Viaggio nella terra della gente libera

Condividiamo l’articolo che ci ha mandato la nostra amica Elena Biondi dopo la sua esperienza in Islanda. 

L’Islanda si mostra a noi viaggiatori come una terra di fenomeni naturali grandiosi, aria tersissima e acque limpide. Molti hanno l’impressione di incontrare qui la natura come doveva essere all’inizio della creazione, stupenda e incontaminata. Qui i ghiacciai più estesi d’Europa, con nomi assolutamente impronunciabili, convivono con fenomeni vulcanici eccezionali, dando origine a paesaggi che sono allo stesso tempo spettacolari e singolarissimi. Chissà – viene da chiedersi – come si deve essere divertito Dio a giocare con la lava e il ghiaccio, quando ha creato questa terra, per ottenere tutti gli accostamenti possibili e immaginabili! Ad ogni passo sono fumarole, crepacci sismici, soffioni, polle d’acqua termale che sgorga fumante dal sottosuolo, per non parlare delle vere e proprie eruzioni vulcaniche, una ogni quattro anni in media… In realtà quest’isola stupefacente è tutta intera un vulcano in perenne attività, mentre le acque dell’Atlantico che la circondano brulicano di ogni forma di vita: balene, pesci in abbondanza e moltissime specie di uccelli marini.

Si ha l’impressione che la presenza umana, che del resto è piuttosto limitata, non arrivi ad incidere realmente sul paesaggio. Questo è vero nel senso letterale del termine, dato che gli islandesi vivono spesso in abitazioni prefabbricate per la difficoltà di scavare fondamenta nella roccia vulcanica durissima, oppure nelle tradizionali capanne di torba coperte d’erba, che si mimetizzano a meraviglia nell’ambiente circostante. Le poche casette sperdute, sparse su centinaia di chilometri quadrati di natura selvaggia, trasmettono un’impressionante sensazione di solitudine e isolamento, molto più forte che se la presenza umana fosse del tutto assente.

È incredibile come in questi paesaggi quasi primordiali, i padroni più che gli esseri umani, sembrano essere le pecore! Le incontriamo dappertutto, a pascolare imperturbabili, perfino in riva a dei fiordi così selvaggi e battuti dagli elementi naturali che sembra di trovarsi ai confini della Terra. Sono loro le vere signore dell’isola, libere di scorrazzare, almeno d’estate, su territori immensi, data l’assenza di predatori naturali. D’altronde, appena arrivati all’aeroporto di Reykjavik ci si imbatte subito in un cartello che annuncia con orgoglio “Icelandic Lamb; roaming free since 874″ (“l’agnello islandese, libero di vagare fin dall’anno 874”). Una bella idea di libertà e indipendenza, unita a quella di armonia con il creato, che questo popolo tenace ha coltivato gelosamente nel corso dei secoli come suo tratto distintivo, compresa l’ultima – fortissima – crisi economica. Eppure, mentre ci trovavamo in questa terra meravigliosa, ci ha colpito la notizia che proprio l’Islanda si è posta l’obiettivo, che fra breve verrà raggiunto, di eliminare tutte le persone Down dalla popolazione tramite l’aborto selettivo. Forse i Down sono meno liberi degli altri islandesi – pecore comprese – di vivere la vita che vogliono con dignità?

 

Islanda, vita negata ai bimbi down

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