Un aperitivo con gli amici di Campari&deMaistre parlando del loro libro “controrivoluzionario”!

Cari amici di Campari&deMaistre, sono ormai due anni che collaboriamo assieme per combattere la buona battaglia. Perché avete deciso di scrivere questo libro, “Pensieri controrivoluzionari. Fede, società, cultura“? Non vi bastava l’impegno quotidiano del blog?

Il nostro blog, che è nato per iniziativa di due amici davanti ad una pizza e una birra, ha catalizzato in cinque anni un vasto interesse fra un pubblico di tutte le età, ma soprattutto in ambito liceale e universitario. I membri della redazione, allora giovani universitari, sono cresciuti per certi versi assieme ai lettori ed era giusto quindi celebrare un’esperienza che ha dato molti buoni frutti. Non è sbagliato dire che il blog è diventato un punto di riferimento per molti ragazzi e ragazze che stanno vivendo un’esperienza cattolica coerente, in un mondo che va esattamente dalla parte opposta. Questi giovani spesso ci scrivono che trovano in ciò che leggono sulle nostre pagine alcune spiegazioni per supportare le loro scelte e questo non può che pungolarci a fare sempre di più e sempre meglio, anche dandoci ad esperienze editoriali mature come un libro. Quest’avventura ci ha permesso inoltre di mantenere una visione più di lungo respiro rispetto alla quotidianità che caratterizza il blog, e di riflettere in maniera organica sugli argomenti che abbiamo trattato nel corso di questi anni.

Qual è il messaggio principale del libro?

Leggendo il libro non si può non avvertire la presenza di una costante, che risponde al nome di divisione (di cui conosciamo bene il padre), la quale si manifesta attraverso una lunga serie di spaccature elencate minuziosamente nei vari capitoli: l’abbandono della fede da parte della Cristianità, l’allontanamento dei popoli dalla Madonna e dai Santi, il rifiuto del reale da parte dell’uomo, la separazione tra fede e ragione, la rottura delle relazioni all’interno della famiglia con l’introduzione di aborto e divorzio, l’incompatibilità tra sesso e genere, l’equiparazione tra verità e menzogna, l’autonomia morale dell’economia e della politica, l’incomunicabilità fra le nazioni, il rifiuto delle proprie radici… Come avrete intuito, si tratta dei castighi derivanti dal peccato originale, quella ferita iniziale che ha rotto la nostra amicizia primigenia con Dio, ignorata la quale non si può comprendere niente di quello che accade. Quindi, per ritornare all’amicizia con Dio e per collaborare al ritorno di quell’ordine perduto, c’è solamente una strada: prendere come modello da imitare la Santissima Trinità, società perfetta in cui le relazioni sono così forti da costituire le persone divine: relazioni di Amore, di Misericordia e di Giustizia.

15181132_1020552354720209_8047681874002419198_n

Partiamo dal titolo: “Pensieri controrivoluzionari”. Cos’è la Controrivoluzione?

Sul retro del libro è riportata la frase del filosofo Joseph de Maistre: “la Controrivoluzione non sarà una rivoluzione al contrario, ma il contrario della rivoluzione”. E’ una categoria filosofica che affonda le sue radici da un lato nella teologia tradizionale ma dall’altro nel sentire più profondo dei popoli. I primi controrivoluzionari furono i vandeani che vennero massacrati dai rivoluzionari francesi che li perseguitarono per la loro fede in Cristo. Contadini e nobili combatterono insieme armi in pugno contro le truppe giacobine: si trattò di una Controrivoluzione armata, dettata dalla volontà di sopravvivere a sacrilegi, massacri e stupri. Di fatto la Controrivoluzione oggi è (per ora) solo intellettuale, un’opposizione totale a tutto ciò che discende dalla cosiddetta Rivoluzione Francese e ai suoi falsi ideali: l’uguaglianza, che crea uomini non uguali davanti a Dio ma una massa indistinta che si trascina sulla terra senza ragione alcuna; la libertà, di cui si perde il vero senso, che riguarda l’adesione al bene e non l’assenza di vincoli; la fratellanza, impossibile senza riconoscere un Padre comune. La rivoluzione è una categoria filosofica vera e propria, che indica ciò che vuole sovvertire la realtà tradizionale basata sulla legge divina per instaurare una realtà anti tradizionale e dunque anti cattolica, falsa e anti umana. Massimo esponente ed iniziatore del pensiero controrivoluzionario è stato Joseph de Maistre, ma ci piace ricordare anche Juan Donoso Cortés e, personaggio più recente, il brasiliano Plinio Correa de Oliveira.

