“Meteo di coppia” di Daniele Chierico

Quando vado a caccia di tempeste mi accade sovente di finire la caccia senza averne ripresa neanche una. A volte può anche capitate l’unica occasione giusta per fare la diretta, ma tac… la linea wifi in quel momento non ne vuole sapere. “Siamo in Italia, mica in America!”. Ma nonostante le mille delusioni, ancora oggi continuo ad andare a caccia di tempeste, e non c’è nessuno e nessuna cosa al mondo che potrà convincermi del contrario.

Allo stesso modo nella vita di un cristiano non contano le delusioni, le amarezze, le persecuzioni, perché se veramente abbiamo conosciuto Gesù, lui ci attrarrà al suo cuore ogni volta che ci allontaniamo, ogni volta che cadiamo, ogni volta che ce ne dimentichiamo. Dobbiamo fare tutto per Amore! Le dicerie, le calunnie, le persecuzioni, dobbiamo sopportarle con amore. Se sopportassimo tutto con amore, anche il male che viene fatto verrebbe redento, e da esso potrebbero nascere nuovi frutti di bene.

Se pensiamo alla passione di Cristo e ci soffermiamo sul termine “Passione”, possiamo capire molte cose. Cristo ha subito tutto: dalle persecuzioni alle prese in giro, dai tradimenti ai rinnegamenti, dal flagello alla Croce, ma in tutto ci ha messo “Passione”. Il termine deriva dal greco “Pathos” e significa soffrire, ma con una tale forza emotiva in grado di trasformare quella sofferenza in qualcosa di più. Cristo in tutto quello che faceva ci ha messo passione, perché ci ha messo tutto se stesso, il suo cuore di Padre e di Figlio.

Nella nostra vita quotidiana ci dobbiamo mettere passione, anche nelle cose più piccole e insignificanti. E dobbiamo metterci passione anche quando le cose non vanno per il verso giusto, quando tutto ci sembra crollare, quando tutti ci remano contro, quando ogni cosa che facciamo non riesce. Perché la passione è in grado di trasformare tutto, è in grado di farci vedere il bene nel male, l’amore nell’odio, la gioia nella sofferenza, la luce nel buio, la resurrezione nella morte. Nella nostra “Vita di Coppia”, anche quando il tempo è nero, e all’orizzonte si affacciano nuvoloni di pioggia, mettiamoci ancora più “Pathos”, ancora più vigore.

Non subiamo gli eventi in modo passivo, deprimendoci, chiudendoci in noi stessi, quasi non ci fosse più un domani. Ma guardiamo lo spiraglio di luce che si cela dietro le nubi, raccogliamo la pioggia per poter irrigare il campo del nostro amore nei tempi di siccità, sfruttiamo i venti per gonfiare le nostre vele, per giungere in porto… alla fine di tutto.

Annunci

Uno dei nostri primi “bra” – amici collaboratori del nostro blog – Daniele Chierico, meteorologo vulcanico, ha pubblicato un libro, prendendo proprio spunto dai testi scritti con noi!!! Siamo felici di questo frutto, uno dei tanti di un’avventura iniziata ormai da qualche anno e che sta proseguendo sotto la protezione di una moltitudine di santi. Yo.

Raccontaci un po’ di te e di come è nato il libro?
Sono un semplice ragazzo degli anni  90. Sono nato il 13 Maggio 1991 alle ore 17.00, giorno e ora corrispondono all’apparizione della Madonna di Fatima, per la quale nutro un grande affetto. È lei che mi guida in ogni passo e a volte anche in qualche capitombolo, ed è a lei che devo tutto quello che ho, anche l’avermi fatto conoscere l’amore più grande, Gesù. Perché se cristiano lo sono sempre stato, innamorato di Cristo lo sono da molto meno. La mia conversione è frutto di un ricatto e l’ho pagato 480€. Quando lo dico a chi mi chiede il motivo della mia fede, vedo sgranare gli occhi… e so immediatamente che pensa a qualche strana combina ecclesiastica. I 480€ sono i soldi che mi sono stati rubati, nella “sicurissima” metro di Roma (dove ho studiato Fisica dell’Atmosfera), stipendio appena ritirato per pagarmi l’affitto della camera. Quel giorno il mondo mi è caduto addosso, ma sempre nello stesso giorno qualcuno mi è venuto a chiamare per dirmi: “Daniele vieni da me e troverai ristoro”. Ma Lui, come disse un giorno a Santa Teresa, “i suoi amici li tratta così”, e sarà anche vero che come rispose la Santa “ne ha pochi di amici Gesù”, ma se non fosse stato così, io oggi non sarei qui a scrivere di Lui…
Tutto questo per dirvi che da quel giorno sono iniziate ad accadermi cose sempre più strane, tra cui la più strana probabilmente è l’aver conosciuto un losco personaggio che in questo momento tenta di estorcermi informazioni sul libro. Il nome è Giuseppe Signorin e fa parte di una “banda” vicentina con sua moglie Anita e altri più loschi personaggi, tra cui figura anche un Capo (lo stesso che mi derubò dei miei 480€), una Donna che appare ovunque nei momenti più bui della storia, e tante altre strane figure che si fanno chiamare santi. L’incontro come potrete ben capire è stato un “Fulmine a Ciel sereno” e ne parlo nella prima parte del libro. Da lì ho iniziato a scrivere il “Meteo di Coppia” sul loro blog e così è nato il libro…

