dal blog di Costanza Miriano

Il femminismo è iniziato come una giusta richiesta delle donne, che volevano essere finalmente viste, ed essere libere, ma si è trasformato in una grande trappola per noi donne, perché ha preteso di trasformarci in uomini, inducendoci ad adottare stili di vita e orari e tempi maschili, finendo per aumentare la sofferenza che pretendeva di alleviare. E, ancora più a fondo, ha dimenticato che la donna si realizza dandosi, si realizza sempre in una relazione, in un modo più totalizzante rispetto all’uomo. La relazione è quello che ci definisce, e il punto centrale della nostra vita è proprio decidere “a chi voglio piacere, io?”.

A Dio, al mio uomo, a tutti? Se una donna si riscopre figlia, sposa, madre – non necessariamente in senso biologico – se mette in moto una vita spirituale seria, se entra veramente nella sola relazione che dà pienezza e compimento, può offrire il suo cuore, così intimo alla sofferenza, per la salvezza di tutti coloro che le sono affidati.

Di questo parla Il mistero della donna, e di questo e molto altro (per esempio di quanto sia centrale la questione, e del perché la battaglia intorno al ruolo della donna sia così accesa) parleremo a Vicenza giovedì alle 20.30. Ingresso e contestazione liberi.

(Tutte le info: giovedì 14 novembre ore 20.30 presso Sala Accademica del Seminario Vescovile, borgo Santa Lucia 43, entrata da viale Ridolfi 2, Vicenza. Evento organizzato da Berica Editrice e Ufficio di Pastorale del Matrimonio e della Famiglia)

26 luglio-26 agosto: un mese di sconti (a questo link) per gli ebook della collana “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio”, il nostro progetto di libri per la famiglia.

Da Paola Belletti con “Osservazioni di una mamma qualunque”, un vero e proprio best seller per una piccola avventura editoriale come la nostra, e “Siamo donne”, che secondo Costanza Miriano dovrebbe essere finalista “a qualche premione tipo Strega o Campiello”, alle meditazioni sulla Parola di Dio di padre Maurizio Botta, uno dei più bravi e noti predicatori italiani, raccolte in “Cento minuti sul Vangelo”.

E poi la traduttrice di ChestertonAnnalisa Teggi, col suo meraviglioso e folle “Siamo tutti fuori”, il sociologo Emiliano Fumaneri con l’intrigante “Le nuove lettere di Berlicche”, il giovane Edoardo Dantonia con il western metafisico “Rivolta alla Locanda”, il duo dallo strano nome Mienmiuaif con il demenziale “Lettere a una moglie”, la geniale coppia di sposi Laura Debolini e Filippo Fiani con il loro avventuroso racconto di adozioni internazionali “Il centuplo quaggiù”, il coraggiosissimo “padre e non Padreterno” Andrea Torquato Giovanoli con “Papà senza controllo”, l’igienico e ironico Paolo Pugnicon “Shampoo”, l’esilarante e leggerissima Marcella Manghi con “Mamma Mongolfiera”

Non perdeteveli, comodi a questo link (basta cliccare sopra questa frase😀) in formato ebook, sia ePub che Kindle.

di Giuseppe Signorin

A maggio dell’anno scorso è uscito un libro che da subito ha smosso la curiosità e le coscienze di molti. “Il centuplo quaggiù. Adozioni internazionali e tanta Provvidenza”, il racconto avventuroso di una famiglia alle prese con l’adozione di due bambini in Perù, e una sorpresa finale… Un libro pieno di verità, di emozioni, di riflessioni attorno a un tema delicato ma tanto importante, in particolar modo di questi tempi. E non solo per le coppie che stanno prendendo in considerazione di adottare, ma un po’ per tutti. I due sposi autori, Laura Debolini e Filippo Fiani, stanno girando in lungo e in largo l’Italia, perché di storie così vere e belle evidentemente c’è tanto bisogno e tanta richiesta, soprattutto se condite con quell’umorismo e quella leggerezza che hanno saputo metterci loro. 😎

Vi aspettavate tutto questo?

Laura: L’interesse che si è venuto a creare fa parte di quel “centuplo” di cui parliamo nel libro, come se ne fosse una continuazione. A dire il vero è diventato molto più di “cento volte tanto”, potrei dire “mille volte tanto”, ed è arrivato in maniera del tutto inattesa e insperata.

Filippo: Più di venti presentazioni nel primo anno… un interesse del tutto inaspettato ma gradito, e soprattutto utile, perché in ogni posto in cui siamo stati abbiamo trovato qualcuno che avesse bisogno di conoscere la nostra storia e gli aspetti dell’adozione che raccontiamo.

