Come Giuseppe (san)

Carlo Martinucci per il Mienmiuaif Day 2017

Fantastica giornata al secondo Mienmiuaif Day (ieri 11 giugno all’Agriturismo San Giuseppe di Gattatico)! Mi era stato chiesto di dire due parole in quanto nominato “marito dell’anno” :’). Ecco quello che ho detto, sperando possa essere di aiuto a qualcuno.

I frati francescani della Porziuncola di Assisi (e in particolare il mitico fra Pasqualino) hanno organizzato un corso per soli uomini, chiamato “Come Giuseppe”, incentrato sulla virilità e sull’essere uomini oggi, in un mondo sempre più femminilizzato e privato delle figure maschili e paterne. Le donne hanno Costanza Miriano, ormai da anni. Ecco, almeno adesso noi abbiamo un corso.
Fatto sta che ad inizio maggio, assieme a un po’ di amici padovani (Nicolò, Marco, Alex, Michele, Moreno), ci siamo andati. Siamo stati fuori due notti, dal 5 al 7 maggio, quindi abbiamo abbandonato mogli e fidanzate per un paio di giorni, ma pare che non ne abbiano troppo sofferto e anzi si siano date alla pazza gioia.
Sono stati tre giorni molto belli, sicuramente per l’amicizia e il contorno e tutto, ma nello specifico sono stati giorni molto ricchi di spunti di riflessione e di idee, con risvolti anche molto pratici. Fra le tante cose significative, per darvi un’idea e come incentivo ad andarci (o a mandarci i propri uomini), vorrei lasciarvi due suggestioni.

  1. Libro di Giosuè, primo capitolo: Mosè è appena morto, il Signore parla a Giosuè e gli dà il compito di concludere l’opera di Mosè e fare arrivare gli Israeliti nella terra promessa. Gli parla e gli ripete tre volte: “sii coraggioso e forte, perché tu dovrai mettere questo popolo in possesso della terra bla bla… Solo, sii forte e molto coraggioso, cercando di agire secondo la legge che ti ha prescritta bla bla… Non ti ho io comandato: sii forte e coraggioso? Non temere dunque e non spaventarti, perché è con te il Signore tuo Dio, dovunque tu vada”.
 Possiamo dire che questo è un comandamento specifico dato agli uomini, non solo un consiglio opzionale, ma un comando: sii coraggioso e forte, prendi in mano le redini della storia e fai la tua parte.
    Se serve, l’uomo si sacrifica, dà la propria vita, perché il nostro compito è essere coraggiosi e forti. L’eroe americano è “macho” perché passa indenne in mezzo alle fiamme, ma è finto: l’eroe europeo è ancora più uomo ed è ancora più realistico, perché l’eroe europeo muore.
    Un uomo virile è Roy Larner, 47 anni, tifoso del Millwall, che ha prima insultato e poi affrontato i tre terroristi islamici durante l’attentato di Londra, ricevendo varie coltellate ma trattenendoli qualche manciata di secondi e lasciando così il tempo di scappare a molte persone. E ha detto “Lì per lì non ho pensato molto alla mia sicurezza, avevo bevuto cinque pinte e ho deciso di affrontarli.” A me ricorda Gandalf, che affronta il Balrog, creatura di fuoco e ombra. L’uomo è forte e coraggioso e se serve è disposto a sacrificare la propria vita, per dire “tu non puoi passare”. Per citare Chesterton, l’uomo è disposto a combattere e morire non per odio di chi affronta, ma per amore di chi difende (cfr. “Ortodossia”).
    Quindi questo è il primo spunto: uomo, sii forte e coraggioso, è un ordine, non un suggerimento!
  2. Il secondo spunto che vorrei lasciarvi è, giustamente, su san Giuseppe, ed è tutto contenuto in un’idea: la virilità, Gesù l’ha imparata da Giuseppe.
 Giuseppe era reciproco a Maria. Protettore, aveva la forza, la sicurezza, la tenerezza.
 Giuseppe significa “colui che fa aumentare”. 
Ha fatto crescere Gesù, nell’amore (l’amore della madre è quasi scontato, ma quanto è importante che anche il padre, in modo esigente anche, faccia crescere nell’amore), nel dono di sé (il padre “diminuisce” perché il figlio aumenti), ha dato la legge (le regole le dà il padre e le fa rispettare), il pane, ha insegnato il lavoro. Gesù cresceva in età, sapienza e grazia perché san Giuseppe lo faceva crescere.
 Giuseppe ha “separato” Gesù dalla madre e consegnato il figlio alla vita: a un certo punto arriva il dolore: il padre insegna a soffrire, la madre consola. Il padre dice: “ce la puoi fare”.
 Anche l’ostetrica del corso preparto a cui siamo andati io e la Costi l’ha confermato, quindi è vero :D. La madre ti fa sentire amato, il padre ti fa sentire capace. L’autostima te la crea tutta tuo padre, è tuo padre che ti dice “bravo”. Il padre fa cogliere il momento favorevole, “l’ora”, l’occasione.
    Quindi ecco il secondo spunto, se Gesù ha imparato la virilità da san Giuseppe, possiamo impararla anche noi da lui e chiedere la sua intercessione per essere più uomini, cioè forti, coraggiosi e capaci di amare e di dare la vita.

 

L’ultima canzone dei Mienmiuaif dove – fra le righe (e fra le note)… – si chiede l’intercessione di San Giuseppe.

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