Di cosa parla il libro e a chi si rivolge?
Il libro parla delle mia esperienza di coppia con molte metafore che si rifanno alla mia passione per la Meteorologia, il tutto con uno sguardo verso il cielo. In modo ironico, con quella che io chiamo “ilarità da fisico”, mi sono avventurato nelle incredibili avventure quotidiane che accompagnano la vita di coppia, e la mia fidanzata Dora ogni giorno me ne ispira una nuova (con le Donne, ogni giorno è diverso, hanno un dono speciale nel creare strane “anomalie di coppia”).

C’è un progetto legato al libro, giusto?
Il libro è stato pubblicato dalla casa Editrice Tau e servirà per raccogliere fondi e realizzare un “Foyer di Charitè” ad Altamura (dove vivo attualmente). Il Foyer è guidato da Padre Saverio e attualmente ha sede in Contrada Fornello a pochi km da Altamura. L’idea è quella di ristrutturare una vecchia Masseria murgiana, più capiente e accogliente (completamente immersa nel verde), dove chiunque potrà decidere di trascorrere 6 giorni di ritiro spirituale. I Foyer sono nati in Francia da una mistica del posto che si chiamava Marta Robin e dal suo padre spirituale Georges Finet. Marta per oltre 50 anni è rimasta paralizzata a letto e non potendo più assumere né cibo né acqua, si è nutrita solamente dell’ostia consacrata. I ritiri si svolgono nel più totale silenzio, e sono importanti per chi volesse staccare dalla vita frenetica e immergersi in quella più profonda dell’anima. Sono un toccasana per la mente e il corpo, e in Puglia vi assicuro che grazie al buon cibo il corpo ne esce con qualche chilotto in più.

Se volete acquistare il libro o lasciare una donazione, potete farlo cliccando al seguente link http://sostieni.link/13662 , e poi su “Partecipa”. Potrete scegliere tra varie ricompense, tra cui il libro e un ritiro spirituale al Foyer di 6 giorni.

“Meteo di coppia” di Daniele Chierico

Se penso all’Amore non posso non pensare alla Fisica. La chiamerete deviazione professionale? Potrebbe essere, ma cercherò di convincervi del contrario… Il primo principio della Termodinamica afferma che l’energia “non si crea, né si distrugge, ma si trasforma”, e non si potrebbe dire allo stesso modo dell’Amore? L’Amore non si crea, né si distrugge, ma si trasforma. Non si crea perché nulla è dell’Uomo se non la sua stessa miseria. L’Amore è un dono e come dono lo possiamo solamente ridonare. L’Amore non distrugge, perché nulla al mondo è in grado di riuscirci, neanche la morte ci riesce. L’Amore si trasforma, è in continua evoluzione, non possiamo racchiuderlo in uno schema, perché la sua fonte, Dio, è illimitata e infinita.

L’Amore è Dio, e Dio non lo si crea. Non decidiamo di amare da un giorno all’altro, di creare l’Amore per l’altro. Quando mi sono innamorato, non l’ho deciso: “Oggi esco di casa e mi innamoro”, e tac mi appare una bella principessa che mi rapisce nel suo castello. Quale uomo potrà dire lo stesso? Ah certo potremmo decidere di scambiare l’Amore per il solo desiderio sessuale e uscire di casa come lupi famelici in ricerca di piacere, ma non riusciremo mai ad innamorarci così come si decide di comprarsi le patatine.

