Pianto e stridore di denti by dento-teologo Giovanni Biolo 

La maggior parte di noi pensa che la pulizia dentale serva per togliere le macchie dai denti. Non è così, o meglio non è solo questo: la pulizia dentale serve soprattutto alle gengive, per toglierne l’eventuale infiammazione, la placca e il tartaro.

Da studi ventennali svedesi (ebbene sì, la Svezia non ha solo l’Ikea… è anche molto intraprendente nello studio delle gengive) si è visto che negli individui sani togliere la placca dai denti ogni sei mesi porta alla selezione di ceppi batterici orali meno aggressivi. Se fai la pulizia dal dentista due volte all’anno, insomma, avrai nella tua bocca batteri meno “cattivi”, che infiammano poco le gengive.

E nel cristiano? Qual è quella procedura che toglie il tartaro interiore e, se ripetuta spesso, aiuta a eliminare anche i peccati più lievi? La confessione, l’argomento dento-teologico di oggi!

Con la confessione Cristo ci ha lasciato un regalo bellissimo: il perdono, quello vero, quello che trasforma in ossigeno puro la nostra spazzatura di anidride carbonica. Dio non vuole “compartecipare”, vuole tutto; quindi anche i nostri sbagli. Perché di giorno siamo tutti invincibili, indipendenti. Ma quando cala la notte, nel silenzio della nostra stanza, anche gli uomini piangono.

“Dammi i tuoi sensi di colpa, le tue paure, le tue lacrime, i tuoi scheletri nell’armadio… solo io posso risanare le ferite del tuo cuore” ci dice Gesù.

“I vostri errori sono granelli di sabbia vicino alla grande montagna della Misericordia di Dio” dice il santo curato d’Ars.

La confessione, dicono i santi, deve essere chiara, concreta, completa e concisa.
Ma soprattutto sputa subito il rospo! La cosa che ti pesa di più, che ti fa vergognare maggiormente: dilla subito e vedrai che poi sarà tutto in discesa!

“Ma l’ultima volta ho trovato un prete che non mi ha parlato molto”

Quella è la direzione spirituale, è diversa dalla confessione (ne parleremo prossimamente 🤓).

“Ma confesso sempre le solite cose, non miglioreró mai”

Questo non è assolutamente vero. Confessati spesso, almeno mensilmente, e sii paziente. Come i batteri della bocca, i peccati nel tempo diventeranno meno e meno gravi: tranquillo, non si diventa santi in tre giorni.

Fidati… ho visto molti amici entrare nel confessionale dubbiosi, giù di morale, magari sforzati da qualcuno (perché guardate me?!?)… ma non ho mai visto uno di loro uscire senza il sorriso! Altro che sbiancamento dentale!

Il moLare della storia allora è questa: so che fai fatica a crederlo, ma esiste “un’isola che non c’è” in cui puoi riversare tutti i sensi di colpa del passato e le paure del futuro. Terza stella a destra e poi dritto fino al confessionale… ecco il segreto per essere dei Peter Pan interiori.

 

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di Giovanni Biolo

Sapete come crescono i denti? Prima si forma la corona, la parte visibile, e successivamente matura la radice. Quando un dente appare in bocca, la sua radice è appena abbozzata e impiegherà ancora due o tre anni prima di formarsi del tutto. Ma nonostante la radice sia ancora immatura, il dente erompe in bocca e inizia a masticare.

I denti, magari, preferirebbero restare al sicuro, circondati dalla gengiva, piuttosto che uscire allo scoperto e avere a che fare con carie e torroni… invece non aspettano di possedere tutte le certezze, tutte le capacità e tutte le sicurezze. Arrivati a un certo punto, equipaggiati dello smalto che li difende, prendono la rincorsa e si lanciano nel vuoto della cavità orale.

I denti sono audaci, l’argomento dento-teologico di oggi!

Cosa vuol dire essere audaci? Essere audaci non significa essere degli sprovveduti o degli impru-denti, andare sempre avanti a testa bassa senza riflettere… si rischia di sbattere contro un muro. Bisogna prepararsi al meglio delle proprie capacità, riflettere a mente fredda, prendere una decisione… ma poi via! Un bel salto coraggioso nel vuoto!

