4 luglio 2017, Mienmiuaif live at Radio Maria – Chi trova un rassicuratore trova un tesoro

Potete ascoltare a questo link la registrazione della quarta puntata della trasmissione “La vocazione al matrimonio e alla famiglia” andata in onda su Radio Maria martedì 7 luglio 2017 dalle ore 18 alle 19.30, condotta da Giuseppe e Anita Signorin (appunto noi due, i Mienmiuaif!).

Qui sotto trovate anche il testo della lettera “Chi trova un rassicuratore trova un tesoro”, la nostra canzone Il Rassicuratore”, cantata insieme all’amico Lorenzo Belluscio e i contributi preziosissimi di Madre Maria Michela delle Monache del Cuore ImmacolatoLorenzo Belluscio, Giulia Bovassi ed Edorado Dantonia (autore di Rivolta alla Locanda)!

Le prossime due puntate saranno i primi martedì dei mesi di settembre e novembre.

 

Lettera a una moglie

Chi trova un amico trova un tesoro, amore mio. Non è solo il titolo di un film con Bud Spencer e Terence Hill, è la verità. “Un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro”, troviamo scritto nel Siracide. Il Siracide non sbaglia. Tuo marito invece può benissimo sbagliare, anche se, avrai notato, gli capita rarissimissimamente. Se le mogli hanno sempre ragione, infatti, si sa che i mariti non sbagliano quasi mai. Oltre a essere “tutti belli”, come cantano i Mienmiuaif alla fine della loro hit “Canzone vintage”, che abbiamo presentato proprio qui a Radio Maria qualche puntata fa, oltre a essere tutti belli, i mariti difficilmente sbagliano. Almeno ai loro occhi. Però può succedere. Fatalità non mi viene in mente nessun episodio, nello specifico, in cui mi sia capitato di commettere qualche errore, ma tuo marito è di larghe vedute e può ammettere questa possibilità. Forse è meglio che non mi perda subito. Andiamo al dunque. Gli amici. Qualche tempo fa eravamo a cena con Lorenzo, che fa l’assicuratore. C’era anche Alessia, la sua fidanzata. Lorenzo è un assicuratore ma è un po’ come Batman, nel tempo libero si trasforma in supereroe e si mette a cantare. In realtà non so se Batman canti, nel tempo libero, però Lorenzo sì. È proprio uno strano tipo, uno che si preoccupa tantissimo, ti chiama per sapere come stai, ti sorride, è sempre disponibile. Un mezzo pazzo. Non c’è voluto molto a scrivere una canzone ispirata a lui. Però, se si fosse chiamata “L’assicuratore”, visto il lavoro che fa, e non “Il rassicuratore”, avremmo rischiato di avventurarci in un nuovo genere musicale, il “pop marketing” (dico “pop” per essere più comprensibile a tutti, anche se in realtà siamo la prima punk band che non fa musica punk del pianeta, siamo più punk dei punk, trasgrediamo pure le regole del punk e facciamo musica normale, ma non ho tempo qui di approfondire bene il discorso come invece faccio durante i tanti sermoni coniugali che ti regalo ogni giorno a pranzo), insomma se avessimo chiamato il pezzo ispirato a Lorenzo “L’assicuratore”, avremmo rischiato di avventurarci in un genere di musica pop troppo mischiata al marketing, musica che poteva indurre la vendita di polizze vita e non a pregare Santa Rita, come invece preferiremmo… Musica che se non ti piace, poi qualcuno te la rimborsa… e per noi sarebbe stato un problema… “L’assicuratore” non era il titolo giusto, anche perché con questa canzone volevamo parlare di amicizia e in amicizia la parola d’ordine dev’essere “gratuità”. Se non è gratis, non è amicizia. Meglio “Il rassicuratore”. Perché alla fine di amici che rassicurano ce n’è parecchio bisogno. Siamo sempre tutti affannati, stressati, preoccupati. Altro che parabola dei gigli del campo: la maggior parte della mia generazione ha tutto, è cresciuta nel benessere, eppure è in costante agitazione. La Bibbia non si stanca di ripetere che non dobbiamo avere paura, noi non ci stanchiamo di averne. Insomma, la Bibbia è come una mamma, che ti ripete ogni giorno le stesse cose, perché sa benissimo che ce le dimentichiamo. Non è la Bibbia a essere ripetitiva, siamo noi a essere recidivi. Quindi qualche amico pronto a rassicurare fa bene alla salute. Ce ne fossero! Visto poi che Lorenzo, smessi i panni dell’assicuratore, indossa quelli del cantante, gli abbiamo chiesto di partecipare alla registrazione del brano. Lui c’ha subito rassicurati dicendoci che non c’era problema. Vedete come