Daredevil salvato dalla Grazia (fede & fumetti)

by BAT-man, il nostro inviato dalla provincia di Barletta-Andria-Trani, Salvatore Zingaro

Da piccolo avrei voluto essere un supereroe. Non che mio padre assecondasse l’idea. Per lui, al massimo, sarei potuto diventare l’attore che lo interpretava. Trovavo fosse figo salvare le persone in pirotecniche acrobazie, danzare con i pattini sul ghiaccio mentre dei criminali tentano di farti la pelle. Ma, crescendo, ho capito che persino i supereroi come Bruce Wayne hanno dovuto fare i conti con la realtà. Così, ad esempio, Batman è diventato un uomo triste e solo, impotente di fronte alla malvagità crescente.

Gli anni 80 sono stati il periodo del revisionismo fumettistico, in cui Alan Moore e Frank Miller hanno trasformato radicalmente il modo di concepire i comics. Gli autori hanno iniziato a sperimentare tavole dalle sequenze cinematografiche e dalle atmosfere noir, con un tratto pittorico che le ha rese vere e proprie opere d’arte. Gli eroi dei fumetti, però, erano passati da personaggi delle strisce, a farsi le strisce, e così, con tanto di problemi di identità, finivano dallo psichiatra.

Dalla droga e dalla schiavitù della pornografia tenta di fuggire anche Karen Page, la co-protagonista del fumetto Daredevil: rinascita, rea di aver venduto l’identità del compagno per una dose. Scritta dal già citato Miller, è tra le storie supereroistiche più rock’n’roll che ci siano, perché fondata sulla roccia, quella vera, della Fede: Matt Murdock (Daredevil) cade e perde tutto a causa del tradimento della sua amata Karen, fino a quando, salvato dalla Grazia e dalla preghiera di intercessione di sua mamma (nel frattempo diventata una suora), riesce a ritrovare la propria identità di uomo, sconfiggere i demoni che lo avevano tenuto prigioniero e perdonare la sua amata.

Nonostante i cambiamenti, forse per indirizzare i fumetti verso un pubblico più adulto, i personaggi sanno che non basta un semplice restyling del costume per sentirsi adeguati, non basta un semplice reboot per ricominciare da capo se il cambiamento non avviene prima interiormente, e, per quanto capaci di inventare macchine del tempo, di spostarsi da un pianeta all’altro con estrema facilità, lo sforzo sarebbe vano se non ci fosse nessuno disposto a sacrificare la vita per i propri amici. Non è un caso che tutti i supercattivi siano in realtà dei superegoisti che, con la pretesa di essere buoni, arrivano a voler sacrificare il mondo intero per garantire un  pianeta migliore che in fin dei conti ha la forma del loro volto.

“Grazie a Dio è vivo…”, sospira la mamma in lacrime di gioia. Semplici parole di gratitudine. Ecco la Fede! La promessa che Matt fa, baciando la croce, è la vera follia che può toglierci realmente calzamaglie, maschere e mascherine e condurci verso la rinascita.
Infatti è proprio dalle cadute, e dalle susseguenti scelte che prendiamo, che si definisce chi siamo veramente, e persino Matt Murdock non potrà più fare a meno dei sacramenti per portare un po’ di luce a Hell’s Kitchen.

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