L’Amore è Dio, e un Dio non si distrugge. Non possiamo distruggere ciò che non abbiamo creato, non possiamo decidere da un giorno all’altro che “l’Amore non esiste”. Certo ci sono tante persone che pensano di farlo, che per tante ferite pensano che l’Amore non esiste e che l’odio rende di più. Ma l’odio stesso non è l’assenza dell’Amore, ma un desiderio maggiore di Amore non corrisposto o che ciecamente non siamo riusciti a vedere. Possiamo affermare di non Amare, ma non possiamo dire che l’Amore non esiste.

L’Amore è Dio, e un Dio si trasforma. Dio è un trasformista, lo troviamo ovunque, lo troviamo nell’amore puro e semplice dei bambini, nell’amore di due amici, nell’amore di due giovani fidanzati, nell’amore consapevole di due giovani sposi, nell’amore di una mamma e di una papà per il proprio bambino, nel totale affidamento del figlio verso i genitori, nell’incredibile certezza di due vecchi sposi, nel dono totale di un missionario, nell’infinita bellezza del Creato. Tutto è Amore, anche quel momento in cui con la mia lei litighiamo e, passata la bufera (Attenzione rischio grandine), ci abbracciamo in segno di alleanza. È amore la sofferenza, il dolore, la morte… è amore la gioia, la felicità, la resurrezione.

L’Amore è un mistero, perché Dio è un mistero. Un mistero che si cela nella Croce, in quell’Amore così infinito che arriva a inchiodarsi e dall’alto di quel supplizio gridando ad alta voce ci svela la sua essenza “Perdona loro, perché non sanno quello che fanno”. Io sono qui a scrivere di Amore, ma cosa ne so io dell’Amore, se non un infinitesima parte del suo mistero? Posso solamente dire questo: viviamo l’Amore di coppia, sotto l’ombra di quella Croce. Una Croce che non è simbolo di supplizio, di sofferenza e di dolore, potrete pure confonderlo per questo, e in certi momenti farà bene pure pensarlo, ma la Croce è simbolo di risurrezione, di gioia, di felicità infinita… è un simbolo di un Amore Vero.

“Meteo di coppia” di Daniele Chierico

Dal latino attendĕre che significa “volgere l’animo a qualche cosa”. Volgere l’animo, è un direzionarsi con l’anima verso quel qualcosa che reputiamo troppo importante per noi. L’attesa è più di un desiderio, è un atto che trascende la mente e il corpo, che abbraccia la dimensione temporale – l’animo “si prepara” verso quel qualcosa – e “si volge” materialmente verso esso. Ed ecco che il Natale, appena passato, ma che dobbiamo mantenere vivo giorno dopo giorno in questo nuovo anno, con Gesù ci mostra quell’incredibile mistero dell’attesa che si fa carne. È come quel grande respiro prima della tempesta, dura qualche frazione di secondo e poi la tempesta si scatena in tutta la sua bellezza. Per noi storm chaser l’attesa di una tempesta è qualcosa di sacro, è la preparazione meticolosa della strumentazione, come un rituale propiziatorio, facciamo le stesse identiche cose, e non sia mai che qualcuno ci distragga nel bel mezzo “dell’attesa”. Una buona attesa crea il presupposto per una buona tempesta. L’attesa del Natale, l’attesa di quell’Amore tanto desiderato, è la parte più importante, il preparare il cuore a ricevere un dono importante. Tralasciare l’attesa, tralasciare il respiro prima della tempesta significa arrivare impreparati e con il fiato mozzo a quello che da sempre abbiamo aspettato.

I cristiani come gli storm chaser vivono quell’attesa preparando il cuore e l’animo all’arrivo di quel piccolo pargolo. Giovanni il Battista è lo storm chaser che ha tracciato la via, che ha scaldato i cuori – a volte li ha proprio presi a picconate – per poter permettere a quel piccolo bambino di nascere in ognuno di noi.

Così, allo stesso modo, quando siamo single, non blocchiamoci distraendoci nel desiderio dell’altro, quasi nell’ossessione di questa figura che dovrà arrivare, ma prepariamo il nostro animo, volgiamo il nostro sguardo nella profondità del nostro cuore, chiediamoci se veramente il nostro cuore è pronto per ricevere il dono dell’Amore. Il primo ostacolo all’amore è l’egoismo, che a volte è un chiudersi in noi stessi così violento che porta alla depressione, all’infelicità, al desiderio di amore e non più al desiderio di donare amore.