funziona? Lorenzo conosce i Mienmiuaif e sa che il rischio di cantare una canzone in cui non si capisce niente, con noi, è altissimo, ma ha accettato la sfida senza battere ciglio. Ha detto che andava benissimo. Coi “rassicuratori” funziona così. Sono utili anche per bilanciare l’equilibrio coniugale. Pongo questa domanda ai maschietti con l’anello in ascolto: quante volte vi sono capitate risposte affermative senza “però” dalle vostre mogli? Le mogli sono geniali, sanno sempre come fare meglio qualsiasi cosa, noi maschietti rischiamo quotidianamente di osservare la linea del morale scendere precipitosamente di fronte a tanta efficienza femminile. Un amico che ti dice “ok” e basta è un toccasana. Ti fa risparmiare anche in integratori energetici. Insomma Lorenzo ha accettato a scatola chiusa di cantare con noi questo pezzo sull’amicizia e a me non sembrava vero. Ero così poco preparato all’idea che non sapevo che fare. Panico. I rassicuratori sono così rassicuranti che ti mandano nel panico. È tutto ok, mi sono detto. E adesso? Non ero preparato. Di solito i problemi fanno a gara per esserci, in quel caso sembrava filare tutto liscio. Ho capito subito la pericolosità dell’amicizia. Se le mogli santificano, gli amici rassicuratori mandano nel panico. Ho chiesto allora al nostro “arrangiatore” Federico, colui che dal nulla produce il sound delle nostre canzoni, di ascoltare un brano dei Talking Heads, “Psycho Killer”, e di prendere spunto da lì per l’incipit del nostro pezzo. Sì, perché c’è qualcosa di pericoloso nell’amicizia, soprattutto in quel genere di amici capaci di stimolarti, di incoraggiarti, di sperare contro ogni speranza. Sono dei veri e propri killer. Psycho killer, le provano tutte per uccidere le tue paranoie, le tue piccole o grandi depressioni di ogni giorno. Alla fine sono anche un po’ “stalker”, tipo quelli che perseguitano le persone, le pedinano. Quelli che non danno tregua. Ma se negli stalker di professione prevale un atteggiamento negativo, nei rassicuratori prevale un atteggiamento positivo. Sono ovunque, ma sono ovunque come gli angeli, non come gli stalker. Sono ovunque e ci sono sempre perché si preoccupano del nostro bene. L’apparenza inganna, questa è una banalità: infatti è vera. Avete presente quelle persone che hanno sempre un sorriso stampato in faccia ma si capisce lontano un cereale che sono falsi? Ecco: quelle persone sono insopportabili. I rassicuratori possono essere scambiati per quelle persone lì, ma non appartengono alla stessa categoria. I rassicuratori sorridono, anche se non hanno nessuna voglia di farlo, ma non sorridono per mentirti, sorridono per amore. Lo fanno come gesto di amore nei confronti degli altri. Non lo fanno per ingannare, lo fanno per rassicurare. Perché in fondo a ogni stato d’animo negativo, a ogni situazione, anche la più disperata, sanno che c’è sempre Qualcuno in grado di volgerla al bene, sanno che c’è sempre Qualcuno che dice di non avere paura, e quel Qualcuno ce lo ripete così spesso nella Bibbia, come accennavo prima, che vuol dire che ne abbiamo davvero bisogno. Che servono persone capaci di ripetercelo di continuo, di fare da megafono a quel Qualcuno. Persone che sorridono per ricordarci che non dobbiamo avere paura, per farci una carezza, per sostenerci, e non per ipocrisia. Ci sono le facce sempre tirate di chi sorride ma magari sotto sotto vuole fregarti, facce da campagna elettorale, e ci sono facce molto simili di chi ti sorride per altri motivi. Molto simili ma completamente diverse. Pensiamo a Madre Teresa di Calcutta. Che aveva da sorridere, con tutto quello che vedeva? Sorrideva per amore. Ecco, una coppia ha bisogno di amici così. Ha bisogno di amici in generale, ma ha bisogno anche di amici così. Di rassicuratori. Di amici capaci di farti andare nel panico non perché ti ricordano tutti i problemi che ci sono in questo mondo, ma perché ti fanno presente che c’è Qualcosa di più, che comunque c’è sempre Qualcosa di più, Qualcosa per cui vale la pena mostrare i dentoni e sorridere. Che Dio trasformi anche noi in rassicuratori e ci aiuti a stressarci di meno per le cose di questo mondo e piuttosto a stressare Lui e tutti gli abitanti dei Piani Alti perché mandi rassicuratori in abbondanza. Da fare ce n’è. Ti amo.

