Condividiamo l’articolo che ci ha mandato la nostra amica Rachele Bruschi, una che non le manda a dire ūüėČ

Matrimonio francescano, che è? Se magna?!

No! Ma anche s√¨, ineffetti, √® la cerimonia che tutti possono avere.¬†Pure quelli squattrinati, o ricchissimi che vogliono sobriet√†¬†francescana, pure quelli che sono fidanzati da anni e si¬†nascondono dietro la scusa “adesso non ci possiamo sposare,¬†aspettiamo di sistemarci”. Ma poi che significa sistemarsi?!
Quand’√® precisamente che ci si sistemerebbe? Chi √® “sistemato”,¬†dunque,starebbe a posto fino alla fine? Non rischia il posto di¬†lavoro,non si ammala,non dovr√† privarsi dell’abbonamento a¬†Netflix o delle vacanze montanare..?!

Per carit√†, non vorrei criticare le scelte di nessuno – l’articolo √® per¬†di pi√Ļ rivolto a quei cristiani che rimandano scelte definitive – ma,¬†inevitabilmente, da questo discorso qua i ragazzi (e anche i vecchiardi scapoloni) si sentono turbati, partono all’attacco¬†dandoti dell’irresponsabile, di non stare coi piedi per terra…¬†eccetera fino a illimitate banalit√†.

Praticamente in che gradino viene messo il vostro amore? Ha il primo posto?

Generalmente si assiste ad un fidanzamento che dura da svariati anni (“ci dobbiamo conoscere”, sacrosanto, ma quanto ce vo’? Devi trovare i punti segreti di pressione della scuola di Hokuto?), il¬†grande passo viene via via nel tempo rimandato dopo la laurea,¬†dopo il lavoro (quello fisso!!! “dobbiamo sistemarci!), dopo la¬†convivenza (devono vedere se quel che hanno conosciuto¬†dell’altro funziona, altrimenti “No grazie” o “Next please”, insomma),¬†dopo la lezione di arti marziali, ovviamente (per via dei punti di¬†pressione), dopo… dopo! Viene dopo!

“Il matrimonio costa”, ma quando mai… sposarsi non costa nulla!
√ą la mega festona coi fuochi d’artificio ad essere un po’ eccessiva¬†(ed egocentrica) eventualmente. Davvero l’amore sponsale,¬†l’unione in Cristo, due che diventano uno… tutto ci√≤ √® meno¬†urgente, meno importante, tanto da essere eternamente¬†rimandato, della festa?

Attenzione che a forza di rimandare, conoscersi, sistemarsi,¬†questo “amore” non inizia vacillare, a viziarsi, ammuffirsi, fino alla¬†sua tragica e liberante fine. Chi √® l’irresponsabile? Direte voi¬†“allora questo non era amore! Meglio cos√¨”, giusto, non lo era e¬†meglio cos√¨ in effetti (col senno di poi),perch√© l’amore grida e¬†attende un sigillo, non vuole essere svalutato, vuole e merita la¬†nostra dedizione, costanza, soprattutto nutre l’urgenza di¬†svilupparsi, innalzarsi, crescere, progredire. Se √® fermo rimane ad¬†una fase illusoria, non si arriva a godere dei suoi frutti, non si¬†arriva a toccare il fulcro, il perno che tiene insieme tutto e permea¬†con impetuosa dolcezza le nostre vite. Meglio cos√¨, s√¨, ma attenti¬†a non scambiare “il latte per panna” quando arriver√† l’ubriachezza¬†di un forte sentimento e riverserete la vostra visione romantica di¬†coppia in un matrimonio che non pu√≤ funzionare senza le giuste¬†basi. L’amore √® una scelta, la persona si frequenta (un annetto¬†andr√† bene), per capire e confrontarsi su tematiche importanti:¬†come impostare un fidanzamento, castit√†, matrimonio,¬†sessualit√†, educazione dei figli, cammino spirituale… sono le¬†risposte che avrete da questi dialoghi insieme con il¬†corteggiamento nobile (andate al corso Fidanzati di padre¬†Giovanni Marini ad Assisi per saperne di pi√Ļ!) che vi aiuteranno a¬†valutare e capire se quella √® la persona con cui Dio vi pensa.

Dio sa eternamente e dunque eternamente vi pensa insieme a qualcuno. Perché ciò che conta è il sacramento, il patto, la promessa sigillata e benedetta. Dio vi pensa con quella persona con cui stringerete alleanza, il resto sono chiacchiere da bar. Una
volta sposati saprete con certezza che la persona √® proprio quella,¬†non dovrete far altro che sceglierla ogni giorno rispettando quel¬†vincolo. Questo √® l’amore, quello che si sceglie. Il sentimento¬†iniziale, la cotta, la scintilla, ti capita e basta… l’amore va costruito.

Quello che si rifiuta “di prendere il mutuo” e che vuole abitare¬†l’altro abusivamente crolla.