Sandra Sabattini, la santa fidanzata

by BAT-man, il nostro inviato dalla provincia di Barletta-Andria-Trani, Salvatore Zingaro

In questi giorni da zona rossa stavo guardando WandaVision. È una serie Disney, molto bella, tratta dall’omonimo fumetto Marvel. Narra di una coppia di amanti supereroi, Wanda e Visione, i quali sono intrappolati nella quotidianità che ha tutte le sembianze di un incubo in chiave sitcom.

Wanda è una Avengers stanca del peso che gli comporta essere una paladina della giustizia, così ricrea un mondo tutto suo in cui rifugiarsi e nel quale i vicini di casa sono solo dei figuranti costretti a vivere secondo le sue scelte e i suoi gusti.

In certi momenti difficili un po’ tutti vorremmo fare come Wanda,​ credere a ciò che più ci conviene e costringere gli altri a comportarsi seguendo il nostro copione, trattandoli alla stregua di semplici figuranti, pensando di essere un dio al quale tutti gli altri dovrebbero prostrarsi in ginocchio.

Ma: “L’uomo è alla ricerca di un senso della vita. Che cosa diciamo noi della nostra vita? Che atteggiamento abbiamo di fronte ai fatti o alle persone? L’uomo si scopre schiavo di una società che impone delle lenti che gli fanno vedere il mondo in una data maniera”.

Queste parole sono tratte dal diario di Sandra Sabattini, la “santa fidanzata” volontaria nella comunità della Papa Giovanni XXIII, una vita vissuta non secondo i suoi capricci o per ciò che le era più comodo, ma con la gioia di donarsi, per i più poveri e gli emarginati.

Immaginiamo che tipo di serie potremmo ottenere, invece, se provassimo a raccontare le avventure di chi, proprio come lei, anziché farsi vincere dalla sofferenza o trattare gli altri come burattini, cercasse ispirazione proprio dalla famiglia dei santi della porta accanto, la piccola via per la santità.

“Fraternity-The apostles of the last times”, sarebbe perfetto come titolo. Ogni puntata sarebbe intitolata con il nome del santo del quale tratta la storia. Ogni singolo episodio avrebbe come filo conduttore la chiamata alla santità nella vita quotidiana. La vita di queste persone sarebbe così intrecciata da un’unica chiamata che avviene, per ognuno di loro, attraverso lo sguardo amoroso di Maria.

L’episodio su Sandra si intitolerebbe Sandravision e comincerebbe con lei che all’età di dieci anni inizia a scrivere delle meditazioni sul suo diario personale, trovando in Dio il significato della sua vita. Il suo essere in Dio si fa poi servizio per i poveri, gli emarginati, fino a trovare la comunità di Papa Giovanni XXIII diretta da don Oreste Benzi. Nel frattempo continua tutte le sue attività, ottimi voti a scuola e una particolare predisposizione per l’atletica, in particolar modo per i 100 m, che la porta a partecipare anche a gare di livello nazionale.
Poi l’incontro col suo fidanzato, Guido: lei che gli chiede un passaggio per accompagnarla al mare con una ragazza autistica, lui giù di morale per un esame sbagliato e lei che lo prende in giro al posto di consolarlo.
Per lui il Signore è un Dio da cui stare a distanza, oggetto di angoscia e di ricerca, di riflessione, mentre per lei è un Padre a cui affidarsi nella gioia e lasciarsi abbracciare.
Come prima uscita vanno al cimitero insieme, a pregare per i defunti, qualcosa di abituale per Sandra che l’aiuta a ricordarsi il significato della vita. Poi un giorno lei gli regala un breviario, perché il suo lo legge dappertutto, anche in treno o in autobus, e qualche tempo dopo si arrabbia perché lo vede ancora tutto intonso nelle sue mani. Lui ogni tanto se la prende con lei per tutti gli impegni coi poveri, lei comprende, sorride e non ci fa caso. Poi la possibilità di andare insieme in Africa, in missione, mettendo a frutto i suoi studi in medicina, lo scontro coi genitori che non sono d’accordo, ma lei prepara lo stesso tutte le carte finché il Signore non le prospetta un’altra strada: un’auto ad alta velocità, lei non fa in tempo ad accorgersi cosa sta succedendo, lui non fa in tempo a fermarsi e il corpo di Sandra resta esanime a terra. È il 2 maggio del 1984.
Sembra tutto finito. Il Signore non retribuisce secondo le opere, direbbero gli stolti. Invece, anni dopo, al segretario personale di don Benzi, Stefano, viene diagnosticato un tumore. Un evento inaspettato che scombussola la sua vita, proprio nel momento in cui ha il pensiero di essere immortale e che niente può attaccarlo. Stefano, disperato, chiede l’intercessione a lei, a Sandra, per aiutarlo in quel momento… e Sandra ascolta le sue preghiere, le porta a Dio e il tumore svanisce, e in questo modo, con Dio e in Dio, continua la sua instancabile opera per gli emarginati nella comunità e nel mondo intero.

“Che bello essere nati, vivere, poter vedere tutto quello che mi circonda… la vita è più degna di essere vissuta assieme al Signore… Non è mia questa vita che sta evolvendosi, ritmata da un regolare respiro che non è mio, allietata da una serena giornata che non è mia.​ Non c’è nulla a questo mondo che sia tuo, Sandra, renditene conto!​ È tutto un dono su cui il donatore può intervenire quando e come vuole. Abbi cura del regalo fattoti, rendilo più bello e pieno per quando sarà l’ora”.

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