Film

“Bendessa” di Cecilia McCamerons

Ai giorni nostri guardare un film non è un’attività così insolita, no? Invece è piuttosto insolito trovarsi a guardare un bel film, uno bello davvero. Da quando sono sposata ci concediamo assieme almeno un film a settimana, spesso preso in prestito dalla biblioteca che qui a Trento è ben fornita. Non abbiamo però proprio gli stessi gusti, io e il mio maritino, infatti lo prendo in giro perché lui ragiona a “Oscar”: ovvero se il film ha vinto tante statuine dorate o riconoscimenti internazionali allora dev’essere per forza una gran pellicola, un qualcosa da non perdere. Io invece devo sapere assolutamente la trama e il genere perché vorrei evitare storie troppo tristi o senza senso o troppo splatter o troppa violenza ecc. (con le dovute eccezioni tipo la serie dei Fast and Furious, Braveheart, Balle spaziali…).

Nelle nostre serate ci è capitato di incappare in alcuni – grazie a Dio pochissimi – film che veramente ti fanno venire il voltastomaco per la trama e le immagini, e ti chiedi quali problemi psichici o traumi possa avere avuto il regista che ha concepito una storia del genere e perché non occupa il suo tempo in modo più utile, tipo asfaltare le strade e pulire gli argini dei fiumi. Mah.

Lasciando da parte la brutta cinematografia, vorrei parlare di “Once”, un film del 2006 ambientato a Dublino, che io avevo già visto ma che mi sarebbe (e poi è) piaciuto guardare di nuovo assieme al maritino mio. È un film di rara bellezza e poesia, realizzato senza particolari pretese e budget ma con una gran colonna sonora che è parte integrante della narrazione.

Senza spoiler, è la storia di un musicista irlandese che si guadagna da vivere aggiustando elettrodomestici e suonando per la strada: di giorno le canzoni che le persone conoscono, di notte brani scritti e composti da lui. Una sera incontra una ragazza ceca e la loro passione comune, la musica, crea un rapporto profondo tra i due che, tra chiacchierate, passeggiate e canzoni, li spinge ad aiutarsi reciprocamente nel tentativo di realizzare i propri desideri e sogni, professionali e sentimentali.

Un film delicato ma ben ancorato alla realtà, che tocca i temi dell’amore, della famiglia, dell’altruismo, del passato, delle ferite che ognuno si porta dentro, del perdono. Come dicevo prima, la colonna sonora è parte integrante della narrazione perché le canzoni sono quelle scritte dal protagonista (e non solo) e il testo viene pure tradotto sullo schermo per facilitarne la comprensione.

Ebbene sì, alla fine ho pianto, pianto tanto per la gioia e la bellezza rivelata. 
Lo consiglio a tutti, giovani e non, sposati e non.

Una boccata d’aria fresca in questo tempo dove sembra che le relazioni tra uomo e donna si basino solo sull’emozione, il dominio e il (pos)sesso.
 Una perla preziosa della sana cinematografia, con buona pace delle statuette e palme dorate.

Bendessa!

P.S. Il chitarrista/bassista dei Mienmiuaif dovrà poi spiegarci se è stato lui a prendere spunto dal protagonista o viceversa! Noto con simpatia una certa somiglianza fisica e musicale! Bendessa 😀

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One Comment

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  1. Grazie del consiglio: abbiamo tanto bisogno di positività e di ritrovare il senso vero della vita

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