Jury e Debora – “Come un prodigio” fra i carcerati

(bellissimo racconto della cantautrice Debora Vezzani sulla tappa del  “Come un prodigio tour” insieme al marito Jury nel teatro del carcere di Castelfranco Emilia, a Modena, giovedì 17 novembre)

14992048_10210787695679126_6316676798519488603_n
Juri e Debora prima dell’incontro

Consegnamo le carte d’identità. Lasciamo i cellulari.
La guardia carceraria si avvicina e mi dice che è da un paio di giorno che ascolta “Come Un Prodigio” senza smettere.
Le sbarre, un portone bianco, il prato, una statua di Maria, alcune panchine sotto un tendone e poi il teatro.
Il teatro del carcere.
Un caldo confortevole che ci fa dimenticare la pesantezza del luogo che siamo stati chiamati a visitare.
“Questi sono i detenuti peggiori che potevate incontrare”, ci avvisa il responsabile, “hanno tutti commesso per tre volte lo stesso reato, sono recidivi, sono gli internati”.
Videoproiettore, soundcheck, una bottiglietta d’acqua, il microfono che un po’ barcolla.
Tutto è pronto per cominciare un’avventura che mai avremmo pensato di vivere.
Fusi nella Divina Volontà chiediamo a Dio di illuminare ogni nostra parola, perché tutto ciò che uscirà dal nostro cuore sia figlio primogenito della Sua Volontà.
Alcune voci dalle radioline delle guardie catturano la nostra attenzione: stanno arrivando.
Sorridenti, tatuati, con la sigaretta in bocca, i buchi nelle orecchie e l’orecchino sul labbro inferiore.
E gli occhi che brillano.
Ci abbracciano, ci baciano, ci danno il benvenuto.
Uno di loro ci consegna un foglietto con una poesia, per ringraziarci di essere con loro.
Si siedono sparsi e noi li invitiamo a venire nelle prime file.
Si spengono le luci, parte il primo video.
“Non importa chi tu sia, non importa chi tu sia stato. Non esistono eccezioni, non esistono cause perse: Egli è qui”.
Con queste parole comincia la nostra testimonianza in musica e parole nel carcere di Castelfranco Emilia.
“Ave Maria” è l’iniziale abbraccio materno per loro, figli di Dio.
Inizio il racconto della mia vita e i ragazzi sembrano subito conquistati dalle sofferenze vissute.
Ogni tanto qualcuno interrompe con qualche battuta che mi fa scoppiare a ridere e crea complicità e confidenza.
Canto “Venticinque” e poi “Come Un Prodigio”.
Comincia il racconto della mia conversione e delle Meraviglie concrete di Dio, dopo tante sofferenze nella vita.
E poi tutte quelle “coincidenze”: “Come Un Prodigio” sul santino del battesimo, il sogno di Maria, il pacco giallo con il cuore sulla data della mia nascita, il contratto con San Giuseppe e la canzone uscita in tutto il mondo”.
Sono letteralmente conquistati.
Convinti.
Vinti.
I dati schiaccianti di una realtà che nel concreto dimostra l’Amore di Dio e il Suo intervento per venirci a recuperare nella miseria in cui ci troviamo.
L’applauso corale a San Giuseppe è stato decisamente uno dei momenti storici di questa giornata di Grazia.
Lascio il microfono a Jury e si apre il discorso sulla castità prematrimoniale e sulla purezza.
Mai avuto un pubblico così.
Jury illuminato e ispirato nella dolcezza, nei termini, nell’autorità degli argomenti.
Tutti gli occhi incollati. Non si muove una foglia.
Un grande applauso finale e viene proiettato il video del nostro matrimonio, che porta il ragazzo con tatuaggi e buchi negli orecchi ad asciugarsi con la mano le lacrime.
Riprendo con la musica.
“L’amore non conta mai il male ricevuto.
L’amore tutto scusa, l’amore tutto crede, l’amore tutto spera..e tutto sopporta”.
Ho gli occhi addosso.
Ho i cuori addosso. Dentro al mio.
Tutti in piedi e si balla “Dio è più grande”: “L’Amore noi lo conosciamo, Dio ha dato la Sua vita a noi”.
Concludiamo con “I.N.R.I. – Io Non Ritorno Indietro” e sulle note finali li ringraziamo, diciamo loro che gli vogliamo bene e che chiediamo a Dio di fare della loro vita un capolavoro.
Quanto ci hanno abbracciato…
Quante cose ci hanno detto.
“Si vede proprio che la vostra vita è cambiata”.
“Vi auguriamo tante belle cose”.
“Mamma mia, delle coincidenze impressionanti”.
“Non è stato «bello». È stato «immenso»”.
“Grazie. Per favore ritornate”.
“Siete stupendi”.
E per finire, le parole del cappellano: “Non li ho mai visti così, di solito non resistono più di dieci minuti durante le attività, oggi sono stati incollati e rapiti per due ore e mezza, sono senza parole. Erano i ragazzi più difficili che vi potevano capitare, sono sconvolto. Sono sicuro che nel loro cuore sta lavorando qualcosa, Gesù è passato e ha parlato. Ne sono sicuro perché non li ho mai visti così”.
Con le lacrime agli occhi siamo di ritorno, pieni di gratitudine immensa e con il cuore straziato dalla tanta gioia, nel sapere che Dio ha conquistato i Suoi Figli e con tanto Amore se li è spupazzati, promettendo di fare della loro vita un Capolavoro e facendosi vedere a braccia aperte, pronto per riportarseli a casa.
Lode a Papà Dio, al Suo Amore, alla Sua dolcezza, alla Sua fantasia, alle Sue Meraviglie.
Ti amo…
Grazie…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: