Per Charlie

Condividiamo alcune parole che riteniamo preziose delle nostre amiche Paola Belletti, Maria Rachele Ruiu (entrambe tratte dal loro profilo FB) e Valeria Testa sul piccolo Charlie Gard e la decisione della Corte Europea dei Diritti Umani di lasciarlo morire “per il suo bene”.  Parliamone, diffondiamo questa storia, perché riguarda tutti, perché  se possono farlo a un bambino possono farlo a tanti altri. E soprattutto preghiamo.

 

Sentiamo fiato di inferno. Questo male deciso d’ufficio, questo male evidente travestito di carte e coperto dall’incenso di falsi ragionamenti, che bruciano in turiboli di anime malvagie; di anime schiave, ma ben vestite; di anime con una reputazione, degli incarichi e una crudele insulsa pietà e che compiono zelanti il loro dovere; e servono solo Mammona. E odiano gli uomini quindi anche se stessi. Amano il potere che servono e li distruggerà. Un’angoscia mi stringe il cuore, sentiamo l’assedio attorno all’innocenza di questi bambini che non hanno neanche il potere di scacciare le mosche che gli si appoggiano sul viso e invece stanno tenendo ferma la mano del castigo divino. Mi viene da vomitare. Bisogna pregare piangere fare penitenza. Signore per quei piccoli martiri che non avresti voluto tocca i cuori più induriti.

Paola Belletti

 

 

Non ci faremo strappare la Speranza neanche da voi, nuovi Erodi.
Non ci lasceremo edulcorare dalle parole “diritti” e “umani”, svuotate dalla vostra superbia, vuota, illusa, rindondante.
Non ci vergogneremo di guardare al Cielo.
Forse faremo una fatica enorme per pregare per voi, nemici dell’umanità.
Forse faremo una fatica enorme per ricordarci che l”uomo è più il bene che desidera che il male che compie.
Forse faremo una fatica enorme per ricordarci che la “nostra” battaglia, non è contro di voi, ma contro chi vi ha annebbiato il cervello e chiuso l’Infinito.
Forse faremo una fatica enorme a non pensare neanche un secondo “occhio per occhio, dente per dente”.
Forse faremo fatica, ma ce la faremo.
Perché non ci avrete. Mai.
Continueremo ad alzarci in piedi ogni volta.
Ci alzeremo in piedi ogni volta che
la vita umana viene minacciata. [Anche la vostra].
Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita
viene attaccata prima della nascita. [Anche di vostro figlio].
Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha
l’autorità di distruggere la vita non nata.
Ci alzeremo quando un bambino viene visto
come un peso
o solo come un mezzo per soddisfare un’emozione
e grideremo che ogni bambino
è un dono unico e irripetibile di Dio.
Ci alzeremo quando l’istituzione del matrimonio
viene abbandonata all’egoismo umano,
e affermeremo l’indissolubilità del vincolo coniugale.
Ci alzeremo quando il valore della famiglia
è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche,
e riaffermeremo che la famiglia è necessaria
non solo per il bene dell’individuo
ma anche per quello della società.
Ci alzeremo quando la libertà
viene usata per dominare i deboli,
per dissipare le risorse naturali e l’energia
e per negare i bisogni fondamentali alle persone
e reclameremo giustizia.
Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti
vengono abbandonati in solitudine
e proclameremo che essi sono degni di amore,
di cura e di rispetto. [Anche per voi, per i vostri genitori, per i vostri amici più cari, per i vostri parenti e compagni di Vita.]”
Faremo fatica, ma non dimenticheremo di chiedere aiuto al nostro Alleato.
E resteremo qui, ai nostri posti, in piedi, senza essere avvelenati dallo stesso veleno che ha inebriato voi.
E combatteremo non perché davanti a noi ci siete voi, non vi odieremo, odiamo chi vi inganna, ma perché vogliamo proteggere quello che amiamo, l’uomo. [Semi cit GKC.]
Resisteremo per noi, per i nostri figli, per i nostri nipoti.
Resisteremo per voi, per i vostri figli, per i vostri nipoti.
Non permetteremo che sia strappata la Speranza.

Maria Rachele Ruiu

 

 

Così dice il Signore: «Una voce si ode da Rama,
lamento e pianto amaro:
Rachele piange i suoi figli,
rifiuta d’essere consolata perché non sono più».


Ti chiedo scusa, Charlie.
Perché non sono stata abbastanza. Perché oggi non siamo abbastanza per te, perché ci stiamo lasciando sfuggire la tua inestimabile vita tra le mani, senza un briciolo di amore.
Ho il petto lacerato dal dolore, gli occhi gonfi di lacrime che non so se verranno fuori, nella testa un ritornello che risuona come cieca follia, impossibile. Eppure sta accadendo.
Vorrei essere una carezza per la tua mamma, una mano per il tuo papà che stringe i denti per darle forza… mentre con te in braccio proseguono lungo la strada del calvario, mentre si preparano ad accostarsi alla Croce…

Grida Rachele, è inconsolabile, tocca le viscere di questo straziante amore.
Non sono abbastanza per te, bambino mio, non io. Ma un Altro, sì.
Questo mondo folle non è per noi, e tu questo lo sai bene, piccolo Charlie, tu che sei un dito puntato al Cielo!
Ma al fondo di queste lacrime abita la Speranza.

Nel mondo, ma non del mondo. È così che mettiamo un passo avanti all’altro, che stringiamo forte la mano di Maria inchiodati sotto la croce di chi amiamo, la sguardo fisso un po’ più avanti, negli occhi di Chi da quella Croce ci ha già salvati tutti.

Dice il Signore:  «Trattieni la voce dal pianto,
i tuoi occhi dal versare lacrime,
perché c’è un compenso per le tue pene;
essi torneranno dal paese nemico.
C’è una speranza per la tua discendenza:
i tuoi figli ritorneranno entro i loro confini.»

Valeria Testa

 

 

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