Nella vita di coppia invece l’attesa è rappresentata dal fidanzamento, anche qui un’attesa non bloccata, ma in movimento. Entrambe le anime si volgono una verso l’altra, entrano in profondità, si cercano. Iniziano a respirare all’unisono, si calibrano come degli orologi, conoscendo i propri difetti e le proprie miserie, temperando l’acciaio delle loro anime, attraverso un’attesa casta dell’amore. A volte questo processo può incepparsi, viene a finire il fuoco che divora l’acciaio, ed ecco che rientra in gioco quel piccolo bambino che nei giorni di Natale abbiamo accolto nel nostro cuore; chiediamo allo spirito di farsi carne e “di venir ad abitare in mezzo a noi”, per rialzarci dalle nostre cadute, per riattivare quel fuoco che va estinguendosi, per riportare le nostre anime, i nostri occhi gli uni verso gli altri e dirci: “Siamo disposti a sacrificare il nostro amore, i nostri desideri, i nostri sogni, per amare l’altro?”.

L’attesa non è una linea retta, per carità per qualcuno può anche esserlo, ma la maggior parte delle volte è una linea ondulata. Avete presente la figura della sinusoide in geometria? (Lo so, sono pesante, sopportatemi, la mia fidanzata lo fa). È quella figura che periodicamente si ripete all’infinito in tante onde, ed ogni onda ha un minimo e un massimo: ad ogni minimo (ad ogni caduta) troveremo la mano di un Padre che non si adira della nostra caduta, che non si offende voltandoci le spalle, ma che ci incoraggia a risalire di nuovo, e ancora di nuovo fino all’infinito, per toccare insieme a noi le vette della gioia piena, quella che un giorno non avrà mai fine. Nel giorno di Natale il nostro Papà ce lo ha ricordato donandoci il suo unico Figlio per salvarci dalle innumerevoli cadute. Non è importante quante volte cadiamo, ma quante volte ci rialziamo.

“Meteo di coppia” di Daniele Chierico

C’è un momento nella nostra vita di coppia in cui abbiamo bisogno di una bella spinta per uscire fuori dal pantano in cui ci siamo cacciati. Magari abbiamo passato i primi anni a credere che l’amore fosse quello delle farfalle nello stomaco, per poi ritrovarci con la pancia vuota e con le farfalle in testa. È quello che accade quando si prende la vita di coppia “di pancia”, credendo che la passione e l’entusiasmo iniziale durino per sempre, che le doti positive dell’altro vinceranno su quelle negative, o che può bastare tenere l’asticella dell’eros sempre alta per far funzionare le cose. Ma ecco che a furia di alzare l’asticella, arriva il momento in cui non riusciamo più a saltare così in alto per tenerci al livello e ne rimaniamo irrimediabilmente al di sotto.

Allora iniziamo a guardare quell’altro/a ragazzo/a che può darci di più, perché chi abbiamo accanto non riesce più a raggiungere quel livello, è troppo alto, vogliamo qualcosa che possa colmare il vuoto. Il vuoto… è proprio questo uno dei motivi maggiori per rompere facilmente un fidanzamento. Ma siamo sicuri che quel vuoto sia nell’altro? E se risiedesse in noi?

Per questo ci viene in aiuto il nostro piccolo Archimede: se gettiamo in un fluido un oggetto, quest’oggetto riceverà una spinta verso l’alto in proporzione al fluido spostato. La condizione di equilibrio si avrà quando le forze agenti, quella del peso dell’oggetto e quella del fluido, si equilibreranno. Immaginate la realtà di un Uomo (l’oggetto) che si getta nella realtà di una Donna (il fluido) – pensatela anche al contrario, non è importante. Se non sussiste questa condizione di equilibrio, in cui bilanciamo le forze, o andiamo a fondo, oppure rimaniamo totalmente al di sopra di esso. In entrambi i casi la situazione è incompatibile alla sopravvivenza della coppia.

Non serve alzare troppo l’asticella verso qualcosa di irraggiungibile, né abbassarla a livelli di totale servilismo. La vita di coppia è un equilibrio di forze, o meglio di scontro di forze, sono due mondi che si incontrano e nello scontro non si annullano ma iniziano a girare uno intorno all’altro.

