Fumaneri, Thibon e la semplicità delle donne

E allora ieri sera mi sono steso sul lettuccio accanto alla mia lei per sentire la registrazione della tavola rotonda andata in onda domenica su Radio Maria con il mio amico nonché genio (nonostante accetti la mia amicizia) Emiliano Fumaneri/Andreas Hofer alle prese col suo Gustave Thibon, il filosofo contadino francese maestro di realismo e terziario carmelitano. Grazie a Stefano Chiappalone che ha permesso tutto questo, perché io Emiliano ce l’ho avuto pure in camera insieme a Medjugorje durante il pellegrinaggio in occasione del Mladifest, il festival internazionale di preghiera che ogni anno coinvolge migliaia di giovani da tutto il mondo, e lo vedevo leggersi Thibon in ogni dove e in ogni momento libero (escluse le session di ascolto meditato in cui tentavo – con successo – di contagiarlo con la mia nuova passione per Brother Isaiah e il suo album Broomstick) ma tutte queste cose che ha raccontato ai microfoni di una delle radio più trasgressive e punk (in quanto antiestetiche… Radio Maria va oltre l’estetica…) d’Italia mica le avevo mai sentite.

Quindi munitevi di un po’ di pazienza e prestate orecchio alle sue parole, ne vale la pena. Anche solo il modo in cui Emiliano parla di Gustave trasmette amore… oltre a conoscenza. Fossi in Romana (la moglie), inizierei a preoccuparmi ;).

Comunque, poi sono andato a vedermi il blog su Thibon, che cura (e traduce) lo stesso Emiliano, e a un certo punto mi sono imbattuto in un aforisma che mi ha lasciato di sasso:

Le donne sono complesse… Ma no! Sono stranamente semplici, trasparenti, penetrabili. Le nostre braccia, richiudendosi intorno ad esse, le contengono tutte, un bacio scende fino alla loro anima. Siamo noi che complichiamo le cose con loro e chiamiamo ciò la loro complessità. La cosiddetta complessità delle donne è unicamente nell’impotenza degli uomini ad afferrare la loro semplicità.

Emiliano, ho già detto che sei un genio. E tu, Gustave, non si discute. Però questo è troppo, non posso accettare nemmeno da due come voi una cosa del genere. Se fossero semplici, le capirei. Non si può dire una cosa così, che le donne sono semplici, dai… Che siamo noi a complicarle perché non riusciamo ad “afferrarne” la semplicità, dai, non scherziamo… Eppure tutti e due avete o avete avuto a che fare con delle mogli, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, insomma, non prendiamoci in giro… Ma le avete mai sentite prima di andare a dormire, che razza di discorsi fanno??? E quando devono scegliersi i vestiti? Semplici? Eppure mi pare impossibile che due come voi non si rendano conto… Non è possibile… non può essere… devo aver capito male… Provo a rileggere… Ma vorrete mica dirmi… no… mi pareva in effetti che due come voi… Vuoi che… eccola lì… mi era sfuggita… Mi pareva impossibile… Eccola lì, la parolina… Le donne non sono semplici, sono “stranamente” semplici… eccola lì… ora si spiega tutto…

Gustave forse doveva farsi perdonare qualcosina dalla moglie e allora ha escogitato un aforisma tutto zuccheroso, dove però, a leggere bene, fra le righe, affonda alla grande… “Stranamente” semplici… Genio assoluto… Una volta ho definito Anita “diversamente” ironica e so bene che cosa intendessi in quel momento… Gustave, ora capisco tutto… e anche tu, Emiliano… perdonatemi se ho dubitato… ora ho capito… Voi siete oltre. Vi voglio bene. Max respect…

 

 

Giuseppe Signorin (punto debole dei Mienmiuaif)

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