“Casalinga Dreamin'” di Romana Cordova

Vi siete ritrovati anche voi, in quell’età in cui si inizia a leggere speditamente, tra i 7 e gli 8 anni, a ritagliare dalle riviste le ricette di cucina per poi conservarle in un apposito raccoglitore? Io sì, lo facevo. La mia passione, la mia attrazione, il mio interesse per la cucina è iniziato così, sognando di preparare quelle pietanze una volta diventata grande, per cui iniziavo a prendere appunti. A dire il vero il mio raccoglitore non conteneva solo ricette di cucina. Era diviso in tante sezioni. Ero molto ordinata: c’era quella sull’abbigliamento, quella specifica sull’abbigliamento da sposa, una dedicata a tutto ciò che trovavo di decorativo, da come piegare i tovaglioli per ottenere delle forme particolari a come fare un paralume di foglie. Passavo molto tempo a ritagliare e a guardare e riguardare le immagini fantasticando, progettando, mettendo da parte le idee per quando le avrei realizzate. Un’altra sezione, che io ammiravo e proprio contemplavo era dedicata a cristallo e porcellana, con una predilezione più spiccata per la porcellana (col tempo ho imparato ad apprezzare anche la ceramica) per cui ritagliavo immagini di tazze e teiere, portafiori, bicchieri, piatti e vassoi. In tenera età ho imparato anche a conoscere tutti gli stili delle posate e fantasticavo indecisa su forchette e coltelli stile impero o inglese sfaccettato che avrei messo su bellissime tovaglie o al runner da abbinare alle fantasie dei piatti. Nasceva così la mia attitudine a fare la casalinga. Mi direte: ma essere casalinga non è solo questo! Certamente. Io mi soffermo solo su certe attività “leggere” a cui in genere si dedica chi ha più tempo a disposizione. E la casalinga, con tempi e ritmi autogestiti e senza il vincolo del lavoro fuori casa, può svolgerle con maggior facilità, a parte qualche wonder woman che riesce a far tutto. Ora che realmente sono diventata casalinga, anche se non ho più il raccoglitore, perso in qualche trasloco o in qualche attacco di pulizia che ogni tanto mi prende con una smania un po’ distruttrice un po’ rinnovatrice, esprimo la mia anima artistica e la mia creatività. C’è un principio di fondo in tutto questo, il motore che anima queste mie passioni, ed è cercare il Bello, inseguirlo anche nelle piccole cose. Un piatto buono e anche decorato, un pulcino realizzato con un uovo sodo o un hamburger reso divertente da due occhi di olive e un sorriso di lattuga, accorgimenti grandi o piccoli sulla mise en place (mise en place suona da food writer, vero? Si vede che mi atteggio un po’ tale?) o un portacandele ottenuto con l’assemblaggio di pigne e legnetti, mi fa intravedere il Bello, mi fa sembrare tutto più vivo, più gioioso.

E allora entriamo nel vivo di questa rubrica. Oggi vi propongo una delizia autunnale che ha anche un profondo significato. O meglio, il significato non so se sia nella sua storia o solo nella fantasia devota di mio marito. Si tratta dei cuori di castagne, i dolcetti altoatesini che si possono gustare anche nelle pasticcerie trentine e che per la loro forma, un cuore di purea di castagne ricoperto di cioccolato e sormontato da un ciuffo di panna montata ricordano molto, quantomeno a mio marito e a me, il Sacro Cuore di Gesù con la fiamma d’amore che ha per noi.

Gli ingredienti per circa 12 cuori sono:

300 gr. di purea di castagne (quindi circa 500 gr. di castagne)

100 gr. di zucchero a velo

mezza bacca di vaniglia

1 cucchiaio di rum

200 gr. di cioccolato fondente

250 ml. di panna montata

La purea la si ottiene schiacciando con uno schiacciapatate le castagne dopo averle fatte bollire per mezz’ora e averle sbucciate una ad una (la parte più faticosa e lunga. Ma ne vale la pena!). Dopo aver ottenuto la purea bisogna amalgamare lo zucchero, il rum e la vaniglia e ottenere un impasto liscio e soffice con il quale si formano i cuori modellandoli con le mani e si mettono in frigo a compattare per qualche ora. Quando saranno ben compattati in modo da non rompersi, dopo aver sciolto a bagnomaria lo cioccolato, intingere i cuori lasciando libero un margine nella parte superiore. Dopo averli fatti raffreddare e quindi solidificare si deve creare un piccolo buco nella parte superiore del cuore e lì inserire un ampio ciuffo di panna montata (la fiamma d’amore).

Oltre naturalmente ad essere un dolce adatto a tutti coloro che amano le castagne, penso che sia ottimo da preparare per i propri mariti o anche per i fidanzati perché oltre ad essere il classico simbolo dell’amore, se vogliamo vederci il Sacro Cuore, è un ottimo modo per pensare, noi coppie sposate, al terzo componente del nostro matrimonio, e le coppie di fidanzati a Colui con cui saranno uniti.