Penserete che per fare questo bisogna ricorrere a difficili leggi fisiche, a complicate espressioni matematiche, sì, forse potreste provarci, ma vi complichereste la vita. Tutto quello che dovete fare è usare l’Amore, ma non quello sciocco che vi fa sentire le farfalle nello stomaco. Lasciate che le farfalle gironzolino sui fiori del campo, a noi Storm Chaser esperti è richiesto di usare l’Amore responsabile, l’Amore che sa fare tre cose: dire “scusa”, “grazie” e perdonare.

Da tre semplici gesti quotidiani, i vostri mondi potranno gravitare in eterno uno intorno all’altro, senza mai stancarsi, senza annoiarsi, e vedendo nell’altro non un uomo perfetto, ma un Dono di Dio, unico, irripetibile e soprattutto, come dico alla mia lei, “una irrimediabile rompiscatole”.

 

“Meteo di coppia” di Daniele Chierico

Favole, racconti, film, quanto abbiamo letto e visto sull’Amore? Fiumi di parole si sono spesi, intere generazioni di uomini sono passate ricercando queste due parole “Amore vero”. Ma esiste realmente un Amore, così vero e puro, da durare per sempre?

Nell’ultimo convegno organizzato dal vostro meteorologo di coppia (WakeUp Convegni Altamura), abbiamo invitato una famosa Chaser dell’Amore, una ragazza che ha ricercato l’Amore in più forme e formule, fino a scoprirne il mistero. Lei è Ania Goledzinowska, un’ex top model passata dai festini di Arcore al silenzio del convento di Medjugorje. In questa ricerca spasmodica dell’Amore, non si è risparmiata niente: ricchi salotti televisivi, passerelle d’alta moda, yacht e jet privati l’hanno accompagnata nelle più belle capitali europee, nei locali più “in” della vita mondana. Tra un ragazzo e l’altro, tra una formula e l’altra non ha solamente trovato l’Amore, ma ha perso se stessa.

L’Amore non è una formula, una ricetta, così come i media ci spacciano, così come tante storielle romantiche e rosa hanno voluto propinarci. No, l’Amore, quello Vero, è un mistero, è un mistero diverso da Essere ad Essere, ma che ha una radice unica e indissolubile in Cristo.

La parte che più mi ha colpito della sua testimonianza non sono state le parole, ma l’amicizia intensa che ha con Gesù. Prima di iniziare a parlare si è fatta portare la croce, lì… affianco… come un amico, non ha chiesto null’altro che una croce, che il suo Gesù. Come si fa a capire l’Amore senza prima passare dalla Croce? La Croce è sinonimo di tortura, della più umiliante delle torture, realizzazione dell’odio più profondo dell’Uomo, eppure è proprio in quell’oggetto di odio e di tortura che si cela il significato dell’Amore. Dono, totale dono di se stessi, fino a sacrificare corpo e sangue per i propri Amici. Non sudditi, schiavi, servi… Amici. Su quella croce non è morto un Dio, ma un amico, il più sincero degli amici. Chi non vorrebbe al proprio fianco un amico così, pronto a donare la propria vita anche per il più Caino degli amici? Ania nella sua ricerca spasmodica ha trovato il mistero della Croce. Non ha trovato un principe azzurro, una carrozza con cavalli bianchi, un meraviglioso uomo che l’amasse, ma un povero corpo martoriato e crocifisso.

Sembra tutto incredibile, con tutto quello che vediamo, con le mille luci del mondo, non possiamo capire il significato di quel pezzo di legno, di quei brandelli di carne appesi, di quell’uomo vissuto 2000 anni fa. Eppure non riusciremo a trovare l’Amore vero, non riusciremo a trovare la persona accanto che ci amerà per sempre, se prima non capiamo il mistero del sacrificio, del farsi dono, del farsi amico fino al dono di se stessi.

Ania è passata dalle stelle alle stalle: da un mondo di successo, fama e soldi, è passata a toccare con mano cosa significasse servire, pulendo i bagni di un umile convento. Eppure è proprio nell’umiliazione, nella prostrazione del servire, che ha trovato un tesoro inestimabile. Non rinnega le sue ferite, la sua precedente storia, tutto ciò che è stato è servito a uno scopo, quello di raccontare la storia di una vera amicizia, di un Amore vero.

