Dimentica il numero

“Yeah. Anti-metodo per sedurre la propria femmina dopo averla sposata” di Giuseppe Signorin

La cosa più ovvia, quando una ti piace, è chiederle il numero di telefono. Quando invece sei sposato, si presume che tu il numero già ce l’abbia. Bene: dimenticalo. Dimenticati il numero. Tienilo pure in rubrica sotto uno di quei nomignoli che le fanno tanto piacere, ma poi dimenticalo. A noi infatti non interessa diventare “uomini che non devono chiedere mai”. Siamo già oltre, essendo mariti. E poi un uomo che non deve chiedere mai si presume che il numero di telefono della propria donna lo conosca a memoria, altrimenti sarebbe costretto ad abbassarsi e chiederlo. Noi invece aspiriamo all’umiltà e amiamo abbassarci per chiedere ogni volta (come se fosse la prima) alla nostra sposa il suo numero di telefono.

Fidati: questa è una cosa che non serve assolutamente a niente. A lei piacerà. Subito la riterrà una mancanza nei suoi confronti, soprattutto se conosci a memoria altri numeri, tipo quello di tua madre. Ma un po’ alla volta si affezionerà a questa tua smemoratezza. Però ricordati: se anche ogni tanto il suo numero non riuscissi a dimenticarlo e riaffiorasse nitido fra i tuoi pensieri, magari nel momento in cui qualcuno te lo chiede e lei è lì presente, non dirlo. Fa’ l’uomo: lascia il posto a lei. Non c’è bisogno di mentire: cerca innanzitutto di essere un buon cristiano. Lasciala semplicemente rispondere. Al massimo fa’ un cenno: “Prima le donne”.

Per concludere, un sillogismo: “Le femmine non sono tutte uguali. Le mogli non sono tutte uguali. Le mogli però sono tutte femmine”. Ok, non è un sillogismo aristotelicamente perfetto ma spiega bene le modalità psichiche attraverso cui voglio che tu seduca tua moglie. Se ragioni e le parli così, lei inizierà a confondersi o più probabilmente si arrabbierà perché dici cose senza senso. Allora potrai dirle che è bellissima. Il discorso del numero di telefono da dimenticare segue la stessa logica. Non è una cosa grave, per la quale sarebbe poi complicato sbrigarsela con un “sei bellissima”. È una cosuccia senza senso e di poca importanza ma che può fare il gioco nostro. La seduzione della propria femmina dopo averla sposata è un affare quotidiano, snervante. Servono tanti piccoli mattoncini.

Capito? Ora puoi rispondere “yeah” (meglio senza punto esclamativo, fa più self-control).

 

 

Se ritenete che l’attività di cotanto seduttore vada sostenuta, acquistate il capolavoro epistolare “Lettere a una moglie. Ovvero la genesi del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif”, ottimo anche per far volume in libreria o come regalo per chi non vi sta troppo simpatico. Lo trovate qui o qui.

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