Amore 2.0

“Una casetta in Canadà” di Aurelia Massara

Oggi la tecnologia ci semplifica la vita. Sembra una frase fatta, ma non lo è. Grazie a social, email e tante altre belle cosucce il mondo è diventato piccolo, anzi piccolissimo… Possiamo messaggiarci con amici che stanno dall’altra parte del mondo, pubblicizzare le nostre attività commerciali e perché no, possiamo anche fare un colloquio di lavoro via Skype.

Anche in amore la tecnologia sta facendo passi da gigante… no, non sto parlando degli incontri online ma di come siano migliorate le traduzioni di Google. La domanda è legittima: “Che c’entra Google Traduttore con l’amore?” Vi rispondo subito. Quando ho deciso di venire in Canada il mio inglese era a livello scolastico (delle elementari, però…), per non dire che era proprio limitato. Da incosciente quale sono ho deciso di vivere quest’avventura senza nessuna aspettativa di trovare l’amore, anche se quando ho chiesto a Dio di entrare nella mia Vita pregavo sempre fiduciosa di farmi incontrare un marito che fosse degno di essere chiamato tale.

Bene, le mie preghiere sono state subito esaudite perché ho conosciuto quello che sarebbe diventato mio marito nel giro di sei giorni. A dire la verità il tutto è iniziato in aereo mentre stavo andando in quel di Toronto. Ero seduta vicino a una signora italocanadese e dieci ore di volo sono tante, così tra una chiacchiera e l’altra le ho detto che stavo cercando lavoro e lei mi ha messo in contatto con un suo cugino, manager supervisor di tre ristoranti. Nell’arco di tre giorni ho trovato lavoro e ricordo ancora quel venerdì quando sono entrata nel locale e mi è stato presentato il manager. Dentro di me la prima cosa che ho pensato è stata:: “È lui!” Poi sono rientrata in me stessa e mi sono detta: “Aurelia scordatelo! È il tuo capo”.

Così sono passati tre mesi e tra un “buongiorno” e un “ci vediamo domani” non è che ci siamo calcolati più di tanto. Dopo le vacanze di Natale, che ho trascorso in Canada lontano dalla mia famiglia, ho deciso di parlare con lui e dirgli ufficialmente che quando il mio visto sarebbe scaduto me ne sarei tornata in Italia. Lui mi ha risposto con una frase alquanto sibillina del tipo: “Ti prego, dammi un’opportunità, prendiamoci un caffé insieme, ti posso spiegare tutto!” Io l’ho guardato stupita, anche perché di tutta la frase ho capito solo caffè… ma alla fine ho accettato.

Il fatidico giorno è arrivato, siamo andati in un bel ristorante/caffetteria in centro. Sinceramente non avevo ancora capito che opportunità dovevo dargli… in certe cose sono un po’ lenta e neanche Google traduttore potrebbe aiutarmi…

Comunque, più o meno le cose sono andate in questo modo: finito di lavorare ci siamo recati insieme al ristorante/caffetteria. Lui super agitato sapendo che non aveva molto tempo a disposizione (anche perché sarei rimasta altri tre mesi e poi chi si è visto si è visto e me ne sarei tornata in Italia) e doveva farmi una dichiarazione d’amore e chiedermi di iniziare una relazione con lui, il tutto nell’arco di una sera… Io ero nell’ingenuità più totale, con il mio inglese da quinta elementare passeggiavo nelle vie del centro ignorando beatamente tutto quello che mi sarebbe accaduto di lì a pochi minuti, figuracce comprese… Proseguendo nel racconto, abbiamo ordinato due caffè, io ho avuto il coraggio di ordinare un espresso (credetemi ordinare un espresso in un bar canadese non è cosa da tutti…), lui un cappuccino o come lo chiamano qui un latte. E poi niente, lui ha iniziato a parlare e parlare e non la finiva più, e io lo guardavo e non capivo molto di quello che stava dicendo… l’unica cosa che mi sono detta era: “Sorridi e annuisci, sorridi e annuisci! Tanto non lo capirà mai che non sto capendo niente!” Le ultime parole famose! A un certo punto si è bloccato, mi ha guardata e con fare sospetto di uno che aveva capito che stava parlando con un pinguino di Madagascar mi ha chiesto: “Ma hai capito quello che ti sto dicendo?” Bene, io sono entrata nel panico e ho detto a me stessa: “Stai calma, allora se dici ‘no’ sembra che l’hai ignorato tutto il tempo. Se dici ‘sì’ magari ti fa qualche domanda e non sai rispondere, quindi stai calma e…“

Volete sapere cosa ho fatto? Ho sorriso e annuito e sono scappata in bagno con una scusa del tipo “mi scappa la pipì”. A un certo punto non sapevo se fossi più imbarazzata perché non avevo capito nulla o perché gli avevo detto che mi scappava la pipì. Sono uscita dal bagno, convinta di dovermi scusare perché, diciamoci la verità, non è stato proprio bello quello che avevo fatto. Sono ritornata al nostro tavolo e lui mi ha passato il suo cellulare. Proprio in quell’istante Google Traduttore ha salvato il nostro rapporto!

Lui ha iniziato a leggere in italiano… beh, era un po’ tradotto alla meno peggio ma a grandi linee ho capito quello che stava cercando di dirmi da tutta la sera. Si era già capito fin dall’inizio che la nostra sarebbe stata una relazione a tre: io, lui e Google Traduttore! Adesso lo usiamo sempre meno o quasi per niente anche perché il mio inglese è leggermente migliorato e non ne ho più bisogno. Devo comunque ringraziare chi lo ha inventato, perché senza di lui avrei continuato a sorridere e annuire.

 

3 Comments

  1. Ma spettacolare! Sembrerebbe la sceneggiatura di una puntata di “Friends”, ma il fatto che sia vera la rende decisamente più illuminante! Viva la tecnologia che ci fa da supporto all’amore ( che non è quella che si sostituisce all’amore, pay attention! )!!! 😉

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Lisa,
      mi lusinga molto il fatto che tu abbia paragonato il mio post ad una puntata di “Friends”, anche se quello che hai letto e’ tutto vero! Il nostro e’ stato un corteggiamento anomalo e in questo caso lo smartphone ci ha dato una grosso aiuto!

      Aurelia

      Piace a 1 persona

      1. Bello…bellissimo! Si si ci credo che è tutto vero 😃 Ti confesso, Aurelia, ma io preferisco di gran lunga storie come la tua a una puntata di Friends (che se vai a sgrattare la superficie, i protagonisti sono emotivamente troppo più incasinati di noi, e mica poi così friends!)… Comunque, se ti può consolare, io mio marito l’ho conosciuto in Germania (ma per bontà divina è italiano, Dio tiene sempre in considerazione i nostri limiti 😁)!

        "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...