“Yeah”, l’anti-metodo di seduzione written by Giuseppe Signorin

Non aprire quella porta – se per entrare in cucina c’è una porta. Se, invece, la tua zona giorno è un open space, per usare la diabolica lingua, non a caso, di Jack lo squartatore, rimani a una distanza di sicurezza dai metri quadri più pericolosi, dove una minima mossa incauta può provocare un massimo stato di terrore. (E in cui, fra l’altro, una donna spesso impugna un coltello).

Non appena ti avvicini, lei gira collo e occhi nella tua direzione. In automatico. Anche senza vederti. Anche senza essere lì. Potrebbe trovarsi in camera da letto, in bagno. In garage. Non le è necessario essere nei paraggi, per percepire la tua presenza. La zona d’ansia è sua e ogni azione che compi all’interno deve rispettare i suoi canoni. Se hai voglia di lavarti un bicchiere, o di inserire un piatto in lavastoviglie, in preda magari a un attacco di bontà e ordine, non farlo. Le creeresti dello stress inutile. Infatti, non saresti mai in grado di lavare un bicchiere o inserire un piatto nella lavastoviglie nel modo giusto e lei ne soffrirebbe. Ami tua moglie? Non contribuire a creare un clima di panico nella tua casa.

Lo so: tutti ti dicono, in quanto essere umano xy, che devi darti da fare di più nella zona d’ansia. Ma il tuo maestro non è tutti. Il tuo maestro è il tuo maestro e ha un suggerimento più acuto da darti: aiutala in cucina solo in casi estremi, oppure se lei è fuori casa. Ma temo che anche se fosse fuori casa, potrebbe sentirsi male proprio in quel momento e chiamarti al cellulare. Oltre ad avere due cromosomi x, le donne hanno un sesto senso. Se proprio vuoi sistemare la zona d’ansia mentre lei è fuori casa, spegni il cellulare. Ma sii prudente.

Ricapitolando, visto che probabilmente non hai capito: vuoi che tua moglie sia serena? Stai lontano dalla cucina. Fallo per il suo bene.

Alla lunga, ti amerà di più.

Subito ti riterrà un pigro nullafacente, e verrai linciato nella pubblica piazza come maschilista, se qualcuno lo venisse a sapere (chi fa il bene troppo spesso viene ingiustamente perseguitato), ma avrai salvato la salute psichica di tua moglie e verranno a entrambi meno capelli bianchi. Quindi anche un risparmio sulle tinte.

Sii eroico. Rimani sul divano.

(Dille che è bellissima con più convinzione del solito, quando si accorge che eviti la zona d’ansia. Potrebbe prendere questa tua premura per una scusa, ma sappiamo entrambi che non è così).

Yeah.

Condividiamo il post uscito sul sito di Berica Editrice, emozionatissimi per questa prima avventura editoriale scritta insieme 😎😍💪🙏

L’ultima uscita della collana “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio”, di Berica Editrice, si chiama Mienmiuaif Cake. Il libro che non ti insegna a cucinare ed è la prima produzione letteraria scritta in coppia da Anita Baldisserotto e Giuseppe Signorin, la marito-moglie band dal nome impronunciabile “Mienmiuaif”, una storpiatura dell’inglese “Me and my wife”.

Il libro anticipa il disco omonimo che uscirà a distanza di pochi mesi e raccoglie una serie di testi relativi agli argomenti più cari al duo: la conversione e la religione cattolica in generale, la musica, l’arte, l’umorismo, il matrimonio.

Giocando con la metafora vita/torta, gli autori sostengono che è pieno di libri di ricette che vogliono insegnare a cucinare (e quindi a vivere), ma nessuno usa l’Ingrediente principale: Dio. Mienmiuaif Cake è invece un libro-torta che non vuole insegnare alcuna ricetta, ma mostrare l’esperienza concreta di come l’Ingrediente principale, una volta inserito nella propria vita, sia in grado di cambiarla radicalmente. E in meglio.

“È un prezioso condensato di estetica – cioè la teoria dell’arte -, filosofia, teologia, umorismo, e soprattutto fede. È una specie di mappa per collocarsi nel mondo, c’è dentro tutto, c’è il senso della sofferenza e Netflix e i gatti, i libri e la musica, la Panda e la cheesecake, c’è Alfie e un matrimonio salvato da un’aspirina, le pentole bruciate nascoste e la Messa con le vecchiette, ci sono tecniche di preghiera da combattimento e cotolette e Radio Maria e Radio Deejay, c’è uno che non parla inglese e quasi finisce per confessarsi da un sacerdote americano, e non porta i meggins perché guida la Panda, c’è una che ha una voce d’angelo e fa morire dal ridere e piange molto. Ed è anche una storia bellissima, una storia d’amore, quindi le femmine dovrebbero assolutamente comprarlo tutte, se non altro per quel meraviglioso capitolo”.

dalla prefazione di Costanza Miriano

 

“Mienmiuaif Cake. Il libro che non ti insegna a cucinare” è disponibile in formato cartaceo e ebook su Amazon, nel sito di Berica Editrice e nelle principali librerie digitali

