Sesso al capolinea? Il futuro che ci attende

(articolo di Andreas Hofer/Emiliano Fumaneri uscito su Notizie ProVita)

Ancora venti, al massimo quarant’anni, e gli esseri umani saranno concepiti esclusivamente per via artificiale. Il sesso, per quanto svincolato da ogni finalità procreativa, non sparirà. Sopravviverà, ma come puro intrattenimento o come atto sovversivo, di sfida alle politiche sanitarie nazionali.
È quanto “profetizza” Henry T. Greely, direttore del Centro per la legge e le bioscienze di Stanford. Sul nostro sito avevamo accennato a esperimenti di questo tipo già un anno e mezzo fa.

Nel suo libro “The End of Sex and the Future of Human Reproduction” [La fine del sesso e il futuro della riproduzione umana] Greely spiega che due tecniche, il sequenziamento genetico e la tecnologia delle cellule staminali, rivoluzioneranno le modalità riproduttive del genere umano, che non passerà più necessariamente dal sesso.

Già oggi, fa notare lo studioso, diversi bambini nascono attraverso la Pgd (“pre-implantation genetic diagnosis”), la diagnosi genetica preimpianto con la quale è possibile sottoporre a test genetici cellule embrionali di pochi giorni. In base ai risultati dello screening genitori e medici decidono poi quali embrioni impiantare in utero. Solo nell’ultimo anno, negli Usa sono passati al vaglio della Pgd tra i 3 e i 4 mila bambini.

«Presto – scrive il dottor Greely sul Guardian – la Pgd si perfezionerà, diventando quella che chiamo Easy Pgd». Il primo genoma interamente sequenziato risale al 2003, una operazione costata 350 mila dollari. Oggi invece una sequenza genomica integrale richiede una spesa di circa mille dollari. Tra venti o quarant’anni, prevede Greely, i costi saranno abbattuti.

Si arriverà così alla Easy Pgd, una diagnosi preimpianto di routine, accessibile ed economica.
Anche per la fecondazione artificiale sono preventivabili grandi progressi (per chi volesse approfondire, rimandiamo a un articolo di Lorenza Perfori sul tema della legge 40 in Italia). Alcuni degli ostacoli alle potenzialità della Pgd vanno individuati infatti nelle complicazioni della provetta. La fecondazione in vitro (Fivet), inventata quarant’anni fa in Gran Bretagna, è un’operazione a un tempo invasiva (prelevare ovociti da una donna non è una passeggiata) e costosa.

Questi impedimenti tecnici verranno spazzati via dalla nuova tecnologia delle cellule staminali, che consentirà di bypassare il prelievo degli ovociti. Con la nuova tecnica basterà procurarsi una modesta quantità di tessuto cutaneo della donna, dal quale si potranno ricavare delle cellule staminali pluripotenti indotte (molto simili alle staminali embrionali). A loro volta queste staminali saranno trasformate in ovuli da far maturare in laboratorio.

In questo modo sarà possibile ridurre costi e rischi della Fivet e ogni donna sarà capace di produrre centinaia (o più) di ovuli, tutti col loro dossier genetico.

La Easy Pgd rappresenta il trionfo dell’eugenetica liberale: basteranno un campione di pelle delle donna e un campione di sperma dell’uomo per creare centinaia di embrioni prodotti con le loro cellule. I potenziali genitori, una volta informati sulle caratteristiche genetiche degli embrioni, potranno progettare il “baby-making” selezionando comodamente da un catalogo quelli da impiantare.

Con la Pgd non siamo ancora all’editing o al design genetico (permesso da altre tecniche), perché non dà modo di ridisegnare il genoma. Siamo però certamente davanti a un make up eugenetico che non ha nemmeno più bisogno degli eufemismi dell’anti-lingua. Ora è tutto alla luce del sole. Greely lo afferma chiaramente: «La Easy Pgd produrrà dei super-babies».

I vantaggi della Easy Pgd saranno tali, vaticina Greely, da disincentivare il concepimento naturale, che sarà sempre più considerato “irresponsabile”. La colpevolizzazione si abbatterà con particolare vigore sugli “incoscienti” che avranno messo al mondo dei figli malati, semplicemente facendo sesso come da quando esistono gli uomini sulla terra.

La non-programmazione del figlio diventerà una colpa. Non aver voluto evitare una simile eventualità sarà giudicato come un imperdonabile egoismo, doppiamente deprecabile perché costringerà l’intero corpo sociale a prendersi carico di difetti evitabilissimi grazie alle nuove tecnologie. L’eugenetica diventerà un obbligo morale, ed è facile prevedere che prima o poi si trasformerà in obbligo legale (qui diversi articoli che dimostrano come questa affermazione sia basata su dati di realtà). Il tutto a discapito dell’unione fertile e feconda tra un uomo e una donna, che passa anche attraverso il sesso.

Il “mondo nuovo” preconizzato da Aldous Huxley si avvicina.

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4 Comments

  1. Complimenti per l’articolo molto lucido, compresi i riferimenti ad Huxley.
    Mi permetto di suggerire di arricchire l’articolo con le prospettive di Gattaca [https://it.wikipedia.org/wiki/Gattaca_-_La_porta_dell%27universo], capolavoro cinematografico, che mette in scena le contraddizioni della società eugenetica

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  2. Articolo ben fatto. Esposizione chiara, lucida e per certi aspetti generatrice di argomentazioni chiare per i poteri decisionali.
    Nello sviluppo dell’uomo la tecnologia è importante, ma venendo meno il principio di precauzione nelle ricerche l’uomo si avvia alla sua scomparsa😳😳

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