No yoga no parto

“Yeah. Anti-metodo per sedurre la propria femmina dopo averla sposata” di Giuseppe Signorin

Ok, “yeah” non è un termine particolarmente “patriottico” – e neanche “ok”. Non sarò certo io a farti la morale sull’importanza delle radici: le radici sono fondamentali, certo, ma “yeah” si può dire, tranquillo, soprattutto se è una sottile presa per i fondelli nei confronti di quegli sfigati che fanno ancora l’occhiolino. Sai bene che sono un tipo eclettico e con una vocazione internazionale. L’anti-metodo che hai il privilegio di sperimentare vale per te ma anche per qualsiasi altro. È qualcosa di universale, non sono cattolico a caso.

Però ecco, quando la cosa diventa seria e senti gente che fa marketing o social management e conosce più parole che terminano con consonanti che con vocali, ti autorizzo a chiamare le Forze dell’Ordine. Figuriamoci poi se invece di fare ginnastica come Dio comanda fanno yoga. No, a questo punto puoi fare ordine direttamente tu. Tanto più se c’è di mezzo tua moglie.

Senti questa storiella: un’amica di mia moglie aspetta una figlia, ha un pancione che metà basta, le consigliano quindi di fare il corso pre-parto o come si chiama, quello pubblico intendo, però poi scopre che nel corso pre-parto in pratica si fa yoga. A lei lo yoga e altre diavolerie del genere non vanno a genio – può succedere che a qualcuno, anche se non siamo più nel Medioevo, non piacciano yoga e simili? Grazie a Dio può succedere – e quindi chiede se è possibile evitare di seguire le lezioni di yoga. La tizia del pre-parto va in escandescenze e le dice che non è possibile (è già tanto che non si sia presa dell’omofoba). Dopo un po’ di peripezie l’amica di mia moglie riesce ad avere la dispensa dalla parte che riguarda lo yoga… però il resto del corso in pratica consiste in strane visualizzazioni che forse forse era meglio lo yoga…

Ma un po’ di ginnastica e basta, no? Va beh che a partorire ormai sono rimasti quattro gatti e qualche umana, ma almeno queste povere Cristo potranno scegliere di fare una ginnastica che non abbia un nome in sanscrito?

Che c’entra questo con la seduzione di tua moglie? Ti piacerebbe avere una che occupa tutto il letto e s’immerge nel vuoto più assoluto assumendo la posizione del loto perché le hanno detto in ospedale che fa bene al sistema respiratorio? Allora cerca di prevenire, caro il mio saputello. Portala spesso e volentieri a passeggiare nei boschi e poi in una chiesetta, una ventina di minuti in ginocchio a mani giunte recitando il Rosario e chiedendo la grazia dall’Alto. In poco tempo avrete tutto il fiato che vi occorre per fare uscire il marmocchio o la marmocchia e i muscoli del corpo che più sodi non si può.

Ok?

Yeah.

 

 

Se ritenete che l’attività di cotanto seduttore vada sostenuta, acquistate il capolavoro epistolare “Lettere a una moglie. Ovvero la genesi del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif”, ottimo anche per far volume in libreria o come regalo per chi non vi sta troppo simpatico. Lo trovate qui o qui.

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