Aggiornamenti

È un po’ che non aggiorniamo il blog…

Nel nostro canale YouTube continua la serie di video Dead cat e abbiamo pubblicato la sigla di Gigi prete diocesano gatto, il personaggio fantascientifico apparso qualche tempo fa nei nostri social, su cui uscirà un libro tra qualche settimana…

Riportiamo anche il nostro ultimo post su “Imagine” di John Lennon:

Il post su “Imagine” che abbiamo scritto su Facebook e nelle stories (lo trovate in fondo👇) non voleva essere un giudizio su John Lennon, né sulla bellezza della canzone, che può piacere o meno ma è un “classico”, e per diventare un “classico”, cioè qualcosa che rimane, probabilmente sotto c’è un valore. Volevamo solo mostrare un meccanismo intrinseco alla cultura occidentale degli ultimi secoli: una patina di tenerezza e dolcezza ma un contenuto che se letto bene è assolutamente nichilista, se non violento – di quella violenza di chi con nonchalance spera in un mondo di pace e amore che presuppone però l’eliminazione delle idee degli altri, in particolare di chi crede in Dio.
Se una canzone di un credente dicesse: “Immaginate che non ci siano le idee degli atei materialisti, dei nichilisti… immaginate che non ci siano le altre religioni, che meraviglia e che pace…”, questo scaturirebbe – giustamente – un putiferio. Se invece si dice: “Immaginate che non ci sia il paradiso… Immaginate che non ci sia la religione o le religioni… allora sì che ci sarebbero pace e amore”, questo diventa un classico e una canzone di amore universale cantata ovunque. La vittima di “Imagine” è Dio, così come la vittima dell’Occidente è Dio. E se immaginiamo che Dio esista e non diamo per scontato che non esista, non è un problema da poco.
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QUESTO ERA IL POST 👇👇👇
“Imagine” di John Lennon è una delle canzoni più belle ma anche violente che siano mai state scritte: “Immaginate che non ci sia il paradiso” – inizia così. Immaginate tutti i bambini del mondo che la cantano in coro in qualsiasi ricorrenza come se fosse una canzone di pace. Una canzone di pace che comincia chiedendo di immaginare che non ci sia il paradiso. Togliendoci la prospettiva eterna, la trascendenza. Togliendoci Dio. Ma così, in maniera semplice, buona, dolce. L’Occidente è tutto qui.

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