo affezionatissimi alla nostra super amica Adriana!!! Che ha capito le circostanze e a cui mandiamo un mega abbraccio), con persone in buona parte diverse, ma con lo stesso spirito, la stessa intenzione di creare un’occasione per uscire dai social e passare una giornata insieme pregando, mangiando, cantando, delirando…

Il nome, “Mienmiuaif Day”, non è corretto… non è il giorno nostro, anzi, ci crea un imbarazzo assurdo sto nome, era nato in maniera ironica, come dire, “Sagra della salsiccia Day”, comunque l’importante è che da questi tentativi un po’ goffi poi Nostro Signore tiri fuori sempre qualcosa di buono, al di là delle aspettative, e i tanti incontri significativi di ieri lo testimoniano ancora una volta. Come lo testimoniano i selfie: una tale quantità di selfie in un giorno solo ha del vertiginoso. Infatti il nome più adatto sarebbe proprio “Selfiuaif Day”… La cantante ha una laurea ad honorem in selfie e ieri ne ha fatti almeno un milione. La macchinetta fotografica è scoppiata. Però dai, il selfie è anche un modo per dire: ci siamo, siamo insieme su questa barca, non sappiamo bene dove stiamo andando, il tutto è un po’ surreale e demenziale, ma navighiamo insieme…

Un grazie di cuore quindi a tutti, dai bravissimi organizzatori a don Alfonso che ha celebrato la Messa ai tanti pazzi (di ogni età, dai bambini ai nonni) che ieri hanno deciso di passare la giornata con noi – ieri che per una “Dioincidenza” era pure la festa del Corpus Domini ed è stata una gioia doppia per noi suonare il singolo che anticipa il nostro disco-torta, “Adorarti oggi Dio”, una canzone che parla proprio di questo Corpo che continua a farsi Pane per nutrirci e darci forza in mezzo alla tempesta.

Yo

Anita + Giuseppe = Mienmiuaif 🤙😎

(un po’ dei selfie di ieri, quelli venuti decentemente ;))

Ogni anno la cantante dei Mienmiuaif stressa lo pseudo chitarrista per organizzare il famigerato “Mienmiuaif Day”, una giornata aperta a tutti, anche e soprattutto a chi ci segue via web, per incontrarci e condividere la mistica (Santa Messa🙏) e la mastica (super pranzo🍝), più concertino e interventi vari🎤🎸.

Quest’anno c’è una novità: la location. Per alcune “Dioincidenze” e l’intervento provvidenziale di una famiglia, il mega party sarà in un parco vicino al mare con tanto di pony per i bambini!🐴🌳

Segnatevi la data e mandate la vostra mail di partecipazione a mienmiuaifday@gmail.com📨

VI ASPETTIAMO!!!!! 😀😎🤙

A questo link trovate il nuovo video della cantante dei Mienmiuaif sul suo canale YouTube “Anita Dududu” (iscrivetevi!!!).

Il Vangelo di sabato scorso è capitato giusto nei preparativi per il Mienmiuaif Day, ed è stata un’occasione per Anita Dududu di sperimentare la cura di Dio in quel giorno di festa. Ve lo racconta dalla spiaggia di Caorle dove ha passato qualche giorno di relax!

Dal Vangelo secondo Matteo (6, 24-34)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza. Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena»

Condividiamo un pezzo che ci hanno mandato gli amici (decisamente troppo buoni nei nostri confronti) Gigi e Lara Veronesi

Ventiquattro giugno, solstizio d’estate: tempo di trebbiatura e di covoni lasciati seccare in campi bordati da rossi papaveri; di sconfinate distese di vanitosi girasoli che interrompono la monotonia di una pianura ingrigita dalle prove generali dei primi caldi; di rugiade miracolose e di noci lasciate a macerare per produrre un liquore miracoloso anch’esso, ma per altri motivi; tempo di nervose e scaramantiche spruzzate di Autan contro l’effetto di nugoli di zanzare attratte dai vestiti succinti delle loro prede, che offrono ai fastidiosi ditteri un sicuro vitto e alloggio. Questo è l’inizio dell’estate nella Bassa riassunto in poche righe, versione liofilizzata di una realtà che prevede molte più sfaccettature.

