Ok, credi in Dio… ma gli appartieni? (appunti ascoltando fr. Mike Schmitz)

di Anita Baldisserotto

Conoscete fr. Mike Schmitz? È un prete cattolico americano che fra le tante cose fa dei video stupendi su YouTube. Ultimamente mi sono messa a seguire un suo nuovo progetto, “The Bible in a Year”, un podcast in cui fr Mike guida alla lettura della Bibbia per un anno. Uno stimolo per meditare la Scrittura che voglio condividere con voi.

Da subito, infatti, mi è venuto spontaneo prendere qualche appunto. In particolare sulle riflessioni di fr. Mike relative al capitolo 3 del libro della Genesi. Quello in cui l’astuto serpente ci frega.

Ma la cosa interessante è che il serpente non mette in dubbio l’esistenza di Dio e nemmeno la sua autorità: mette in dubbio il fatto che Dio sia degno di fiducia.

Tu appartieni a Dio? Sembra dirci questo.

Dio, perché non ti riveli di più, perché non ci fai vedere la tua presenza? Perché Dio non vuole semplicemente che crediamo in Lui, ma che gli apparteniamo. Lui potrebbe mostrarsi, dimostrarci la sua esistenza, ma noi dovremmo comunque ancora prendere la decisione più importante: vogliamo appartenergli oppure no?

Adamo ed Eva, tentati dal serpente, non hanno dovuto rispondere al fatto che credessero o meno in Dio, ma se gli appartenessero. Il serpente ha messo in dubbio l’amore di Dio, ha insinuato il fatto che se Dio li avesse veramente amati, loro avrebbero potuto mangiare da quell’albero.

Eva ha guardato il frutto dell’albero proibito e ha visto che era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquisire maggiore saggezza. E lo stesso capita quando guardiamo al peccato e pensiamo: è assurdo che la Chiesa e la Bibbia dicano che non va fatto. Fare qualcosa che va contro la volontà di Dio equivale a prendere la decisione di non appartenere più a Dio. Si obbedisce perché si ama e si ha fiducia nell’amore di Dio, perché gli si appartiene. 

Adamo ed Eva hanno fallito nel non scegliere l’amore. Ma non è finita lì, infatti siamo al terzo capitolo iniziale della Bibbia, il resto ci mostra come Dio ha un piano per rimediare a questa caduta: l’amore nella dimensione della Croce.

Grazie fr. Mike!

2 Comments

  1. Grazie per l’indicazione…peccato non capire un’acca di inglese😅. Però le tue parole mi hanno fatto riflettere su una cosa a cui non avevo mai pensato: effettivamente Adamo ed Eva altro che se conoscevano Dio, altro che dubitare. Ma non hanno messo in Lui la loro piena fiducia. Anch’io in questo tempo di sofferenza nella mia vita, a volte Gli chiedo di mostrarsi di più, e mi arrabbio anche… ma devo dargli fiducia, continuare a credere che è con me; forse togliendomi così tanto, portandomi così pesantemente, mi chiede di appartenere solo a Lui. Grazie, benedizioni a voi. M

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