Nel primo capitolo si parla di Maria come della Regina della Controrivoluzione. Sembra una nuova litania.

Maria è invisa a tutti i movimenti che avversano la Chiesa Cattolica e la sua dottrina, a partire dai protestanti. Ella in ogni momento della storia si è spesa per avvertire l’uomo dei suoi errori (nel capitolo descriviamo vari interventi che hanno cambiato il corso della storia) ed invitarlo a ricredersi, a tornare sui suoi passi. Non è un caso se una delle più clamorose apparizioni della storia sia avvenuta a Lourdes, in Francia, nazione che da figlia prediletta della Chiesa è diventata una delle sue più grandi traditrici. Immancabilmente questi inviti sono stati disattesi e la modernità ha mano a mano rifiutato la figura della Madonna, con i risultati che vediamo. Abbiamo dedicato a Lei il libro, che si apre e si chiude con la Sua preziosa presenza.

I capitoli successivi riguardano metafisica, ragione e fede. Perché inserire queste categorie vetuste in un libro del 2016?

Vanno inserite soprattutto in un libro scritto nel 2016, perché ormai nel dibattito cattolico, che influenza quello pubblico, se ne sono perse le tracce. Tutto è materia, il che è insensato per la tradizione aristotelica prima e tomista poi, in cui il primato spetta all’essere. E dire che del rapporto fra Fede e ragione si è parlato per anni (basti pensare alla grandiosa enciclica di san Giovanni Paolo II), dimostrando che vanno a braccetto verso la Verità: una ragione senza fede non ha alcun senso, e viceversa. Noi abbiamo voluto fornire un viatico ai nostri lettori per ribadire dei punti basilari dell’approccio seriamente cattolico alla realtà: solo costruendo le proprie fondamenta sulla roccia si evita che ciò che ci si costruisce sopra non crolli.

Arriviamo poi al capitolo sulla Sacra Liturgia, attorno alla quale affermate che si giocano molti dei destini del popolo cattolico. Perché un capitolo sulla Messa in Latino, considerata ormai anche da molti cattolici come un relitto  del passato fortunatamente abbandonato?

Ancora oggi, dopo quasi 10 anni dal Motu Proprio “Summorum Pontificum”, qualcuno ha l’ardire di bollare la cosiddetta Messa in Latino come una specie di sfida, anche se non si è ancora capito cosa c’è da sfidare. Il testo di Benedetto è chiaro: “Numquam abrogatam”, mai abrogata. E si badi che quel numquam non vuol dire “fino ad ora” ma mai in senso pieno. Azzardiamo nel dire che Benedetto volesse sottolineare che una liturgia non è abrogabile come se fosse un atto giuridico e infatti nessuno ha mai lontanamente pensato che una Messa celebrata con il messale tradizionale non fosse valida. Oggi la Messa “antica” riscuote un grande seguito, soprattutto fra le giovani generazioni. Abbiamo voluto spiegare i motivi profondi che spingono migliaia di persone a scegliere il messale di Giovanni XXIII, in particolare invitiamo a riflettere su ciò che la modernità ci ha tolto in ogni fase della nostra vita, il silenzio, che a Messa diventa contemplativo. Silenzio che ritroviamo quando andiamo alla messa “antica”. C’è poi la questione ancora aperta del modo in cui ci si accosta all’Eucarestia, la lingua latina, l’ordine liturgico in generale. Analizziamo ciò che definiamo “il crollo della liturgia”, rilevando, come già scritto anche sul blog, che l’ignoranza liturgica è foriera di ignoranza esistenziale.

La prima parte si conclude con un singolare capitolo dal titolo “La via esoterica al transgenderismo”. A volte invitate gli altri a posare il fiasco… questa volta lo dovete posare voi?

In realtà questo capitolo coglie il vero punto su cui si giocano molti fraintendimenti. Il disegno di distruzione della persona umana non è un semplice capriccio ideologico di qualcuno o una trovata di marketing per vendere prodotti ad hoc, anche se ad un livello più basso è entrambe queste cose. Nel momento in cui alziamo il livello ci accorgiamo che la sfida alla natura dell’uomo viene da lontano e non ha origini umane, ma molto più pericolose: si tratta di un passaggio fondamentale nella lotta fra Ordine e Caos, Trinità e Diavolo. Il serpente non ha mai smesso di tramare e lo fa con tutta la sua intelligenza e astuzia. Per capire l’evoluzione della situazione odierna non basta analizzare i testi ufficiali, ma dare uno sguardo anche alla tradizione esoterica, che ha influenzato l’Accademia molto spesso.