Signor Fiani, sua moglie non è stanca di seguirla in giro per l’Italia? 😁

Filippo: Non credo. Mia moglie, quando è a casa, fa tutto lei, mentre io cerco di provare più divani possibili. Quando invece andiamo in giro, fa tutto lei lo stesso… pulisce addirittura gli alberghi… Le stesse cose che fa a casa, insomma, le fa anche in giro, quindi penso che per lei non cambi nulla…

Laura: No, anzi, era sempre un problema farlo alzare dal divano, il libro è stato un ottimo pretesto per smuoverlo. Ora devo migliorare le sue capacità organizzative, perché Filippo fissa le date e i luoghi, a me lascia tutto il resto della logistica… figli, bagagli, merende… Devo finire di addestrarlo, poi sarà perfetto…

Perché lo state facendo?

Laura: Per testimoniare che essere famiglia è bello. Pensiamo che diffondere l’idea che genitori si diventa morendo al proprio egoismo sia un’urgenza nel mondo attuale, dove tutto sembra che debba piegarsi alla soddisfazione di bisogni propri, che spesso diventano capricci. Donarsi è l’unico modo per essere felici e noi siamo fatti per essere felici.

Filippo: Per rilanciare l’adozione, per parlarne. In sintonia con Ai.Bi. e gli altri enti che se ne occupano (se possibile anche il Governo, nel momento in cui qualcuno vorrà prendere in considerazione le nostre istanze), pensiamo sia necessario dire con chiarezza che l’adozione è una cosa meravigliosa, far capire alle persone che adottare non è un’opera di bene ma un atto di giustizia.

I momenti più divertenti?

Laura: Quando i nostri figli, direi con “prepotenza”, si riprendono il proprio spazio, ci chiedono di smettere di parlare del libro e ritornano protagonisti. Ci ricordano che tutto quello che abbiamo e che stiamo facendo è grazie a loro.

Filippo: Quando portiamo i nostri figli con noi e durante le presentazioni fanno la spola avanti e indietro per vedere l’effetto che fa… Guardano il pubblico, salutano dal microfono, giocano, scherzano con le persone, vanno in braccio alle coppie che sono in attesa di adozione (a volte fanno anche di queste cattiverie…). Momenti di famiglia vissuti in pubblico che però hanno un sapore di intimità speciale, un’intimità che condividiamo con gli altri perché vogliamo che sappiano quanto è bello e quanto è normale essere una famiglia, anche quando questa famiglia si è formata in maniera un po’ speciale.

I momenti più emozionanti?

Laura: Quando vedo qualche lacrimuccia sui volti del pubblico e magari poi scopro che sono di mamme adottive come me, che hanno vissuto cose simili. Oppure quando ci chiedono di fare una dedica sul libro per poi regalarlo a qualcuno che potrebbe intraprendere la strada dell’adozione.

Filippo: All’inizio avevamo un po’ paura di non essere all’altezza, oppure di apparire pretenziosi, come due che si mettono in mostra, invece le persone capiscono benissimo che il nostro desiderio è condividere qualcosa che non appartiene solo a noi. L’emozione più grande, però, è quando qualche coppia ci contatta privatamente perché vuole saperne di più…

 

“Il centuplo quaggiù” è disponibile in formato cartaceo e ebook.

“Se questo non fosse un paese profondamente, ostinatamente anticristiano, il libro di Paola Belletti se lo litigherebbero a suon di anticipi la Mondadori e la Feltrinelli (e lascia stare che lei pubblicherebbe lo stesso nella collana UOMOVIVO, per amicizia), sarebbe finalista a qualche premione tipo Strega o Campiello, e la intervisterebbero nei salotti buoni in tv”.

Parole tratte da un bellissimo articolo – senza peli sulla lingua e politicamente molto poco corretto… – della nostra amica e musa ispiratrice Costanza Miriano, autrice del best seller “Sposati e sii sottomessa” e definita dal Catholic Herald come “la scrittrice cattolica più pericolosa del mondo”.

Costanza elogia il nuovo libro di Paola Belletti “Siamo donne. Oltre la differenziata c’è di più” e lo fa col suo caratteristico stile intenso e diretto in una recensione a cuore aperto che vi invitiamo a leggere integralmente a questo link. Di seguito riportiamo un altro passo.