Ho raccontato poco di lei, della sua precedente vita, dei suoi successi e sconfitte, ma non potevo essere più esaustivo di così, perché la Storia di Ania, come quella di ognuno di noi, è quella di un incontro, che presto o tardi spero tutti possiate fare.

Oggi Ania è felicemente sposata, ha fondato un’associazione che si chiama Cuori Puri, dove i ragazzi che ne fanno parte promettono di vivere in castità fino al matrimonio… Ma questa è un’altra storia…

“Meteo di coppia” di Daniele Chierico

Ho parlato di imperfezione, di fragilità, di umana miseria, ma sono anche convintissimo che ognuno di noi è perfetto così com’è stato creato. Sembra un paradosso, ma com’è possibile essere Esseri perfetti nonostante le nostre tante imperfezioni e fragilità? È l’Amore che ci trasforma, è l’essere amati e l’amare che ci rende creature divine. L’Amore è come la pioggia nel deserto, riesce a trasformare un arido manto in un rigoglioso giardino. Insieme alla sabbia, nel deserto ci sono migliaia di semi, uno diverso dall’altro, ma la mancanza di precipitazioni non permette che sboccino, che portino frutto.

Noi siamo come il deserto, abbiamo tanti doni, che però rimangono nascosti finché non decidiamo di farci amare. Decidere di farsi amare… Quale Uomo sarebbe così pazzo da rifiutare un Amore gratuito? Eppure siamo un popolo di folli, siamo folli a rifiutare ciò che ci viene donato gratuitamente. Siamo folli ogni volta che dubitiamo dell’esistenza di un Amore in grado di far germogliare anche il più arido deserto.

Trasformati nel Suo Amore. È possibile? È soggezione? È plagio? È solamente una credenza come tante altre? Oppure c’è realmente qualcosa che ci cambia, che rende rigogliosa la nostra aridità.

L’Uomo nasce con dei doni, e per libero arbitrio può decidere di usarli oppure sotterrarli sotto tonnellate di inutile sabbia. È incredibile, siamo liberi di essere felici o infelici, a nostra scelta. È un Amore che va oltre i confini della mentalità umana. Un Amore che permette al deserto di decidere di rimanere tale, arido e infruttuoso, oppure di trasformarsi nel più bel giardino di questo mondo.

L’amore umano vuole la felicità dell’altra persona, l’amore divino il consenso a questa felicità. Non siamo obbligati a essere felici, è qui che si gioca l’infinito mistero di questo Amore.

Se comprendiamo di non comprendere l’infinito mistero dell’Amore, impareremo ad amare. È così che la nostra vita di coppia si trasforma da deserto di sentimenti e sensazioni, in un giardino di infinita letizia. Capiamo che al nostro fianco abbiamo un Essere già infinitamente amato, e che possiamo solamente imparare ad amare, così come Lui lo ama. Non possiamo competere con un Amore più grande, ma imparare ad amare da esso. Non potremo capire le fragilità e le imperfezioni di lui/lei se prima non comprendiamo quanto Lui ama le nostre fragilità e imperfezioni. Non potremo comprendere l’unicità dell’Essere che ci sta affianco, se prima non comprendiamo l’unicità di essere Suoi figli.

In matematica 1+1=2, in Amore 1+1=1. L’unione di due Esseri unici, rende unica la coppia. L’unione di due metà rende incompleta la coppia. Ma per arrivare al concetto di unicità degli Esseri e dell’unicità della coppia, dobbiamo prima fare un percorso interiore di conoscimento, di comprensione di noi stessi. Non esiste l’unione, senza la singolarità degli Esseri.

La verità che l’Uomo e la Donna si completano in un 50% e 50%, come fossero componenti di una torta, è la più grande bugia che l’umanità si sia mai raccontata. Noi siamo più di una metà, noi siamo unici. È nell’unità che si cela il mistero della differenza tra Uomo e Donna. Prendere metà da uno e metà dall’altro significa fare un minestrone di dubbia digeribilità. È qualcosa che porta a snaturare il significato di Uomo e di Donna, a razionalizzare ciò che invece è già perfettamente integro e indissolubile. Non potremo mai desiderare di essere realmente noi stessi ogni qualvolta decidiamo di essere qualcos’altro. Noi siamo quello che siamo, perché Lui è stato, è e sarà fino alla fine dei tempi, e in Lui si cela la Verità dell’Amore, in Lui possiamo capire chi siamo e soprattutto essere felici per quello che siamo: figli di Dio!