Gli incredibili effetti di una rinuncia battesimale

Lettere a una moglie #2 (ovvero l’esodo del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif) di Giuseppe Signorin

“Vivo in una zona talmente cattolica che se non festeggi Halloween ti tocca dare spiegazioni. E se festeggi Ognissanti anche”, scrive su Facebook il nostro amico argentino Alejandro, amore mio. Lui vive a Genova. Ma mi sa che è così ormai in tutta Italia. Un po’ per questo motivo ti ho costretta con la forza del vincolo matrimoniale a cantare “Canzone per dire di no a Belzebù nei giorni di Halloween”, anche se non avevo ancora letto il post del nostro amico che parla come Papa Francesco. Il bello è che se la sono presa in tanti, fra cui una penna di Giornalettismo, che ci ha definiti due che fanno “evangelizzazione indie”. Gliel’hai detto tu, amore mio? Perché io in tutta onestà non ho mai avuto intenzione di evangelizzare le Indie. Forse ha pensato che “Belzebù” fosse un nome di quelle parti là. Ma più ancora del fatto che se la sia presa per la nostra canzone umor(esorc)istica, mi ha proprio colpito che ci abbia dedicato del tempo e dello spazio nel giornale in cui scrive. E non solo lui. Mi è arrivato un messaggio, l’altra sera. Era mio cugino. Un suo amico gli aveva appena detto che la nostra canzone di Halloween era finita su Radio Deejay. I nostri sogni radiofonici sono già stati realizzati da tempo, quando siamo finiti, in maniera miracolosa e rocambolesca, sulle frequenze più punk del pianeta, quelle di Radio Maria, per colpa di un pezzo omonimo sfornato lo scorso 23 novembre, il giorno del nostro terzo anniversario di matrimonio. Un regalo soprannaturale. Però davvero mi ha sorpreso che sia bastato cantare una rinuncia battesimale per finire pure dalla concorrenza. Così, con un semplice video registrato alla bell’e meglio, un lunedì mattina. Venuto neanche tanto bene (a causa mia, ovviamente). Secondo me, se per il prossimo pezzo cantiamo direttamente il Rito del Battesimo, arriviamo a Sanremo, amore mio. Grazie a Dio ancora un po’ di battesimi ci sono. Di bambini ne nascono pochi, ma ancora in Italia pare che una buona percentuale di persone abbia il desiderio di battezzarli. E quindi di dire di no a “Belzebù”. Ok, nel rito si usa il termine più generico di “Satana”, ma sempre lì siamo. Una buona percentuale di italiani, almeno quel giorno, dice di no a “Belzebù”, quindi. Noi abbiamo pensato di cantarlo nei giorni di Halloween. Per carità, chi va in giro mascherato da zombie o diavoletto non ha alcuna intenzione diabolica… per i più è solo un gioco eccetera eccetera… Che male fanno? Ma noi non avevamo nessuna intenzione di cantare un saggio sull’argomento (io, almeno… tu sei imprevedibile… forse oltre a volere evangelizzare le Indie ti sarebbe piaciuto anche cantare un saggio sull’argomento…). Di saggi interessanti ce ne sono già tanti. Ci sembrava semplicemente che prendere un po’ in giro Halloween e magari cantare una semplice rinuncia del tipo di quelle che una buona percentuale di italiani ancora dice il giorno del battesimo del proprio figlio, non potesse nuocere più di tanto, soprattutto nel periodo di maggiore allerta per i gattini neri di tutto il pianeta. Invece ha smosso le acque. Scandalizzato alcuni. Fatto infuriare altri. Ma portato anche ottimi frutti. Che Dio ci ricordi di ripetere più spesso queste potentissime rinunce (ma ci preservi da Sanremo… lo pseudo chitarrista del tuo gruppo riesce a sbagliare gli accordi anche in cameretta, da solo, figuriamoci davanti a milioni di persone). Ti amo.

 

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1 Comment

  1. mi è preso un colpo, pensavo si parlasse delle campagne di sbattezzo di quei giocherelloni dell’uaar 😀
    Ma da questa lettera ho avuto un’epifania: genitori italiani, non praticanti, lontani dalla Chiesa e dalla Verità, fanno battezzare il proprio figlio e con questo dono, ricevono un esorcismo per tagliare, almeno un poco o totalmente, i lacci del demonio.

    Grazie di scrivere.

    "Mi piace"

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