Leggi “Mamma Mongolfiera” e il tempo vola!

Condividiamo l’articolo che la nostra amica Lara Tampellini (in Veronesi…) ha dedicato al libro di Marcella Manghi “Mamma Mongolfiera”, ottimo anche sotto l’ombrellone 😉

Lo scorso 24 giugno, di rientro dal Mienmiuaif Day 2018, mi fiondo in casa dopo un’incantevole giornata trascorsa in compagnia di amici meravigliosi, salgo le scale due gradini alla volta in preda a una violenta e inaspettata forma di astinenza da lettura e mi avvicino alla libreria per scegliere quale volume accingermi a divorare tra i quattrocentosettantatre che, ormai senza speranza, attendono da mesi di essere presi in considerazione dalla sottoscritta.

L’occhio (probabilmente condizionato dagli abbracci selfosi della giornata) cade sulla coloratissima collana UomoVivo e mi dico: “Vai Lara! È giunto il momento della Mamma Mongolfiera! È giunta l’ora di Marcella Manghi”. (Che poi, Marcella è l’unica autrice della collana che ancora non conosco personalmente: devo assolutamente rimediare al più presto!).

Apro una doverosa parentesi: non amo particolarmente il calcio, non so cosa sia un “falso nove”, penso che il “fluidificante” sia solo un farmaco mucolitico e il “calcio di punizione” (soft, garantito!) sia la logica esasperata conseguenza dell’ennesimo capriccio della prole al supermercato sotto gli occhi attoniti dei presenti. Ciò nonostante, per compiacere l’allora fidanzato (ora mio marito) mi sono sorbita due anni di abbonamento allo stadio e una vacanza estiva a bordo campo.

Devo tuttavia riconoscere che, proprio grazie alle partite dei Mondiali (o i tornei a Fifa2018 con la PlayStation… regalo non certo spirituale per la Prima Comunione del piccolo di casa… ma omnia in bonum!), ora posso sperimentare l’ebbrezza di una “prima serata” a mia immagine e somiglianza, con figli e marito “cenati” e spalmati sul divano (un tutt’uno con la tappezzeria, con annessa birra – o succo di frutta – e rutto libero), cucina riordinata, piatti lavati e sgrassati, un briciolo di stanchezza per le commissioni della giornata… non mi sembra vero!

Parentesi doverosamente chiusa.

Premesso ciò, torno alla lettura del libro di Marcella per ammettere che il tempo trascorso in sua compagnia é davvero piacevole e vola in un attimo (d’altra parte abbiamo a che fare con una “mongolfiera”).

Marcella racconta in modo reale e ironico al punto giusto, con scrittura gradevole e scorrevole, le vicissitudini quotidiane di ordinaria amministrazione di una mamma, dando così voce a tante donne, ciascuna delle quali potrà riconoscersi in una delle mille tematiche affrontate a 360 gradi. Mi sembra di conoscerla da sempre e ho potuto facilmente constatare che le sue riflessioni e strategie mi calzano a pennello, soprattutto… tra i fornelli.

Dopo tutto è assodato che la dote e la passione per l’arte culinaria saltano una generazione (lo scrivo più che altro per autoconvincermi!). Ecco, nel nostro albero genealogico sono la massima esponente della generazione saltata. Pazienza! Apparecchiare e sparecchiare la tavola – fine primo tempo – per poi ricominciare ritrovandosi a un tratto a dover elaborare nuovamente qualcosa di commestibile e appetibile allo sguardo per la cena (per non parlare poi dei tempi supplementari!), in certe giornate, per me, è davvero impegnativo; io, che, al massimo, mi cimento in un sofisticato condimento per la pasta a base di robiolino tempestato di gherigli di noce (e non crediate che sia io a rompere i gusci, sarebbe chiedere troppo!) e pomodori a pezzi (quelli sì, li lava e li taglia a cubetti la sottoscritta. E con grande abnegazione e cura); io che festeggio a mo’ di finale (vinta) dei mondiali quando un esponente della Veronesi’s family propone timidamente (probabilmente impietositosi dei miei occhi simil Gatto di Shrek) di ordinare la pizza a domicilio (vi assicuro di essere a riguardo una grande esperta in tutta la zona; pronta a dare consulenze!); io, punto di riferimento in materia di “tecniche di scongelamento rapido di piatti surgelati” (il mio carrello ne è solitamente ricco) per le massaie rodate ed esperte che trovo in fila alla cassa del supermercato; io che mi commuovo sinceramente quando mia suocera prepara la cena e me la fa arrivare direttamente sulla tavola, suddividendo tutte le prelibatezze in contenitori di misura differente in base alla fame e alle preferenze di ciascuno di noi.

Ecco, io mi sono sentita capita e meno sola!

Anche per me c’è speranza.

Per questo, Marcella, ti ringrazio!

 

Posted In:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...