Lettere a una moglie 2 di Giuseppe Signorin

Sei venuta da me tutta trafelata perché avevi visto una cavalletta partorire, amore mio. Mi hai detto che ce n’era anche un’altra. Sulla finestra. Sono rimasto sbigottito. Sono corso a vedere. Non capivo. Guardavo e non capivo. «Ma sei sicura che stia partorendo?». Siccome la realtà non è abbastanza chiara, sono andato su Google perché mi è venuto un dubbio: ma le cavallette non depositano le uova? Le cavallette su Google sì. «E allora secondo te cosa sta facendo?». «Di sicuro non sta partorendo. E poi, se partorisce, la cavalletta junior dove va a finire, cade a terra?». Per qualche istante, nel pianeta terra, le cavallette hanno partorito. So bene quanto le tue certezze modifichino la realtà. Grazie a Dio c’è Google. Questo per dire che il tuo umorismo è geniale e assoluto. E siamo invasi da cavallette. Sui muri, sulle finestre. In agguato, appena usciamo dalla porta sul retro. In agguato, appena usciamo dalla porta davanti. Cosa abbiamo combinato per meritare l’ottava piaga d’Egitto in provincia di Vicenza? Saltano da tutte le parti. Potremmo farle saltare in padella. Hanno il contenuto proteico di una bistecca (fonte Ansa) e pare che siano pure buone da mangiare, magari fritte: Giovanni Battista ne era ghiotto e si dice che in futuro torneranno di moda. Insomma, le interpretiamo come un castigo o una leccornia? Io preferisco il melone, soprattutto d’estate, ma non diamo nulla per scontato. Pensa al porridge, non avrei mai pensato di affezionarmici. Sì, mi sto arrampicando sugli specchi, come la cavalletta pseudo partoriente sul vetro della finestra. Ma non so come dirtelo, che sei diventata bravissima a cucinare. Sono giorni che mi chiedi di comunicarti questa cosa. Spontaneamente. Di più, te la comunico pubblicamente: in cucina, amore mio, stai diventando veramente super. È importante comunicare, fra marito e moglie. E poi tutti devono saperlo: mia moglie è una cuoca eccellente! Anche l’ultima torta gender, il tiramisù senza niente che ricordi un tiramisù ma tutto che ricordi una cheesecake alle fragole, che secondo la ricetta di Benedetta Parodi però è un tiramisù… Insomma, buonissima, amore mio. Ti perdono l’ideologia gender applicata all’arte culinaria. E l’insalata di riso. Per non parlare delle vellutate. A dire il vero, fin dall’inizio del nostro matrimonio il tuo talento tra i fornelli aveva dato segni di vita, sciocco e crudele io a non essermene accorto. Le notissime “patate all’Anita”, che secondo una canzone sessista dei Mienmiuaif sono una “specie di purè”, erano un primo indizio. Ma il talento è pericoloso: ci vuole tanta umiltà, ad accompagnarlo. Perché il dubbio può sorgere: non è che ti sei montata la testa e stai allevando tu tutte queste cavallette per farmi qualche manicaretto? Che Dio abbia cura del mio regime alimentare e Giovanni Battista non interceda troppo. Ti amo.

 

Se ti è piaciuta la lettera, vuoi aiutare i Mienmiuaif e sei interessato al “prequel”: Lettere a una moglie 😎

“Yeah. Anti-metodo per sedurre la propria femmina dopo averla sposata” di Giuseppe Signorin

Le parole sono utili ma non sono tutto. Le mogli hanno bisogno di gesti che dimostrino l’amore che proviamo nei loro confronti. Anche e forse soprattutto in cucina.

Ci sono due modi per dimostrare il nostro amore per loro in cucina: 1. dando una mano, sia mettendosi ai fornelli che lavando i piatti e sistemando; 2. lasciando le ante spalancate. Io propendo per il secondo modo.

Può darsi che tu sappia cucinare particolarmente bene. Per carità, anche questo ha il suo fascino e può sortire un buon effetto, ma non sono qui a dirti cose che possono sortire un buon effetto e che puoi trovare in qualsiasi canale tv. Non perdo il mio tempo per dirti che prenderla per la gola è un ottimo modo di sedurla. Perdo il mio tempo per dirti che ci sono gesti capaci di lasciare il segno e gesti invece che sortiscono solo un buon effetto. Lasciare le ante della cucina spalancate lascia il segno.

Ovviamente dille che è bellissima, quando ti guarderà male perché per l’ennesima volta hai lasciato le ante spalancate, ma poi spiegale che non è una semplice dimenticanza, la tua. Spiegale che senza di lei non sei completo e ogni tua azione vuole essere un modo di dimostrarglielo. Che senza di lei neppure le ante della cucina sarebbero a posto. Che solo lei può completare le tue azioni. Che lei è la tua parte mancante.

Oppure giocati la carta “cuore”. Una volta una spiegazione, una volta l’altra. Sarebbe il top.

Le ante spalancate sono metafora del tuo cuore spalancato per lei. Niente scheletri negli armadietti della cucina, fra di voi.

Certo, spalancare le ante della cucina comporta dei rischi. Inizierà a dirti che uno dei due potrebbe sbatterci inavvertitamente contro. Perché, l’amore indissolubile che vi siete promessi che cos’è, una passeggiata?

Non cedere. Anche quando andrà su tutte le furie. Perché capiterà. Ma tu non cedere. Fidati. Se ti venisse in mente di chiuderle, o peggio ancora socchiuderle – gestaccio tiepido che fa venire biblicamente il vomito -, non farlo. Spalancale e basta. Lasciale spalancate.

Certo, munisciti di un buon assortimento di cerotti. Si sa mai.

Ok?

Yeah.

 

 

Se ritenete che l’attività di cotanto seduttore vada sostenuta, acquistate il capolavoro epistolare “Lettere a una moglie. Ovvero la genesi del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif”, ottimo anche per far volume in libreria o come regalo per chi non vi sta troppo simpatico. Lo trovate qui o qui.