Mienmiuaif Day 2018: cronaca (senza pretese) di un tripudio annunciato

Condividiamo un pezzo che ci hanno mandato gli amici (decisamente troppo buoni nei nostri confronti) Gigi e Lara Veronesi

Ventiquattro giugno, solstizio d’estate: tempo di trebbiatura e di covoni lasciati seccare in campi bordati da rossi papaveri; di sconfinate distese di vanitosi girasoli che interrompono la monotonia di una pianura ingrigita dalle prove generali dei primi caldi; di rugiade miracolose e di noci lasciate a macerare per produrre un liquore miracoloso anch’esso, ma per altri motivi; tempo di nervose e scaramantiche spruzzate di Autan contro l’effetto di nugoli di zanzare attratte dai vestiti succinti delle loro prede, che offrono ai fastidiosi ditteri un sicuro vitto e alloggio. Questo è l’inizio dell’estate nella Bassa riassunto in poche righe, versione liofilizzata di una realtà che prevede molte più sfaccettature.

Ed è in questo contesto che un centinaio abbondante di amici, accumunati dalla passione per il duo delle meraviglie dal nome via via sempre più pronunciabile (sono ormai un lontano ricordo gli esilaranti strafalcioni dei primi tempi: sta cadendo un clamoroso tabù!), si sono dati appuntamento dall’Adriana per celebrare il terzo Mienmiuaif Day in terra emiliana.

Va detto che l’Adriana è un’istituzione e che ormai non ha più bisogno di presentazioni. Ma è pur sempre un piacere segnalare il suo Agriturismo “San Giuseppe” di Gattatico, tra Reggio Emilia e Parma, dove la gentilezza e l’ospitalità vanno a braccetto con una location decisamente accogliente, impreziosita da qualche dettaglio che la rende gradevolmente vintage, e una cucina davvero sublime, che nulla ha da invidiare ai vari chef, dall’aspetto barbutamente burbero, che imperversano sulle reti televisive. Adriana la barba non ce l’ha, ma il suo sorriso smagliante ti fa sentire immediatamente accolto.

Prima la mistica e poi la mastica, per usare un’espressione vincente coniata da Giuseppe Signorin, “martire della pasta sfoglia”, tra una spesa settimanalmente mensile e la successiva.

E così è stato. Il raduno, secondo solo a Woodstock, ha avuto un degno inizio con la Santa Messa, celebrata da Fra Lorenzo all’ombra del sole (gli intrepidi cantori sono stati giustamente premiati dalla copertura di un possente noce… con annesse piccole scariche adrenaliniche causate dalla caduta improvvisa di frutti a poca distanza dal cuoio cappelluto. Non si segnalano, comunque, feriti).

Davvero stimolante, nel giorno in cui la Chiesa celebrava la nascita del Battista, l’invito di Fra Lorenzo ad attribuirsi ogni mattina un nome nuovo per richiamare il campo di lotta della giornata, una sorta di parola d’ordine quotidiana, in una logica di avanzamento continuo nel cammino di santità.

Al termine della Messa, per richiamare il gesto compiuto da Zaccaria quando indicò sulla tavoletta il nome del figlio, siamo stati invitati a scrivere il nostro nome nuovo su piccole mattonelle.

E battaglia sia, senza sconti e con spirito sportivo!

Poi la mastica. Ed è stata l’occasione per rivedere amici dopo tanto tempo, riprendendo il discorso dal punto nel quale si era interrotto, conoscere finalmente di persona amici fino a quel momento solo di tastiera (Chiara V. ci continui a sfuggire ma nel 2019 ce la faremo!) o fare nuovi piacevoli incontri. E notare di trovarsi a proprio agio con chiunque, caratteristica essenziale delle amicizie fondate sulla Roccia e che, di conseguenza, non temono il logorio del tempo, gli sbalzi di umore, né possono sgretolarsi al primo alito di vento (come spesso accade quando manca la Meta comune o un Progetto condiviso). Amicizie che vanno al di là del qui e ora; rapporti che vanno oltre: oltre il mio ristretto modo di pensare, oltre la mia città, la mia regione; oltre ad un fugace e formale scambio di battute fine a se stesso.