 

 

Bonus tracks

L’AMICIZIA NELLA COPPIA della nostra fantastica Madre Maria Michela delle Monache del Cuore Immacolato!

“Il cammino di santità compiuto insieme, come coppia, nell’amicizia, è possibile, è bello, è straordinariamente fecondo ed è fondamentale per il bene della famiglia, della Chiesa e della società”. Giovanni Paolo II ha pronunciato queste parole in occasione della beatificazione dei Santi sposi Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, il 21 ottobre 2001.

La Parola di Dio ci insegnava, già dall’Antico Testamento, che “un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro. Per un amico fedele, non c’è prezzo, non c’è peso per il suo valore. Un amico fedele è un balsamo di vita, lo troveranno quanti temono il Signore” (Siracide 6, 14-16).

San Giovanni Bosco afferma che “il Signore ci ha messo al mondo per gli altri”. Questa è una grande verità! A partire da Cristo, l’amicizia ha acquistato un senso nuovo. “Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15, 13). L’amico è colui che ha scoperto il valore e la dignità del fratello, alla luce del Vangelo.

L’esperienza di una vera amicizia, all’interno della coppia, è una condizione di grazia profonda: fa sperimentare quanto l’altro mi ama e mi rende capace di amare sempre, amare per primo, amare perchè l’amore chiede di espandersi: è l’agape.

“Ha detto molto bene chi ha definito l’amico come metà della propria anima. Avevo di fatto la sensazione che le nostre due anime fossero una sola in due corpi”.  (Sant’Agostino)

In una coppia, l’amicizia nutre l’amore e l’amore nutre l’amicizia.
L’amicizia richiede e si nutre di fiducia, si scrive all’interno della reciprocità, entra nel cuore dell’altro e si sente portato dal suo, in contemporanea; è comune all’esistenza di entrambi, fa tutto per crescere ed innalzarsi al fine di essere come il roveto ardente, dove il fuoco brucia e non consuma in un continuo dialogo d’amore.

L’amicizia, quando essa si scrive nel contesto di una alleanza nuziale, se è nutrita da quell’atteggiamento del dono di sé per l’altro, fa scattare la scintilla che potenzia la comunione spirituale; così si è toccati dall’amore reciproco e ci si apre alla gioia di condividere e dare tutto per i figli.