Ed è in questo contesto che un centinaio abbondante di amici, accumunati dalla passione per il duo delle meraviglie dal nome via via sempre più pronunciabile (sono ormai un lontano ricordo gli esilaranti strafalcioni dei primi tempi: sta cadendo un clamoroso tabù!), si sono dati appuntamento dall’Adriana per celebrare il terzo Mienmiuaif Day in terra emiliana.

Va detto che l’Adriana è un’istituzione e che ormai non ha più bisogno di presentazioni. Ma è pur sempre un piacere segnalare il suo Agriturismo “San Giuseppe” di Gattatico, tra Reggio Emilia e Parma, dove la gentilezza e l’ospitalità vanno a braccetto con una location decisamente accogliente, impreziosita da qualche dettaglio che la rende gradevolmente vintage, e una cucina davvero sublime, che nulla ha da invidiare ai vari chef, dall’aspetto barbutamente burbero, che imperversano sulle reti televisive. Adriana la barba non ce l’ha, ma il suo sorriso smagliante ti fa sentire immediatamente accolto.

Prima la mistica e poi la mastica, per usare un’espressione vincente coniata da Giuseppe Signorin, “martire della pasta sfoglia”, tra una spesa settimanalmente mensile e la successiva.

E così è stato. Il raduno, secondo solo a Woodstock, ha avuto un degno inizio con la Santa Messa, celebrata da Fra Lorenzo all’ombra del sole (gli intrepidi cantori sono stati giustamente premiati dalla copertura di un possente noce… con annesse piccole scariche adrenaliniche causate dalla caduta improvvisa di frutti a poca distanza dal cuoio cappelluto. Non si segnalano, comunque, feriti).

Davvero stimolante, nel giorno in cui la Chiesa celebrava la nascita del Battista, l’invito di Fra Lorenzo ad attribuirsi ogni mattina un nome nuovo per richiamare il campo di lotta della giornata, una sorta di parola d’ordine quotidiana, in una logica di avanzamento continuo nel cammino di santità.

Al termine della Messa, per richiamare il gesto compiuto da Zaccaria quando indicò sulla tavoletta il nome del figlio, siamo stati invitati a scrivere il nostro nome nuovo su piccole mattonelle.

E battaglia sia, senza sconti e con spirito sportivo!

Poi la mastica. Ed è stata l’occasione per rivedere amici dopo tanto tempo, riprendendo il discorso dal punto nel quale si era interrotto, conoscere finalmente di persona amici fino a quel momento solo di tastiera (Chiara V. ci continui a sfuggire ma nel 2019 ce la faremo!) o fare nuovi piacevoli incontri. E notare di trovarsi a proprio agio con chiunque, caratteristica essenziale delle amicizie fondate sulla Roccia e che, di conseguenza, non temono il logorio del tempo, gli sbalzi di umore, né possono sgretolarsi al primo alito di vento (come spesso accade quando manca la Meta comune o un Progetto condiviso). Amicizie che vanno al di là del qui e ora; rapporti che vanno oltre: oltre il mio ristretto modo di pensare, oltre la mia città, la mia regione; oltre ad un fugace e formale scambio di battute fine a se stesso.

E allora grazie di cuore ad Anita e Giuseppe per averci regalato, ancora una volta, una giornata difficile da dimenticare (confidiamo di confermarlo anche quando sarà ora di raccontarla ai nostri nipoti). Tra l’altro ottimamente organizzata, con un’alternanza davvero efficace tra l’esecuzione dei brani che stanno spopolando sui social (e che non possono assolutamente mancare in una seria playing list estiva), i commuoventi ravioli dell’Adriana, l’inatteso live di Debora Vezzani e la presentazione di alcuni libri della collana UomoVivo (Annalisa, Paola, Edoardo, Emiliano… graditi compagni di viaggio in questi due anni di pendolarismo BO-MI).

