Cagna

Ripassino al Vangelo di domenica scorsa (20 agosto) con il commento di padre Maurizio Botta sul blog Cinque passi al Mistero

“O Dio, che in questo sacramento ci hai fatti partecipi della vita del Cristo, trasformaci a immagine del tuo Figlio…”

Così la Chiesa ci farà pregare dopo aver ricevuto il Corpo di Gesù nella Comunione. Da questo Vangelo emerge la libertà imperiosa di Cristo. Gesù ha coscienza di avere una missione specifica e delimitata. Ed è scrupolosamente determinato. I nostri cuori oscillano mollemente nel dare il giusto valore alle realtà in proporzione di quanto non siamo ancora convertiti. Ecco perché Gesù ci risulta fastidiosamente duro. Il Padre lo ha mandato alle pecore perdute del suo popolo, il popolo di Israele e a Gesù sta a cuore, preziosissima, la volontà di questo Padre celeste. La potenza straordinaria di Cristo è per trasformarci in Lui. Capiamo allora come diventino decisive le prime tre richieste del Padre Nostro. Il dono più grande diventa quello della nostra volontà propria per dire: “sì”, “eccomi”, “voglio quel che Tu vuoi”, ”fiat”.

Gli appartenenti al popolo di Israele sono definiti “figli” cui è destinato il pane, cioè le parole, i miracoli e gli esorcismi di Gesù, in contrapposizione agli abitanti della regione di Tiro e Sidone, i Cananei, equiparati dal punto di vista religioso a figli di cagna. Questa religione adorava falsi dei come Moloc a cui era riservato il sacrificio umano dei bambini, uccisi appunto come cani. Gesù non poteva ammettere nemmeno un velo di ambiguità per un falso buonismo. Gesù con la sua potenza straordinaria non ci fa mercanteggiare la verità e ci dona di mettere in ordine le cose buone.

La fede di questa donna nella potenza taumaturgica ed esorcistica di Gesù, si manifesta in tre modi. In primo luogo nel suo essere cosciente di come la verità su Dio e sugli uomini non possa provenire da questa sua religione che esige sacrifici umani a Moloc e prostituzioni sacre in onore di Astarte. In secondo luogo nell’accettare di sentirselo dire. Questa donna non si inalbera, non protesta, non comincia a sbavare acido, fiele e rabbia. Infine la fede di questa donna si manifesta con il suo essere insistente. Gesù resta ammirato e loda la grandezza della fede riposta in lui da questa pagana idolatra, quando qualche tempo prima aveva rimproverato Pietro, israelita e capo degli apostoli, per il motivo contrario. “Fede grande” è per Gesù credere nella grandezza del potere e della forza che si sprigionano dalla sua persona e questa fede sembra strappargli un’eccezione che in realtà è solo un’anticipazione. La missione di Cristo, oggi, continua nel suo vero Corpo mistico che è la Chiesa. Continua oggi in noi, scelti per essere mandati a ogni uomo. Scelti perché, uniti a Cristo, la nostra vita sia offerta per la salvezza del mondo.

Commento alle letture della XX Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) di P. Maurizio Botta per la Radio Vaticana

 

Di padre Maurizio Botta abbiamo l’onore di ospitare nella collana “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio“, edita da Berica Editrice, il libro “Cento minuti sul Vangelo. Per capire chi è Lui

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