L’amicizia spirituale diviene, così, un grande arricchimento interiore, un dono di grazia che trasforma. Per vivere questo tipo di amicizia, come coppia, occorre entrare insieme in quella miniera che è l’amore di Cristo, con l’intelligenza del suo Spirito. È un mistero così grande che, per saperne qualcosa, non c’è altra via che tuffarsi in esso…

 

Il super intervento del “rassicuratore” Lorenzo Belluscio!

Chi trova un Amico, trova un tesoro. Quanto e’ vera questa frase contenuta nel libro del Siracide!
Pensiamoci bene: quanti veri amici abbiamo? Pochi, molto pochi, spesso li contiamo sulle dita di una mano.
Ho sempre pensato che un amico sia quella persona che ti accoglie sempre con un sorriso e con un abbraccio, che sa quello che stai per dire ancora prima che tu apra bocca, che non ti giudica mai ma che con sincerita’, ha anche il coraggio di dirti sempre come stanno le cose, anche quando la verita’ puo’ essere scomoda da accettare.
E se pensiamo a queste caratteristiche come puo’ non venirci in mente Gesu’? Lui si’ che e’ un amico, un vero amico, Lui che non ci abbandona mai, Lui che cammina sempre al nostro fianco anche quando non vogliamo farLo entrare nel nostro cuore, anche quando pensiamo di farcela da soli, anche quando pensiamo che non esista.
Nel Vangelo di Giovanni Gesu’ dice: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici”.
Gesu’ e’ morto per noi per poterci abbracciare tutti un giorno nel Suo Regno. Puo’ esserci amicizia, amore piu’ grande e piu’ profondo di quello che Gesu’ ha dimostarto nei nostri confronti? No, assolutamente no.
A noi pero’ il compito di essere dei buoni amici, sempre piu’ generosi e sinceri, seguendo ogni giorno le orme di Gesu’, cercando di amare sempre di piu’ il nostro prossimo, accettandone i limiti e valorizzandone i pregi, ascoltandolo e facendo di tutto per renderlo felice.

 

Il testo della mitica amica Giulia Bovassi, giovane blogger, scrittrice e studentessa di bioetica, ma soprattutto promessa sposa del batterista della nostra band Nicolò!

“Fragile, maneggiare con cura!” è un avvertimento preventivo: sii mite nella reciprocità e benedici con perseveranza e carità! Essere amici in Cristo è un’attitudine alla disponibilità, ovvero: tu sei prezioso, come un fratello, così come sei, vulnerabile imperfezione a immagine e somiglianza di Dio, e piena Sua glorificazione. “L’amico ti ricorda l’alba nell’ora del tramonto”, ci dice Robert Cheaib. Nell’oscurità del dubbio, dei timori, delle debolezze, così come dinanzi a vette apparentemente ostili, nell’equilibrio precario di una svolta, tu amico incarni la mia supplica. La supplica che si riesca ad amare a prescindere, e che io possa essere, per qualcuno, un bene esattamente nella mia misura, piccola e personale. Nel tramonto, l’alba è chi ha voglia di essere, per un determinato tempo, i tuoi occhi finché a te stesso senti di non bastare, per questo «Non è bene che l’uomo sia solo!». Ecco si apre lo spazio condiviso della gratuità: non ci sono scopi egoistici, bensì l’altro è nutrimento solo in quanto possiamo esserlo insieme, nella trasparenza nuda e onesta del bene, sia essa supporto o sincero antagonismo restio ad abbandonare l’altro ad azioni nocive. Se vi fosse un principio di guadagno l’aria si farebbe viziata, i due soffocherebbero, la condivisione diverrebbe proprietà, la libertà usurpazione e la tolleranza sopravvivenza. Sentendo di essere accomunati dall’atto d’amore che ci ha voluti al mondo, ci riconosciamo, il cuore toglie le difese e ci percepiamo simili fra noi: si genera l’armonia fedele.
Questo tipo di amicizia è una potenza liberatrice: è libera di gioire per l’altro senza invidia, di risollevarlo senza provare piacere quando intravvede le sue debolezze; è libera perché è giusta e severa; è libera perché non si arrende mai al rancore, perdonando; è libera anche quando crea disagio perché significa che è viva per quel rapporto; è curativa nel senso che si presta ad essere strumento di bene per l’altro, chiede di agire, non si può dimostrare nell’immobilità. Può farlo solo perché presuppone il nostro punto di partenza: riconoscerci ugualmente creature, abili a oscillare fra sbagli e rinascite.
Non è facile, credo sia una risposta da coltivare, sottoposta alla sfida del cambiamento, e sono convinta che proprio la sua unicità pretenda un distinguo e un cammino talvolta anche di sofferenza, causata da questa umanità cucita addosso! Ma nella mia esperienza personale, poter avvicinarmi a Cristo mediante degli amici o sentirLo più vicino attraverso la loro preghiera, è stata ed è una grazia!