È stata anche l’occasione, per chi scrive, di conoscere “de visu” il dento-teologo Giovanni Biolo, autentica scoperta dell’ultimo periodo, che ha allietato i presenti con un gradevolissimo intervento con tanto di moLare finale. Credo sia l’unico dentista che se lo conosci non lo eviti (con buona pace della categoria).

E un ricordo particolare per la toccante testimonianza di Giovanni Marcotullio su quanto vissuto in prima persona a Liverpool durante l’angosciante vicenda del piccolo combattente Alfie Evans, come inviato di Aleteia. Il nostro cuore si è letteralmente fermato per qualche minuto.

Dulcis in fundo non poteva mancare l’immancabile selfie di gruppo sulle note di “Canzone per mollare un radical chic” (sui social gira una foto che ritrae un lanciatissimo Fra Lorenzo nell’atto di sollecitare la fine di tale rapporto con un gesto decisamente eloquente).

Vedete, questo è uno dei meriti che ci sentiamo di attribuire ai ragazzi di Arzignano, forse quello principale: indicarci con la loro vita e i loro progetti, così interessanti, sorprendenti e decisamente carichi di contagioso entusiasmo, l’unica Meta per la quale valga la pena spendersi.

E quanto è bello percorrere tale cammino insieme ad altri amici, rigorosamente con il sorriso sulle labbra (perché una lotta affrontata con la gioia e la pace che vengono dal sapersi figli di Dio, è vincente a prescindere, al di là di tutte le difficoltà, le storture e le amarezze che la vita ci può riservare). Il sottotitolo della collana di libri UomoVivo: “Umorismo, Vita di Coppia, Dio” è davvero un programma di vita straordinariamente esplosivo da diffondere senza timore tra i nostri amici, parenti e colleghi nella consapevolezza che “Un fratello aiutato da un fratello è come una città fortificata”… Che dono immenso la Comunione dei Santi!

Per una giornata sono state accantonate le fatiche e i problemi quotidiani per lasciare spazio alla gioia di ritrovarsi calorosamente abbracciati con quell’amico che conoscevi solo virtualmente (e che magari scopri, con un certo sollievo, non avere le sembianze di quel cane minaccioso che si trova nella foto del profilo) o per aver incrociato mamme in dolce attesa con pance in crescita (e questa volta non per merito della cucina dell’Adriana). Anche questo è Mienmiuaif Day!

E quale stupore per aver riconosciuto ex-bebè che ora camminano spediti con le proprie gambe o adolescenti sempre più convinti di esserlo e che magari ti ritrovi in auto al ritorno. Ah già, è tua figlia (come passa il tempo!) Imbronciata perché non le hai presentato il dento-teologo, lei che dell’apparecchio non ne vuole più sapere e avrebbe desiderato l’avvallo da uno del mestiere. Imbronciata sì, ma rigorosamente con gli occhiali da sole, imprescindibile dress code della giornata.

E allora, non resta che augurare: lunga vita ai Mienmiuaif e arrivederci al Mienmiuaif Day 2019!

Segnatevi data – domenica 24 giugno, san Giovanni Battista – e luogo – Agriturismo San Giuseppe, Gattatico (Reggio Emilia), dalla nostra amica Adriana!

Anche quest’anno abbiamo deciso di organizzare un Mienmiuaif Day 😎, ma perché? Per celebrare la band più sgangherata del pianeta? No, una band con un nome così non ha senso che venga celebrata, il celebrante non riuscirebbe neppure a pronunciarlo. Questa giornata è solo una scusa per uscire dai social e trovarci dal vivo, e per far felice mia moglie che come ogni donna ha il genio della relazione e in occasioni come questa va in brodo di giuggiole.

E poi è una festa dedicata agli amici e alla famiglia, è una festa che vuole essere un segno per chi crede che questi siano valori da custodire e da annunciare, magari anche tramite una giornata del genere, attraverso un mega pranzo, un mini concerto, qualche intervento degli autori della collana UOMOVIVO e di altri ospiti speciali, e soprattutto una Messa celebrata in tarda mattinata (11.30 circa). Prima la mistica, poi la mastica.