E allora grazie di cuore ad Anita e Giuseppe per averci regalato, ancora una volta, una giornata difficile da dimenticare (confidiamo di confermarlo anche quando sarà ora di raccontarla ai nostri nipoti). Tra l’altro ottimamente organizzata, con un’alternanza davvero efficace tra l’esecuzione dei brani che stanno spopolando sui social (e che non possono assolutamente mancare in una seria playing list estiva), i commuoventi ravioli dell’Adriana, l’inatteso live di Debora Vezzani e la presentazione di alcuni libri della collana UomoVivo (Annalisa, Paola, Edoardo, Emiliano… graditi compagni di viaggio in questi due anni di pendolarismo BO-MI).

È stata anche l’occasione, per chi scrive, di conoscere “de visu” il dento-teologo Giovanni Biolo, autentica scoperta dell’ultimo periodo, che ha allietato i presenti con un gradevolissimo intervento con tanto di moLare finale. Credo sia l’unico dentista che se lo conosci non lo eviti (con buona pace della categoria).

E un ricordo particolare per la toccante testimonianza di Giovanni Marcotullio su quanto vissuto in prima persona a Liverpool durante l’angosciante vicenda del piccolo combattente Alfie Evans, come inviato di Aleteia. Il nostro cuore si è letteralmente fermato per qualche minuto.

Dulcis in fundo non poteva mancare l’immancabile selfie di gruppo sulle note di “Canzone per mollare un radical chic” (sui social gira una foto che ritrae un lanciatissimo Fra Lorenzo nell’atto di sollecitare la fine di tale rapporto con un gesto decisamente eloquente).

Vedete, questo è uno dei meriti che ci sentiamo di attribuire ai ragazzi di Arzignano, forse quello principale: indicarci con la loro vita e i loro progetti, così interessanti, sorprendenti e decisamente carichi di contagioso entusiasmo, l’unica Meta per la quale valga la pena spendersi.

E quanto è bello percorrere tale cammino insieme ad altri amici, rigorosamente con il sorriso sulle labbra (perché una lotta affrontata con la gioia e la pace che vengono dal sapersi figli di Dio, è vincente a prescindere, al di là di tutte le difficoltà, le storture e le amarezze che la vita ci può riservare). Il sottotitolo della collana di libri UomoVivo: “Umorismo, Vita di Coppia, Dio” è davvero un programma di vita straordinariamente esplosivo da diffondere senza timore tra i nostri amici, parenti e colleghi nella consapevolezza che “Un fratello aiutato da un fratello è come una città fortificata”… Che dono immenso la Comunione dei Santi!

Per una giornata sono state accantonate le fatiche e i problemi quotidiani per lasciare spazio alla gioia di ritrovarsi calorosamente abbracciati con quell’amico che conoscevi solo virtualmente (e che magari scopri, con un certo sollievo, non avere le sembianze di quel cane minaccioso che si trova nella foto del profilo) o per aver incrociato mamme in dolce attesa con pance in crescita (e questa volta non per merito della cucina dell’Adriana). Anche questo è Mienmiuaif Day!

E quale stupore per aver riconosciuto ex-bebè che ora camminano spediti con le proprie gambe o adolescenti sempre più convinti di esserlo e che magari ti ritrovi in auto al ritorno. Ah già, è tua figlia (come passa il tempo!) Imbronciata perché non le hai presentato il dento-teologo, lei che dell’apparecchio non ne vuole più sapere e avrebbe desiderato l’avvallo da uno del mestiere. Imbronciata sì, ma rigorosamente con gli occhiali da sole, imprescindibile dress code della giornata.

E allora, non resta che augurare: lunga vita ai Mienmiuaif e arrivederci al Mienmiuaif Day 2019!

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