Breve sfogo malandrino di una ragazza arrabbiata

“Altrimenti ci arrabbiamo” di Francesco e Rachele

Ho appena appreso la notizia che la cantante Adele (ma chi è?!), durante il suo concerto a Copenaghen, avrebbe fatto salire sul palco una coppia di fidanzati gay e con l’occasione (guarda ‘mpò tu che coinincidenzissima!) uno fa la proposta di matrimonio all’altro (manco era organizzato, tutto così naturale! sì-sì!) e che la tizia, la cantante, emozionata (ma de che?!) esordisce con un “Sono commossa. Posso essere la madre surrogata se vorrete avere un bambino? Mi piacerebbe avere un figlio con uno svedese”.

No, dico, MA VI DROGATE?

Il cinismo e la crudeltà più vigliacca di questi tempi mascherati da un vomitevole sentimentalismo da quattro soldi, un’ubriacatura generale che, quando passerà lo stordimento, vi farà piangere sangue. Ma come, anni di lotta “all’oppressione del maschilismo patriarcale” per fare questa finaccia care donne? la fine di mero strumento, un utero che è diventato il vostro cimitero. Incubatrici viventi al soldo di isterici capricciosi ricconi. Vendete i vostri figli donne, siete solo un passaggio nella catena di montaggio. La realtà è che vi rendete complici della compravendita di bambini, questa è la verità che vi fa male e ci volete a tutti i costi tappare la bocca con le minacce di denuncia (magari solo quelle), per martellarci poi i maroni di propaganda: giornali, tv, mondo dei social sono invasi da scenette da copione, tutte uguali, tutte che mirano ad intenerire ed addomesticare il pubblico. Aaah, ma con noi non funziona, noi siamo immuni, a noi la Verità ci ha resi liberi. Siete dei folli se pensate che una società che neghi il valore dell’essere umano possa funzionare. Vi siete venduti perché non siete in grado di controllare i vostri desideri raccapriccianti. Siete dei bambocci che piangono perché non hanno il giocattolino che volevano loro.

Ditemi voi, come potremmo mai dialogare con l’ideologia che vi ha resi così cretini? Come si può tollerare la presenza di un paradigma etico opposto ad una visione promotrice del valore della vita e di una morale pienamente umana?
Ma non lo capite? Ma davvero credete che ci siano sentimenti nobili a muovere l’ingranaggio? Un tizio diceva così: “sò soldi!”. Una società che taglia le proprie radici, come un bimbo sradicato dal seno della madre per essere venduto (sì, venduto!), non può che seccarsi e morire. Un uomo ha bisogno di sapere chi è, da dove viene, per la costruzione della propria identità. Tutto ciò lo state negando e imponete invece una bugia galattica. Si è arrivati a mischiare lo sperma di due omosex (e chissà magari anche più di due), acquistare un ovulo da una donatrice, fecondarlo col mischietto per poi impiantarlo nell’utero di un’altra donna (che firmerà un contratto per sparire dalla vita del bambino o per non rivendicarne la maternità) dietro il corrispettivo di denaro. Una catena di montaggio umana insomma.

MA COME CI SI PUO’ COMMUOVERE CON QUESTA PORCATA?

Cosa racconterete a questi figli? Come vi giustificherete? Le vostre favolette gender, di indottrinamento ideologico di regime, distribuite alle scuole primarie, non reggeranno mica! Potrete ingannare la massa, quella che in fondo una famiglia ce l’ha, quella cresciuta in una famiglia normale, sulla quale avete effettuato un grandiosissimo stillicidio quotidiano… ma a quei bambini comprati ormai cresciuti, che direte? guerreggiate per i vostri diritti che piegano e violentano la natura delle cose alla vostra volontà, ma dei loro diritti neanche una parola. Eppure avevo la vaga idea che l’amore, quello vero, mettesse da parte il proprio egoismo per il bene dell’altro. L’amore è sacrificare sé stessi, i propri desideri e mettere in discussione la propria esistenza per l’altro, fino alla croce. Ma voi, in realtà, non lo conoscete, o fate finta di non conoscerlo per comodità, per giocare alla famigliola felice e sentirvi socialmente accettati, perché la colpa è sempre degli altri brutti, cattivi e bigotti che vi discriminano. No?