Paola Belletti va chirurgicamente a fondo del senso di tutto, la messa e i cartoni, presepi piscine e wi fi, i figli gli amici l’amore, libri e riviste recensite (Cosmopolitan definito fogna glitter è una sintesi mirabile, per esempio), senza escludere dallo sguardo niente di ciò che compone la sua vita. Tutto, nel caos apparente, ha un senso, e non perché ci sia un lavoro di sintesi, ma proprio perché il senso viene fuori, prepotente, dal respiro quotidiano che tutto ricompone al cuore di una vita unificata”.

La nostra vita, la nostra esistenza, può essere una cosa immensa. Libera e piena di meraviglia. Non c’è niente di davvero spaventoso, perché Cristo è Cristo, punto.

Paola Belletti, “Siamo donne. Oltre la differenziata c’è di più”

Condividiamo il meraviglioso articolo che la nostra musa ispiratrice Costanza Miriano ha dedicato all’ultimo libro di Paola Belletti, “Siamo donne”, sul suo blog

Se questo non fosse un paese profondamente, ostinatamente anticristiano, il libro di Paola Belletti se lo litigherebbero a suon di anticipi la Mondadori e la Feltrinelli (e lascia stare che lei pubblicherebbe lo stesso nella collana Uomovivo, per amicizia), sarebbe finalista a qualche premione tipo Strega o Campiello, e la intervisterebbero nei salotti buoni in tv, il che le darebbe una scusa per farsi truccare professionalmente, che è sempre una bella goduria per noi mamme che ci infiliamo matite negli occhi ai semafori.

Prima di tutto perché la sua scrittura, affilata e ricca, precisa e gonfia insieme (non di ritenzione idrica) lo merita, poi perché invece non lo meritano la maggior parte dei libretti italiani oggi in circolazione, balbettanti esercizi di stile sul nulla e dintorni. Invece qualsiasi cretinata radical chic ben pompata da una casa editrice si guadagna l’espositore in libreria, mentre questo meraviglioso Siamo donne, oltre la differenziata c’è di più bisogna un po’ andare a cercarlo.

È un peccato perché Paola Belletti va chirurgicamente a fondo del senso di tutto, la messa e i cartoni, presepi piscine e wi fi, i figli gli amici l’amore, libri e riviste recensite (Cosmopolitan definito fogna glitter è una sintesi mirabile, per esempio), senza escludere dallo sguardo niente di ciò che compone la sua vita. Tutto, nel caos apparente, ha un senso, e non perché ci sia un lavoro di sintesi, ma proprio perché il senso viene fuori, prepotente, dal respiro quotidiano che tutto ricompone al cuore di una vita unificata. Una vita solo apparentemente complicata, alle prese con quattro figli e la malattia, alle prese con il lavoro e la casa e un meraviglioso marito primatista europeo di bradicardia, colui al quale l’umanità intera deve l’invenzione (da parte di sua moglie) della parola divanauro – la figura mitologica metà uomo metà divano – di cui mi sono impossessata. Per salvaguardare la coppia debbo dire che probabilmente la percezione di addivanamento da parte di qualche esemplare di moglie è accentuata dalla sua propria iperattività (leggi: Matteo fa un sacco di cose, siamo noi mogli che ne facciamo sempre una in più: e comunque abbiamo ragione noi).

È un peccato dicevo che non tutti gli italiani, anzi tutti gli umani, leggano questa mappa per la realtà, questo rivelatore di senso in ogni cosa, non per niente Paola è laureata in filosofia alla più antica università del mondo, e le è rimasta attaccato, anche quando si traveste da mamma e da scrittrice e da moglie, questo sguardo chirurgico sul mondo. Cristiano, ma chirurgico.

È vero, lo ammetto, è una delle mie più carissime amiche. È una delle top di gamma (altra espressione di cui le sono debitrice, insieme ad alcuni miei topoi letterari, tipo venire già menate, o invocare il coma farmacologico in attesa della fine dell’adolescenza dei figli) dell’ampio parco amiche, e le voglio bene anche se è molto bella e molto intelligente. Le mie figlie, che essendo femmine devono sapere tutto, mi interrogano spesso sul tema (chi è la tua best friend forever? a chi regaleresti l’anello col cuore a metà come io a Rachele?) e io ogni volta a rispiegare che alla mia età puoi avere anche molte amiche pari merito, mentre invece è meglio che di marito ce ne sia uno solo, e che alle amiche a pari merito – se proprio hanno bisogno che io faccia una classifica – posso assegnare a ciascuna delle competenze specifiche. Bene, Paola è la persona che più capisce il dolore in assoluto. E’ una persona così mirabilmente fatta, che se le dici che hai un problema lei si chiede “cosa possiamo fare?”. Cioè, capito?, il tuo problema è anche il suo (posso vendere il suo numero di telefono a una cifra ragionevole, scrivere in privato). Comunque, sì, è una delle mie più carissime amiche. Ma non è per questo che trovo il suo libro meraviglioso. E’ perché contiene, a ogni pagina, almeno una perla. Come questa.

