Vestire le ignude

Lettere a una moglie #2 (ovvero l’esodo del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif) di Giuseppe Signorin

Mi è parso di vedere in giro più di una ragazza, ragazzina, donna, signora, forse anche anziana (ma in questi casi mi auguro fossero solo miraggi, o incubi, come il nuovo videoclip dei Mienmiuaif in cui recita uno straordinario attore protagonista costretto a fare la spesa), in mutande, amore mio. D’estate è caldo, è vero, e il caldo può dare alla testa, ma uscire in mutande… In mutande per usare un eufemismo, perché certi pantaloncini fanno rimpiangere le mutande. Oltre a essere appiccicati alla pelle come sanguisughe e tirati su fino a non so dove, quasi al collo, tanto che mi sento soffocare solo a guardarli, spesso sono pure strappati. Come si possono strappare due centimetri di pantaloncini? Che magari sono anche costosi, perché strappare quei micro pantaloncini senza romperli non dev’essere semplice. Tu sai bene che di moda me ne intendo, anche se per umiltà maschero questa mia dote conciandomi in maniera alternativa alle solite maniere alternative, rischiando a volte di non essere compreso, soprattutto da te, però qui non è tanto una questione di moda, quanto di cervello. Sì, perché robe così striminzite e strette devono causare pure problemi di circolazione. Di sicuro i vecchi mutandoni delle nonne il sangue lo facevano circolare, questi pantaloncini formato infradito, invece, mi sa proprio di no. Temo si stia innescando un cortocircuito cognitivo, nella moda femminile. Perché non facendo circolare il sangue, il cervello ne risente (non sono un medico, solo uno che scrive lettere, queste licenze poetiche sul funzionamento del corpo umano me le posso anche permettere), e risentendone il cervello, queste ragazze, ragazzine, donne, signore, forse anche anziane (ma in questi casi, ripeto, mi auguro possano essere solo miraggi, o incubi, come il nuovo videoclip dei Mienmiuaif in cui recita uno straordinario attore protagonista costretto a fare la spesa), magari sono convinte di avere stile, di essere carine, conciate così. Non so se ti ho già detto che nel nuovo videoclip dei Mienmiuaif recita uno straordinario attore protagonista costretto a fare la spesa, comunque è vero, e a fargli da spalla c’è una carinissima ragazza che dovresti conoscere, soprattutto perché non va in giro in mutande. Almeno non al supermercato, dove il clima è tale che lo straordinario attore protagonista è stato costretto a munirsi di sciarpetta. Ok, la sciarpetta il sopracitato straordinario attore protagonista tende a portarsela dietro sempre e ovunque, ma meglio una sciarpetta sempre e ovunque che andare in giro in mutande. Morale della lettera? Nessuna morale, solo buon senso: meglio una sciarpetta sempre e ovunque che andare in giro in mutande. Che Dio mandi, insieme a profeti e veggenti, qualche stilista capace di convertire questa moda demente in qualcosa di più bello e decente. Ho fatto la rima. Ti amo.

 

Se ti è piaciuta la lettera, vuoi aiutare i Mienmiuaif e sei interessato al “prequel”: Lettere a una moglie #1 😎

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