Credo invece che siete voi a dover accettare voi stessi, con i vostri limiti, le vostre debolezze, la vostra finitezza. Fin quando giocherete al gioco della vittima incompresa, cercando di intenerire chi vi sta attorno per ricevere tutta la compassione e la pietà, che in realtà vi gratificano tanto, non crescerete mai. Rimarrete delle marionette nelle mani del mercato che sfrutterà ogni vostra debolezza, come il desiderio smodato di un figlio sfociato nella compravendita; che è pure un desiderio naturale quello di essere genitori, ma è qui che deve entrare in gioco l’amore con le sue logiche di dono. Un figlio è un dono, non un diritto. Ma sì, sapete che c’è? Provateci pure, tanto al fondo ci stiamo arrivando. Legalizzate tutto, vendete i bambini, approvate l’incesto, la pedofilia, etc. in nome dell’amore. Tanto l’avete trasformata in una parola vuota e insignificante. Festeggiate la vostra laica democrazia, la vostra libertà, che vi ha resi così schiavi di voi stessi. Ma sappiate che prima o poi il conto arriva e allora, forse, vi renderete conto dell’immensa voragine di miseria che avete nel cuore.

Amos 5,7, “Essi trasformano il diritto in veleno e gettano a terra la giustizia”

 

(testo di Rachele Bruschi)

3 Comments

  1. Emozione. Emozione. Emozione. Non so se avete presente un programma su un canale di musica che non cito, in cui i due al primo incontro si allettano (nel senso che si svestono e si parlano, sotto le lenzuola). Ecco,quando io vedo la pubblicità di questo miserabile programma, e precisamente i fotogrammi in cui una ragazza, sdraiata e abbracciata al ragazzo che ha conosciuto dieci minuti prima, gli accarezza goffamente il petto, provo una tenerezza e tristezza infinite. Penso a me e mio marito, a quanto un gesto del genere sia tra noi il frutto di un percorso lungo, di uno scambio profondo, di una crescita reciproca in cui ci siamo dati e continuiamo a darci amore, di quello scelto e fortemente voluto, anche e soprattutto quando sarebbe più facile mandare all’aria tutto. Ecco. Allora vedo lo stesso gesto, quella tenerezza intima, scambiata tra due sconosciuti, e ho tenerezza, perché vedo un desiderio di amore, e tristezza, perché quel desiderio non troverà il suo compimento in un sentimento, ma in un’emozione. Che come tale, è deperibile, come lo yogurt. Ecco. Scusate il lungo off topic. Era per dire che l’emozione non è felicità, e chi come Adele ne fa il suo stendardo già sente dentro il vuoto che si fa spazio. Ajvoglia a riempirlo di emozioni.

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    1. Cara Lisa, come hai ragione. Perché l’uomo tende a svalutarsi così tanto? Si sottomette in modo ridicolo ad ogni emozione che lo attraversa, senza curarsi di pensare se una cosa sia giusta o meno. Il punto è che l’uomo non è più il fine ma un mezzo: se mi rende felice posso comprare un bambino! Segno di una società utilitarista che riduce il bene e il male al piacere e al dolore. Dunque si cerca di moltiplicare i piaceri e minimizzare i dolori (vedi eutanesia). Miseriaccia che angoscia! Non molliamo!

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  2. L’ha ribloggato su l'ovvio e l'evidentee ha commentato:
    “Credo invece che siete voi a dover accettare voi stessi, con i vostri limiti, le vostre debolezze, la vostra finitezza. Fin quando giocherete al gioco della vittima incompresa, cercando di intenerire chi vi sta attorno per ricevere tutta la compassione e la pietà, che in realtà vi gratificano tanto, non crescerete mai. Rimarrete delle marionette nelle mani del mercato che sfrutterà ogni vostra debolezza, come il desiderio smodato di un figlio sfociato nella compravendita; che è pure un desiderio naturale quello di essere genitori, ma è qui che deve entrare in gioco l’amore con le sue logiche di dono. Un figlio è un dono, non un diritto. Ma sì, sapete che c’è? Provateci pure, tanto al fondo ci stiamo arrivando. Legalizzate tutto, vendete i bambini, approvate l’incesto, la pedofilia, etc. in nome dell’amore. Tanto l’avete trasformata in una parola vuota e insignificante. Festeggiate la vostra laica democrazia, la vostra libertà, che vi ha resi così schiavi di voi stessi. Ma sappiate che prima o poi il conto arriva e allora, forse, vi renderete conto dell’immensa voragine di miseria che avete nel cuore.”

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