“Ogni tanto ho una specie di intuizione, che forse è più il ricordo di qualcosa che qualcuno mi ha insegnato. La vita, nella conoscenza che tenta sempre più di approssimarsi a Dio, che frequenta Cristo nel suo modo di essere presente davvero, chiuso nelle apparenze povere dei sacramenti eppure come pronte a esplodere per la gloria che racchiudono, e della realtà, la nostra vita, la nostra esistenza, può essere una cosa immensa. Libera e piena di meraviglia. Non c’è niente di davvero spaventoso, perché Cristo è Cristo, punto”.

È uscito il nuovo libro della collana UOMOVIVO, “Mamma Mongolfiera …perché i figli crescono nonostante i genitori” di Marcella Manghi, 24 ore di un genitore alle prese con i suoi tre figli – Sonoio, Faccioio, Cisonoancheio – fra mille discussioni, cartelle e colazioni. Obiettivo? Cercare la giusta distanza per farli crescere e sbocciare.

Una stay-at-home mum della porta accanto, in questo caso però sotto una forma anomala… quella della “mamma mongolfiera”. Quella tipologia di genitore che non sta sempre lì con il fiato sul collo come un reporter di guerra, opposto speculare del genitore “elicottero”, che invece ronza di continuo attorno ai figli, vigile, allerta, sempre pronto a intervenire se qualcosa sembra mettersi storto.

Si può ancora essere madri presenti senza diventare chiocce o tigri, senza crescere figli sdraiati, decisi a detenere il record negativo di trentenni-ancora-nel-nido?

La sfida dura un giorno esatto. Tra sceneggiate di gelosia, regole che si ribaltano, porte che sbattono, capricci incalzanti e sonni interrotti non tira una bella aria. Mamma Mongolfiera si ritrova in preda alle correnti: oscilla, vacilla, sbanda. Riuscirà a non cadere?

Bio dell’autrice

Marcella Manghi, classe 1974, è parmense di nascita e milanese d’adozione. Si è laureata in Matematica presso l’Università di Parma e ha terminato gli studi con un master in Business Administration. Dopo un breve periodo da analista marketing in Vodafone, ha fondato una piccola società per la produzione dei primi booktrailer. Appassionata di foto e viaggi, ha vissuto un anno in Silicon Valley. Da dieci anni scrive di costume e società per quotidiani on-line. Il suo primo libro “Via col tempo” è stato pubblicato nel 2009 da Edizioni Ares e successivamente “Qualcosa di diverso” nel 2013. Oggi abita a Milano con il marito e i tre figli.

Come molti di voi sapranno, il progetto dei Mienmiuaif non è solo musicale ma anche editoriale, riguarda infatti una collana di libri, “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio”, edita da Berica Editrice.

Il nome è un omaggio al capolavoro di Gilbert Keith Chesterton, “MANALIVE”, in cui sono presenti in dosi massicce tutti gli elementi della collana: l’umorismo, la vita di coppia e Dio. La missione? Puntare “una pistola alle tempie dell’uomo moderno. Non per ucciderlo, ma per riportalo alla vita!” (GKC)

Se non sapete cosa regalare per Natale e al tempo stesso volete darci una mano a portare avanti il nostro progetto, abbiamo pensato insieme a Berica Editrice di proporre i bestseller della collana UOMOVIVO “Osservazioni di una mamma qualunque” di Paola Belletti, “Lettere a una moglie (ovvero la genesi del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif)” di Giuseppe Signorin, “Cento minuti sul Vangelo. Per capire chi è Lui” di padre Maurizio Botta, “Il centuplo quaggiù. Adozioni internazionali e tanta Provvidenza” di Laura Debolini e Filippo Fiani – scontati fino al 21 dicembre, da 14 euro a 11!

Potete accedere alla promozione cliccando qui.

Aiutate il marito del duo con l’anello a far credere alla moglie di aver sposato uno scrittore di successo come Fabio Volo e di cantare in un gruppo cool come i Thegiornalisti.

Acquistate il mix letale “Lettere a una moglie” + cd “Quando saremo piccoli” in esclusiva nello shop online di Berica Editrice, l’editore della collana “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio”, di cui i Mienmiuaif sono nientepopodimeno che i “curatori”.