Per partecipare? Basta prenotare scrivendo un’email a mienmiuaifday@gmail.com

Altre info utili:

Menù fisso (gnocco fritto, salumi, parmigiano, pasta ripiena, dolce, acqua, vino, caffè; menù bimbi: tagliatelle al pomodoro o pasta ripiena): 24 euro adulti, 12 euro bambini dai 2 ai 10 anni, gratis per bimbi fino ai 2 anni.

Per chi volesse fermarsi la notte prima o dopo e avesse bisogno di camere, deve contattare l’Agriturismo L’Arco Antico (vicinissimo all’Agriturismo San Giuseppe che purtroppo in quei giorni è già full).

Grazie a Samuele Baracani per questo bellissimo pezzo sul Mienmiuaif Day 2 uscito sul blog Schegge Riunite!

Un’allegra follia ha spinto due schegge nella bassa emiliana questa domenica, fino all’Agriturismo San Giuseppe, vicino a Reggio per partecipare ad un evento straordinariamente ordinario. Una messa, un buon pasto, un pomeriggio tra canti e discorsi edificanti di fondo non hanno nulla di particolare nel mondo cattolico e le persone simpatiche e affabili non sono rare come potrebbe sembrare.

Resta però straordinario il fatto di sentirsi a casa pur non conoscendo ancora nessuno, pur provenendo da luoghi diversi e da ambienti molto diversi e che per il mondo sono spesso inconciliabili, che dovrebbero guardarsi con fastidio e snobismo reciproco. Ho fatto amicizia con un magazziniere più giovane di me e sua moglie che per caso erano seduti davanti a me, io che sono un universitario delle scienze impratiche, quelle che si vanno a studiare per guardare gli altri dall’alto della propria cultura. Resta questa cosa che si chiama comunione e che non è possibile senza che Cristo sia presente dove due o tre o cento siano riuniti nel suo nome. Resta una semplice allegrezza che non si fa minare da tutti i pasticci che possono capitare, tutti gli inconvenienti, tutti i piccoli limiti che ci possono essere e che sarebbero stati uno scandalo in un qualsiasi altro posto e tempo. Restano i visi belli e gli occhi pieni di una strana pace.

Restano tutte queste cose, perché non è stato semplicemente un bell’evento, un ritrovo tra gente che ha gli stessi ideali e le stesse idee e neanche un ritrovarsi insieme per celebrare l’appartenenza ad un gruppo o ad una realtà; d’altra parte non è la realtà o il gruppo cui tenderei (da sciocco borioso qual sono) naturalmente. Ma in questa assoluta semplicità, anche uno con la puzza al naso come me non può che perdersi in questa bellezza che nulla ha di naturale. Non era la somma e dei volti, come le canzoni non sono semplicemente la somma delle parole, dei suoni e dei concetti, era lo splendore di Dio che riluceva su questi.

Carlo Martinucci per il Mienmiuaif Day 2017

Fantastica giornata al secondo Mienmiuaif Day (ieri 11 giugno all’Agriturismo San Giuseppe di Gattatico)! Mi era stato chiesto di dire due parole in quanto nominato “marito dell’anno” :’). Ecco quello che ho detto, sperando possa essere di aiuto a qualcuno.

I frati francescani della Porziuncola di Assisi (e in particolare il mitico fra Pasqualino) hanno organizzato un corso per soli uomini, chiamato “Come Giuseppe”, incentrato sulla virilità e sull’essere uomini oggi, in un mondo sempre più femminilizzato e privato delle figure maschili e paterne. Le donne hanno Costanza Miriano, ormai da anni. Ecco, almeno adesso noi abbiamo un corso.
Fatto sta che ad inizio maggio, assieme a un po’ di amici padovani (Nicolò, Marco, Alex, Michele, Moreno), ci siamo andati. Siamo stati fuori due notti, dal 5 al 7 maggio, quindi abbiamo abbandonato mogli e fidanzate per un paio di giorni, ma pare che non ne abbiano troppo sofferto e anzi si siano date alla pazza gioia.
Sono stati tre giorni molto belli, sicuramente per l’amicizia e il contorno e tutto, ma nello specifico sono stati giorni molto ricchi di spunti di riflessione e di idee, con risvolti anche molto pratici. Fra le tante cose significative, per darvi un’idea e come incentivo ad andarci (o a mandarci i propri uomini), vorrei lasciarvi due suggestioni.

