Alle superiori ascoltavo i Velvet Underground di Lou Reed, quelli dell’album con la banana di Andy Warhol e le canzoni sulla droga e i travestiti. Tutto un immaginario ai limiti, sovraffollato di persone emarginate, e sognavo di fare qualcosa del genere da grande. Ora che sono grande e mi sono sposato, ho realizzato il sogno. Sto girando con la mia mogliettina Anita e gli amici della band, Enoch e Nicolò, quando possono, nei teatri parrocchiali, negli oratori, nelle feste di matrimonio, nelle case vacanza per famiglie, luoghi un tempo pieni di gente per bene e oggi di pochi ma inarrestabili reduci. Quelli che ci credono davvero, insomma, che non lo fanno perché lo fanno tutti. Ecco, anche se al me stesso di una decina di anni fa potrebbe sembrare strano, sto calcando questi palchi qui. Siamo una band della Madonna – quella originale – e vediamo in santa Teresina di Lisieux la nostra “Lady Day” (canzone che Lou Reed ha scritto per Billie Holiday). Ci muoviamo spesso in gruppo, magari con gli autori e le famiglie degli autori UOMOVIVO, la collana di libri nata nello stesso contesto. Paola, Emiliano, Edoardo, Annalisa. Nessuno ci guadagna niente, al massimo ci rimettiamo (per ora: ma se riuscissimo a guadagnarci qualcosa non sarebbe poi tanto male e cercheremmo di usare bene i soldi… per esempio è da tanto che vorrei comprarmi il completino ufficiale dell’Inter). Semplicemente crediamo in questa cosa qui, anche se non sappiamo esattamente cosa sia. È pure sorto un Mienmiuaif Fight Club, gruppo esclusivissimo di amici/volontari/santi con alcune regole precise che ruotano attorno al concetto di “preghiera”. Insomma: pregano per noi. Il Presidente del Fight Club, votato all’unanimità, è donna, ma non è la Clinton: si chiama infatti Giulia. Il nostro Andy Warhol è lo scrittore e regista teatrale Emanuele Fant, che c’ha pure trovato un videomaker pluripremiato per il primo videoclip, non appena saremo riusciti a registrare, speriamo prestissimo, un singolo inedito pronto nel cassetto: “Quando saremo piccoli”. La nostra musa ispiratrice è Costanza Miriano, i cui libri hanno stravolto mia moglie (e me). Fra le nostre letture (nel senso che ho costretto mia moglie a condividerle con me, ma ora è lei la fanatica): Hadjadj, Chesterton e Guareschi. A vegliare su tutto, il santo più grande: san Giuseppe, a cui tocca starmi dietro grazie al nome che mi hanno affibbiato i miei genitori. Abbiamo pure fatto il primo Mienmiuaif Day in un agriturismo dedicato a lui. Siamo presenti in tanti video sgangherati su YouTube, prevalentemente in formato duo – ci si sposa ancora in due – ma grazie o meglio per colpa di questi bei filmati registrati e montati da Alessio Bussolari durante l’ultimo concerto organizzato da Gigi Veronesi e family a San Matteo della Decima (San Giovanni in Persiceto – BO – ma anche boh), potete farvi un’idea di quello che stiamo combinando.

Sicuri che il Capo ci assiste, magari ogni tanto chiudendo un occhio,

Giuseppe

 

(foto sopra di Lara Tamp, se la vedete sgranata è colpa mia ma tanto il progetto è low-fi e quindi sgranato, tutto nella norma insomma)

ps: grazie alle tantissime persone che ci stanno seguendo e aiutando, a partire da Carlo e Costanza che ci hanno “scoperti” e poi tutti gli altri che non nomino se no faccio gaffe anche se tanto questo sarebbe un progetto punk e quindi fare gaffe potrebbe rientrare nella norma… vediamo dai, tanto il post si può modificare 

di Emanuele Fant

Maria “Vergine madre” da parafrasare, eretta con le terzine di Dante Alighieri; Maria immediata e trasparente, fatta di plastica stampata, sul comodino di mia nonna tornata ieri da Lourdes.

Maria ausiliatrice che mi hai sempre messo in soggezione perché indossi la corona. Però sei pure umana, col Bambino che vuole scendere per fare le capriole tra i suoi simili, nei cortili dei salesiani.

Maria di mosaico, bassorilievo o pittura, in cinquecento Madonnelle, pietre angolari dei palazzi di Roma.

Maria utile alla costruzione della mia persona: femminile positivo che mi accoglie. Maria che a causa del vetro non puoi sporgerti dalle edicole, quando passo in bicicletta mi sembri sola.

Maria che sciogli i nodi, che ritrovi il filo, che apri i sentieri; Maria sostegno dei ghiaioni; Maria delle rocce, della neve, con gli scarponi. Maria che annoti pure i rosari detti male mentre guido, Maria che ti indichi il cuore in fiamme in contrasto con la mia scarsa passione, Maria che hai scelto una nuvola come mezzo di locomozione.

Maria che quando vuoi comparire ti decori i sandali coi fiori, hai addestrato le colombine, metti vestiti che possiamo capire.

Maria che accogli i singhiozzi ma lasci cadere le provocazioni, se una cantante americana ti ruba il nome, se ti bestemmiano mentre giocano a pallone, se quando ti fai viva tutti si affannano a smentire. Maria che intrattieni i veggenti, che hai messaggi da dare, la stessa che sa ascoltare.

Maria che hai in locazione molte grotte fatto a mano nei giardini, monumenti in estinzione, minacciati dai sette nani e dalle veneri di gesso senza arti superiori.

Maria in legno di ulivo abbozzata appena, che mi ha detto alcune cose personali stando zitta in monastero; Maria barocca che sembri vera nel trionfo delle processioni meridionali. Maria che pretendi i fuochi artificiali, le strade chiuse dai vigili, le sagre, le cene. Maria che ti basta che stiamo un po’ insieme.

 

(testo uscito sul settimanale Credere e sul blog costanzamiriano.com)