Il regalo per la fine della scuola di padre Maurizio Botta

Ai ragazzi che in queste ore festeggiano la fine della scuola vorrei far dono di questa piccola omelia che scrissi per la Festa di San Filippo del 2015. Vi benedico. Padre Maurizio Botta

Appena dici San Filippo subito si pensa ai ragazzi e ai bambini. Questa è la sua fama, anche se storicamente non è proprio corretto. Allora questa mattina mi rivolgo a loro. Mi sembra che voi abbiate sulle spalle un peso in più. Vi è chiesto, visto che siete giovani, quasi come un dovere morale di essere felici, gioiosi, entusiasti, non annoiati. Vorrei dirvi che mi sembra sleale che adulti tristi, arrabbiati e cinici chiedano a voi di essere quello che non sono loro, solo perché avete venti o trenta anni in meno. Adulti vecchi che analizzano cupi il vostro mondo senza autocritica per quelle loro idee e quelle loro scelte anche politiche che lo hanno generato. Quello che io vedo spesso invece sono le vostre sofferenze nascoste, quelle che raccontate a pochissimi. Il dolore di chi non ha un papà. Il dolore di chi non ha una mamma. Lo strazio tutto vostro di sentire che i vostri genitori si insultano e si odiano. L’umiliazione di andare di qua e di là con il vostro zaino perché i vostri sono separati, dovendo sempre dire, da attori consumati, che va tutto bene e che non vi manca nulla. Il disagio di fingere di essere sereni perché capite che i vostri genitori non sopporterebbero il peso della verità. Il vostro dolore perché papà e mamma bevono. Vedo e sento in voi la paura che è di tutti noi: la paura di morire. L’angoscia dei complessi. Il vostro sentirvi brutti, grassi, bassi. L’odio di essere in un corpo che non vi piace. Qualcuno di voi si sente solo e invisibile e quasi preferirebbe uno schiaffo per sentire nella carne che la sua vita interessa ad un adulto. Il vero Filippo conosceva le lacrime. Le sue intime preghiere sono intrise di lacrime. E il vero Filippo conosce l’antidoto alla sofferenza. Vi prego, questa sera nel segreto della vostra camera, nel vostro letto, sperimentate che non vi sto mentendo. Chiedete lo Spirito Santo dicendo così:

Vieni Spirito Santo, vieni per Maria.

Non dite questa preghiera una volta sola, ma addormentatevi così, respirandola. Chiedete che venga a consolarvi, a proteggervi dal male, dal dolore. La Gioia e la Pace che fiorirà dalla vostra sofferenza  è quella dello Spirito di Dio che nessuno potrà togliervi.

 

Articolo tratto dal blog Cinque passi al Mistero

Di padre Maurizio Botta abbiamo l’onore di ospitare nella collana “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio“, edita da Berica Editrice, il libro “Cento minuti sul Vangelo. Per capire chi è Lui

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