  1. Libro di Giosuè, primo capitolo: Mosè è appena morto, il Signore parla a Giosuè e gli dà il compito di concludere l’opera di Mosè e fare arrivare gli Israeliti nella terra promessa. Gli parla e gli ripete tre volte: “sii coraggioso e forte, perché tu dovrai mettere questo popolo in possesso della terra bla bla… Solo, sii forte e molto coraggioso, cercando di agire secondo la legge che ti ha prescritta bla bla… Non ti ho io comandato: sii forte e coraggioso? Non temere dunque e non spaventarti, perché è con te il Signore tuo Dio, dovunque tu vada”.
 Possiamo dire che questo è un comandamento specifico dato agli uomini, non solo un consiglio opzionale, ma un comando: sii coraggioso e forte, prendi in mano le redini della storia e fai la tua parte.
    Se serve, l’uomo si sacrifica, dà la propria vita, perché il nostro compito è essere coraggiosi e forti. L’eroe americano è “macho” perché passa indenne in mezzo alle fiamme, ma è finto: l’eroe europeo è ancora più uomo ed è ancora più realistico, perché l’eroe europeo muore.
    Un uomo virile è Roy Larner, 47 anni, tifoso del Millwall, che ha prima insultato e poi affrontato i tre terroristi islamici durante l’attentato di Londra, ricevendo varie coltellate ma trattenendoli qualche manciata di secondi e lasciando così il tempo di scappare a molte persone. E ha detto “Lì per lì non ho pensato molto alla mia sicurezza, avevo bevuto cinque pinte e ho deciso di affrontarli.” A me ricorda Gandalf, che affronta il Balrog, creatura di fuoco e ombra. L’uomo è forte e coraggioso e se serve è disposto a sacrificare la propria vita, per dire “tu non puoi passare”. Per citare Chesterton, l’uomo è disposto a combattere e morire non per odio di chi affronta, ma per amore di chi difende (cfr. “Ortodossia”).
    Quindi questo è il primo spunto: uomo, sii forte e coraggioso, è un ordine, non un suggerimento!
  2. Il secondo spunto che vorrei lasciarvi è, giustamente, su san Giuseppe, ed è tutto contenuto in un’idea: la virilità, Gesù l’ha imparata da Giuseppe.
 Giuseppe era reciproco a Maria. Protettore, aveva la forza, la sicurezza, la tenerezza.
 Giuseppe significa “colui che fa aumentare”. 
Ha fatto crescere Gesù, nell’amore (l’amore della madre è quasi scontato, ma quanto è importante che anche il padre, in modo esigente anche, faccia crescere nell’amore), nel dono di sé (il padre “diminuisce” perché il figlio aumenti), ha dato la legge (le regole le dà il padre e le fa rispettare), il pane, ha insegnato il lavoro. Gesù cresceva in età, sapienza e grazia perché san Giuseppe lo faceva crescere.
 Giuseppe ha “separato” Gesù dalla madre e consegnato il figlio alla vita: a un certo punto arriva il dolore: il padre insegna a soffrire, la madre consola. Il padre dice: “ce la puoi fare”.
 Anche l’ostetrica del corso preparto a cui siamo andati io e la Costi l’ha confermato, quindi è vero :D. La madre ti fa sentire amato, il padre ti fa sentire capace. L’autostima te la crea tutta tuo padre, è tuo padre che ti dice “bravo”. Il padre fa cogliere il momento favorevole, “l’ora”, l’occasione.
    Quindi ecco il secondo spunto, se Gesù ha imparato la virilità da san Giuseppe, possiamo impararla anche noi da lui e chiedere la sua intercessione per essere più uomini, cioè forti, coraggiosi e capaci di amare e di dare la vita.

