Salve Regina 👑😎

Lettere a una moglie #2 (ovvero l’esodo del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif) di Giuseppe Signorin

Salve Regina, amore mio, perché tu sei la mia regina, la regina della nostra Chiesa domestica, ma entrambi abbiamo una Regina più grande, più grande e insieme più piccola, l’unica Regina, degli angeli e dei santi. Mater misericordiae, Madre di misericordia, piena di misericordia, che ha dato la carne alla misericordia incarnata, che ci insegna a essere buoni, noi che buoni non siamo anche se ci illudiamo di esserlo, perché siamo superbi. Vita, dulcedo, et spes nostra, salve. Vita, dolcezza, speranza. Il tuo fiat ha dato vita alla Vita, e noi ora viviamo di quella vita, Gli stiamo aggrappati grazie a te, Regina. Riempi le nostre giornate di tenerezza, ma non di quella tenerezza molle da Baci Perugina, Tu riempi le nostre giornate di quella tenerezza audace e piena di coraggio che ci fa andare controcorrente. Solo tu ci porti Speranza, Dio ha deciso di passare attraverso di te per entrare nel mondo. Solo tu ci porti a Lui in maniera perfetta. Ad te clamamus, exsules filii Evae. Ricorriamo a te, Madre, noi esuli figli di Eva, noi qui di passaggio, in questa terra che non è quella definitiva, ma comunque importante, decisiva, perché qui ci giochiamo tutto, qui è il nostro presente, in attesa dell’eterno presente, della vita eterna, senza tempo. Ad te suspiramus, gementes et flentes in hac lacrimarum valle. A Te sospiriamo, gementi e piangenti. Sì, Madre, perché spesso lo siamo, magari per debolezza, magari perché c’è un sacco di dolore, in giro, basta leggere i giornali, guardarsi un attimo attorno… Quanto male c’è? Una valle di lacrime. E abbiamo dimenticato l’antidoto, abbiamo dimenticato che Tuo Figlio ha vinto la morte, che solo Lui ci salva, che siamo attaccati da tutte le parti, da noi stessi, in primis, dalle nostre ferite, e dal serpente, ci siamo convinti addirittura che non esista, che non ci sia nessuno a strisciare per metterci in trappola. Ma tu gli schiacci la testa, Madre, tu sai esattamente come disinnescarlo, e ce lo insegni. Con la preghiera, con i sacrifici. Con la gioia di Cristo. Eia ergo, advocata nostra, illos tuos misericordes oculos ad nos converte. Tu sei nostra Madre, sei la nostra Regina, e pure il nostro avvocato. Tu prendi le nostre difese. Di cosa dobbiamo avere paura, amore mio? Ci bastano gli occhi di Maria, per essere sicuri che il vino del nostro matrimonio sarà sempre vino, e sempre migliore. Rivolgi a noi i tuoi occhi misericordiosi, Madre. Rivolgili incessantemente su me e mia moglie. Et Jesum, benedictum fructum ventris tui, nobis, post hoc exsilium, ostende. E mostraci Gesù, portaci a Gesù, portaci in Cielo insieme, tieni i nostri sguardi fissi su di Lui. O clemens, O pia, O dulcis Virgo Maria. Come suonano questa parole, più le diciamo più suonano bene, in una lingua meravigliosa che non ho mai studiato perché credevo morta e invece oggi mi fa sentire vivo e vicino a tutti i cristiani che in ogni parte del mondo, negli ultimi duemila anni, hanno parlato a te in questa lingua, magari senza capire bene il senso, ma sentendosi figli tuoi, figli della stessa Madre, e dello stesso Padre. Che Dio ci doni di cantarle spesso, queste parole, queste parole dolcissime e insieme piene di forza. Ti amo.

 

Se vuoi aiutare il progetto dei Mienmiuaif, ti è piaciuta la lettera e sei interessato al “prequel”, clicca qui: Lettere a una moglie #1 😎

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