Per sostenere con successo un “duello all’ultimo sangue”, come lo scrittore inglese G. K. Chesterton ha definito il matrimonio, c’è bisogno di qualche segreto. Nel libro e nel cd ve li sveliamo.

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Ps: se insieme al libro volete più di una copia del cd basta che scrivete a ordini@bericaeditrice.it

Una recente ricerca ha evidenziato che gli uomini sottoposti a un continuo sottile stato di stress, di ansia, vivono molto più a lungo e sono molto più pronti e brillanti.
A rigor di logica, quindi, tutti i maschietti che decidono di avventurarsi nella vita a due con una donna fanno un investimento per la vita. O, almeno, così la pensa Paolo Pugni, che nelle prime pagine del suo libro “Shampoo. Non è un problema di forfora, ma di pace coniugale” – in uscita il 15 settembre per la collana “UOMOVIVO – Umorismo, vita di coppia, Dio” della Berica Editrice – afferma di avere un personal trainer d’eccezione, che tiene sempre alto il suo rendimento, sua moglie Franca.

«Quasi quasi – scrive – ti faccio uno shampoo. 
Sì, avete letto bene. Non MI faccio. Quella era la canzone di Gaber. Questa è la nostra canzone. E io NON sono il soggetto. Così, nel dubbio, Franca lo shampoo lo fa a me.
Ma perché mi vuole bene, sia chiaro. Un bello shampoo, una bella lavata di testa, ogni tanto, non può che essere utile.
[…] Quindi di fatto mia moglie è il mio personal trainer. Si prende cura di me, mi educa. Del resto è della scuola di sua nonna la quale affermava che gli uomini si possono curare, ma non guariscono mai. Si addomesticano, ma non perdono mai del tutto quella parte di selvaggio che li contraddistingue. E quindi, ogni tanto bisogna fare loro uno shampoo».

Paolo e Franca si sono sposati trent’anni fa e, a dispetto di ogni statistica, non solo stanno ancora assieme, ma hanno anche all’attivo tre figli (…e, da qualche mese, anche una nipotina!). L’eccezione che conferma la regola, o la riprova del fatto che quel “mistero grande” di paolina memoria, se poggia le basi sulla solida roccia del matrimonio sacramentale, può aprire già qui in terra le porte all’eternità?

 

Potete leggere l’articolo completo di Giulia Tanel su La Nuova Bussola Quotidiana a questo link

“Shampoo. Non è un problema di forfora, ma di pace coniugale”, di Paolo Pugni, è il nuovo libro della collana “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio”, edita da Berica Editrice.

Un titolo che allude alla celebre canzone di Giorgio Gaber e che racconta in maniera ironica e pungente il matrimonio di due sposi, Paolo e Franca, insieme da più di 30 anni, convinti che “un bello shampoo, una bella lavata di testa, ogni tanto, non può che essere utile”.

Brevi scene e riflessioni scritte e raccolte dall’autore a mo’ di album, come se si sfogliasse la vita della famiglia Pugni per condividerne la bellezza, l’allegria, ma anche le difficoltà di una vocazione che rimane un mistero grande e affascinante.

Un libro sul matrimonio scritto con uno stile molto colloquiale e pieno di spunti – differenze uomo-donna, figli, faccende domestiche, lavoro, tecnologia, calcio, fede – utile ai fidanzati in cammino verso il grande giorno ma anche a tutte quelle coppie che possono ritrovarsi in questa storia, unica e universale, e ridere, scherzare, anche commuoversi, meditare insieme su quello che stanno vivendo.

“Una recente ricerca ha evidenziato che gli uomini sottoposti a un continuo sottile stato di stress, di ansia, vivono molto più a lungo e sono molto più pronti e brillanti. Quindi di fatto mia moglie è il mio personal trainer. Si prende cura di me, mi educa. Del resto è della scuola di sua nonna la quale affermava che gli uomini si possono curare, ma non guariscono mai. Si addomesticano, ma non perdono mai del tutto quella parte di selvaggio che li contraddistingue. E quindi, ogni tanto bisogna fare loro uno shampoo”.

 

Qui sotto il video da cui è nata l’idea del libro:

 

Il libro è disponibile dal 13 settembre in formato cartaceo e digitale presso la libreria online di Berica Editrice e dal 15 su Amazon o altre piattaforme digitali, oppure richiedendolo in libreria.

Per maggiori informazioni è possibile scrivere un’email a mienmiuaif@gmail.com.