 

L’ultima canzone dei Mienmiuaif dove – fra le righe (e fra le note)… – si chiede l’intercessione di San Giuseppe.

“Quando l’idea parte da mia moglie, istintivamente mi tiro indietro. Meglio: cerco di tirare indietro lei. Perché è lei la maniaca della perfezione – io sono il maniaco dell’imperfezione. Comunque non ci riesco mai. Avrete capito che il mega party in perfetto catholic style noto come Mienmiuaif Day è stata tutta colpa sua”.

Iniziavano così gli appunti presi lo scorso anno dopo il primo Mienmiuaif Day.

Visto che il delirio è stato tanto, ma tanta è stata anche la grazia che ha accompagnato quel giorno del giugno scorso, ecco, abbiamo pensato di riprovarci. Sempre dalla nostra carissima amica Adriana, perché il suo meraviglioso Agriturismo dedicato a San Giuseppe a Gattatico, vicino a Reggio Emilia, è la location perfetta per cotanto evento.

Ma perché un Mienmiuaif Day? Per celebrare la band più sgangherata del pianeta? No, una band con un nome così non ha senso che venga celebrata, il celebrante non riuscirebbe neppure a pronunciarlo. Questa giornata è semplicemente una scusa per uscire dai social e trovarci dal vivo, e per far felice mia moglie che come ogni donna ha il genio della relazione e in occasioni come questa va in brodo di giuggiole.

E poi è una festa dedicata agli amici e alla famiglia, è una festa che vuole essere un segno per chi crede che questi siano valori da custodire e da annunciare, magari anche tramite una giornata del genere, attraverso un mega pranzo, un concerto punk della prima punk band della storia che possa definirsi tale senza esserlo (siamo proto-gender noi – e sì, ci saranno anche il chitarrista Enoch Montagna e il batterista Nicolò Visentin, quartetto al completo!), e soprattutto attraverso una Messa che il nostro amico don Francesco Morcavallo celebrerà nella tarda mattinata. Prima la mistica, poi la mastica.

Ci sarà finalmente anche il nostro primo cd, “Quando saremo piccoli”, e ci saranno pure tanti amici della collana di libri “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio”, questa pazza avventura editoriale che prosegue a ritmi che all’inizio non avremmo lontanamente immaginato!

Poi, chissà, magari qualche altra sorpresa :).

Insomma, vi aspettiamo! (Se volete partecipare prenotatevi scrivendo alla mail mienmiuaif@gmail.com, mia moglie è molto precisa!!!)

 

Firmato: Giuseppe (marito della cantante dei Mienmiuaif)

 

 

Ora qualche dato più utile delle tante chiacchiere qui sopra:

10.30 arrivo all’Agriturismo San Giuseppe (Via Bertozzi, 24 – 42043 Gattatico – Reggio Emilia – Tel. 0522.672533 – info@agriturismosangiuseppe.com – per chi volesse fermarsi e arrivare il giorno prima o partire il giorno dopo, ci sono stanze disponibili)

11.45 Santa Messa (in una bellissima sala dell’Agriturismo)

13.00 pranzo in barchessa a menù fisso comprensivo di primo secondo contorno dolce acqua vino caffè a 23 € a persona

15.00 concerto Mienmiuaif + presentazione del nuovo EP “Quando saremo piccoli”
e poi festa!!!

 

 

APPUNTO 1

Quando l’idea parte da mia moglie, istintivamente mi tiro indietro. Meglio: cerco di tirare indietro lei. Perché è lei la maniaca della perfezione – io sono il maniaco dell’imperfezione. Comunque non ci riesco mai. Avrete capito che il mega party in perfetto catholic style noto come Mienmiuaif Day è stata tutta colpa sua.

APPUNTO 2

Fra sabato 25 e domenica 26, ma anche le settimane prima e il giorno seguente, sono successe una quantità di DIOincidenze che mi viene il mal di testa solo a pensarci. Davvero Dio non ci sta nella mia testa – su questo forse pochi avevano dubbi.