Come dice Papa Francesco noi cattolici siamo navi fatte per il mare aperto, non per restare al sicuro attraccate al porto. Certo, potranno esserci tempeste, venti contrari e magari qualche vela verrà strappata, ma una nave è nata per navigare!

Prendi il largo!

Non aspettare di avere le skills di Messi per iniziare a dare calci al pallone! Non aspettare la pensione per iniziare quel progetto che ti sta a cuore! Non aspettare 30 anni di fidanzamento per sposarti!

“Ma mi mancano i mezzi…”

“Non aspettare di avere tutte le certezze, non le avrai mai… le persone hanno bisogno di te oggi, adesso!”

“Ma ho paura!”

“Paura? La paura è tipica di quelli che sanno di agire male, tu mai”

E ricordati che alle difficoltà si passa sopra, o sotto, o di fianco… ma si passa!

Nelle nostre imprese avventurose è un dovere considerare i mezzi umani (vedi capitolo 4), 2+2=4, ma soprattutto non dimenticare mai che devi contare su un altro fortunato addendo… Dio+2+2=… e che grande risultato ne viene fuori!

Rettitudine di cuore e buona volontà, queste con lo sguardo sempre fisso sul Signore faranno avverare i tuoi sogni più audaci.

Il moLare della storia è questo: per festeggiare la rimozione dell’apparecchio ai denti, prenota un lancio con il paracadute. Allenati e preparati a dovere. E quando avrai paura davanti al portellone aperto sul vuoto, chiudi gli occhi, fai un bel sorriso e lanciati!

di Giovanni Biolo

Dopo aver parlato dell’incisivo centrale, passiamo all’incisivo laterale? No, oggi ci soffermiamo su un’altra funzione dei denti: la masticazione.

Per i nostri denti è sicuramente più comodo e rilassante svolgere solo la funzione estetica del sorriso; invece i nostri bianchi amici, volenti o nolenti, devono anche scontrarsi tra di loro, più e più volte al giorno, per triturare e sminuzzare così il cibo.

“È un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo” dicono nei film.

Anche il cristiano, come il dente, ha varie “funzioni”, certe più comode e certe un po’ scomode come… l’essere apostolo: l’argomento dento-teologico di oggi!

Tutti noi sappiamo che tra i vari compiti del cattolico c’è l’annunciare la Buona Novella (la famosa “Novella 2000-Anni Fa”… battutona). Il più delle volte, però, abbiamo paura di farlo.

“Cosa penserà quel mio caro amico se gli parlo di Dio, se gli propongo di venire a Messa con me? Sicuramente inizierà a ridere e a prendermi in giro”.

Ma non è paura. Da una parte abbiamo troppo a cuore l’opinione che la gente ha di noi; dall’altra diciamoci la verità… sotto sotto non ci crediamo. Non crediamo che sia giusto farlo!

“Fare apostolato? Evangelizzare? I miei amici stanno bene così e anch’io sto bene per i fatti miei ad andare alla Messa infrasettimanale”…

“Se stanno bene con la loro filosofia di vita chi sono io per rompere le scatole?”

Giustissimo… se parliamo di filosofia di vita! Ma essere cattolico non è avere una bella filosofia di vita, anche se fosse la migliore. No. Essere cattolico è avere incontrato Cristo e vivere ogni giorno questa relazione… che felicità!

Chi l’ha provato lo sa, non ci sono parole per descrivere come ci si sente! Il cielo si squarcia e le cose non solo “sembrano vicine a tradire il loro ultimo segreto” (Montale), ma lo tradiscono proprio!

P.S.: questo è l’unico tradimento ammesso.

Noi siamo nel mondo (ma non siamo mondani) e sappiamo che tipo di felicità il mondo può offrire… Che amico sarei se dopo aver scoperto il segreto per essere felici non lo dicessi agli altri?

Ti regalano dei biglietti per la finale di Champions (magari della Juve) e tu che fai… vai da solo?!?

Quindi il moLare della storia oggi è: andate a trovare un vostro amico con questo sorriso splendente, interiore ed esteriore… vi chiederà “Che bei denti bianchi, da chi sei andato?”… Con calma, rispondete “C’era una volta, 2000 anni fa…”