 

E ora un tipo losco…  Edoardo Dantonia, giovane autore del libro “Rivolta alla Locanda” e una delle penne del blog “Schegge riunite”!

“Si tratta semplicemente di quattro cinque persone che si piacciono e si incontrano per fare cose che amano fare”. Così Lewis definiva quel luogo in cui uomini diversissimi possono ritrovarsi e divenire fratelli; quella zona franca, per così dire, nella quale un avvocato, un pescivendolo e un pittore possono per un istante dimenticare regole, ruoli e apparenze ed entrare in comunione uno con l’altro. A me capita spessissimo, specialmente in quei luoghi e in quei momenti dove ci si abbassa tutti allo stesso livello: mi ritrovo fratello di colui che mangia alla tavola dove mangio io, che beve il vino che bevo io, che spara a zero sui politici come faccio io, che si lamenta della pioggia estiva come farei io se solo non amassi così spudoratamente l’acqua che vien giù dal cielo. Chesterton diceva: “Qualunque vera amicizia comincia dal fuoco, dal cibo, dalle bevande e dalla percezione della pioggia e del gelo”, vale a dire che non altro se non la carne è in grado di avvicinare i cuori, poiché è l’unico elemento che abbiamo veramente in comune tra di noi. Un avvocato ha di fatto ben poco da spartire con un pescivendolo: uno pronuncia arringhe, l’altro vende aringhe, e la somiglianza è meramente linguistica; uno fa il suo mestiere in giacca e cravatta, l’altro in tuta e magari con un bel paio di guantacci di gomma. Ma sotto queste apparenze si cela la stessa carne, lo stesso ammasso di organi che ha bisogno allo stesso modo di cibo, acqua, calore e di un buon bicchiere di vino o di birra. L’amicizia in fondo è questo: riconoscere nell’altro la mia stessa carne, vedere nell’altro me stesso, con le mie stesse debolezze e i miei stessi desideri umani, a prescindere dal mestiere, dai vestiti, dall’auto e dalle idee. “Ogni anima umana”, prosegue Chesterton, “deve compiere quel gigantesco atto di umiltà che è l’Incarnazione. Ogni uomo deve farsi carne per incontrare i suoi simili”.

 

 

 

 

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4 Comments

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  1. L’ha ribloggato su Kairose ha commentato:
    Una bella proposta: parlaci dell’amicizia. Ho preso carta e penna, il tempo di un lungo silenzio personale, qualche ricordo ed ecco che, attraverso la voce del “duo con l’anello” sono arrivata indirettamente ai microfoni di Radio Maria! Qui di seguito tutta la puntata del 3 luglio 2017.

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  2. Fate proprio capire quanto abbiamo bisogno di chiedere di diventare noi dei rassicuratori, la sottoscritta in primis. Grazie mille, vi ho ascoltati entusiasta ieri. Continuate così sotto il Manto della Mamma!

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