APPUNTO 3

Quando si ha paura di dimenticare qualcuno si ringraziano tutti. Grazie a tutti. Alcuni però in maniera particolare, perché veramente ci hanno dato una mano – Signore che puoi tutto ti prego metti nel loro cuore una bella botta di gioia come ricompensa.

APPUNTO 4

Era la seconda volta che i Mienmiuaif si esibivano live in versione quartetto punk ed era la seconda volta che aprivo il Vangelo per avere una Parola di conforto. Per tutte e due le volte nostro Signore mi ha presentato dei passi sulla Crocifissione. Lui sa come spronarmi. Mia moglie anche.

APPUNTO 5

Ma quanto fuori eravate???

APPUNTO 6

Dormire non è necessario per vivere esperienze oniriche. Avevo passato la notte in bianco eppure ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare, tipo la band diventare a un certo punto piccola piccola come se a suonare e cantare fossero dei bambini.

APPUNTO 7

Le persone dal vivo sono tutte oggettivamente molto più grandi che su FB.

APPUNTO 8

Sono contento che tutti abbiano potuto sperimentare cosa significhi essere diretti dalla dittatrice del coro e cintura nera di videoselfie che nel tempo libero canta per i Mienmiuaif. L’esperienza vi temprerà e porterà i suoi frutti.

APPUNTO 9

Sono contento che per la prima volta un video non sia partito per colpa sua, e non mia. Questo rafforza la mia fede. (Anche perché quando non partono i video per colpa mia non ci sono 80 – 80? 90? ma quanti eravamo? – persone a cui far rifare la ripresa).

APPUNTO 10 (o APPUNTO 3 RELOADED)

Grazie di nuovo davvero a tutti!!! Oltre a quelle già dette, non ho più parole per quello che è successo ieri (e fra qualche minuto inizia pure Italia – Spagna).

 

 

 

Firmato: Giuseppe, chitarrista, bassista e marito/martire dei Mienmiuaif

ps: la foto sfocata qui sopra è sfocata di proposito: 1. per fare arrabbiare Anita, che va sempre bene; 2. perché secondo me rende l’idea di cos’è stato il Mienmiuaif Day.

Siamo lieti di invitarvi al Mienmiuaif Day!
Un giorno per pregare, mangiare, condividere, cantare, per fare rete fuori dalla rete in un bellissimo agriturismo emiliano dedicato a San Giuseppe.
Da quando abbiamo messo le prime canzoncine strampalate su Facebook e YouTube sono passati due anni… Gradualmente l’avventura è cresciuta: si sono aggiunti altri musicisti – i nuovi componenti della band, Nicolò alla batteria ed Enoch alla chitarra -, gli scrittori della collana “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio” e gli autori del nostro blog “Mienmiuaif & Bra”. Abbiamo conosciuto tanti di voi di persona e altri ancora solo via web… Ma questa potrebbe essere l’occasione giusta!

PROGRAMMA
ore 10.00 arrivo in agriturismo
ore 11.00 Santa Messa
ore 12.30 pranzo emiliano da paura con menù fisso a 22 euro per gli adulti, 10€ per i bambini fino a 10 anni: antipasto di gnocco fritto spaziale e salumi imperdibili + primo romagnolo rigorosamente fatto a mano + torta squisitamente fatta in casa + acqua + vino + caffè
ore 15.00 live Mienmiuaif + canto di gruppo con tutti i presenti (siete in tanti, le vostre voci singole non saranno riconoscibili e dai sù sarà divertente!!! – idea di Anita questa ovviamente)

FINO ESAURIMENTO POSTI: per poter organizzare il pranzo e non lasciare qualcuno senza cibo chi volesse partecipare scriva una email a mienmiuaif@gmail.com – (abbiamo circa 100 posti disponibili)

DRESS CODE: occhiali da sole e voglia di cantare!!!!! (altra idea di Anita ovviamente)

Per altre info, l’evento su FB

Con affetto, i vostri Mienmiuaif