La seconda parte è più attuale e  appare molto critica verso la realtà odierna; in particolare parlate di una “lotta fra la Chiesa e il mondo” e di una ridiscussione del ’68, che da quello che scrivete sono le due facce di una stessa medaglia. Non temete di non essere capiti?

In realtà ciò che scriviamo è comprensibilissimo. Abbiamo ucciso i padri dopo avere disonorato il Padre, ora stiamo uccidendo le madri dopo aver dimenticato la Madre, stiamo abortendo i nostri figli dopo aver nascosto il Figlio, stiamo uccidendo le relazioni umane dopo aver decostruito la Trinità. Riteniamo che il ’68, una fase deleteria del fenomeno rivoluzionario, sia il fallimento finale di tutte le teorie anti umane e anti cristiane degli ultimi due secoli: parafrasando Del Noce, la Rivoluzione si è suicidata, lasciando però una scia di sangue e di disperazione senza precedenti. Il ’68 va dunque rettificato poiché da esso non è venuto granché di buono: il concetto è ribadito più volte nel corso della seconda parte. Il ruolo della generazione di chi oggi ha fra i 20 e i 40 anni sarà basilare: a loro principalmente è rivolto il libro, che è scritto da loro coetanei.

Non poteva mancare la parte sulle questioni bioetiche più calde, relative al matrimonio e alla famiglia. Quali sono i punti principali della trattazione?

In linea con l’idea che il ’68 sia un incidente della storia, approfondiamo la storia della famiglia e la sua attuale crisi, dovuta ad una volontà di distruggerla. Parliamo inoltre delle istanze “pro life”, dell’aborto e della lotta contro la vita che viene condotta ormai dalle potenti forze del mondo. Ovviamente noi nel nostro piccolo ci opponiamo a tutto ciò.

La terza parte è molto vasta e parla di geopolitica ed economia internazionale. Di cosa vi siete occupati?

Partendo da una critica radicale all’Unione Europea, vista come un moloch decisamente anti cristiano, che nasce con dei presupposti morali vagamente cristiani per poi diventare l’unione sovietica europea, che sta devastando moralmente (attraverso le leggi anti umane) ed economicamente (con l’euro) le nazioni europee, tra l’altro senza nessun mandato popolare. Abbiamo sviluppato inoltre un’analisi filosofica e politica che comprende il ruolo dell’Islam, il rapporto della Russia con gli Stati Uniti, la questione del Vicino Oriente, accennando al dialogo che si sta instaurando fra Oriente e Occidente, e dal quale siamo sicuri verrà qualcosa di buono, come amava ricordare san Giovanni Paolo II. Il punto fisso è che l’Oriente non è un nemico da combattere ma una controparte con cui discutere, basandosi però sulla Verità e sul rispetto. Oltre a ciò, interessanti sono le considerazioni circa il liberalismo occidentale e il suo rapporto con l’Islam. Abbiamo inserito anche un saggio sulla globalizzazione finanziaria, a partire dalla quale cerchiamo di mostrare le vere cause della crisi che ci colpisce.

L’ultima parte appare anch’essa inusuale, si parla di devozioni e di ritorno al monachesimo, “che brutta fine” potrebbe pensare qualcuno. Che messaggio volete far passare?

L’Occidente (noi compresi) prega poco e se ne vedono gli effetti. All’interno della Chiesa Cattolica molti da decenni deridono le devozioni, bollandoli come sciocche superstizioni: i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L’Occidente deve recuperare se stesso e può farlo solo recuperando la Croce. L’ultimo capitolo spiega che, come il monachesimo è stata la spina dorsale dell’Europa, per ricostruire un mondo nuovo sarà necessario rilanciare anche la vita monastica.

Che progetti avete in futuro? Vi chiudete in monastero (per la gioia di molti)?

Il 2017 sarà un anno interessante, speriamo in linea con il 2016, soprattutto in vista dei centenari che si ricorderanno, in primo luogo quello delle apparizioni di Fatima, a cui dedicheremo molto spazio. Presenteremo il libro dove ci chiameranno (stiamo già organizzando incontri a Piacenza, Milano e Torino) e vogliamo far crescere il blog sempre di più. Un tentativo non solo di riflettere con i nostri lettori, ma anche di (ri)evangelizzare qualche pecorella smarrita.

 

Il libro si può acquistare qui

Annunci

Posted In:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...