Dal Vangelo secondo Facebook

(testo di Daniele Chierico)

Negli ultimi giorni mi arzigogolavo su alcuni pensieri… il dibattito si è fatto acceso quando alcuni piccoli esserini neuronici hanno sollecitato le mia cavità cerebrali a porsi alcune domande sull’amore ai tempi di Facebook. Sono uno dei più acerrimi nemici dell’amore nel mondo virtuale, ancor più quando vedo tenere (e meno tenere) effusioni scodinzolare attraverso posticini, fotine e cuoricini. Per carità, sono sordo come una campana agli inviti di FB di farmi esprimere effusioni, eppure ai tempi dei social qualcosa bisogna pur fare. Se uno strumento nato male e usato ancora peggio può servire a fare del bene, cercherò l’impossibile per rendere reale… l’irreale. Ma come?

E così, tra un pensiero e l’altro, mi è balenata l’idea: se vi raccontassi la storia dell’amore più grande attraverso posticini, cuoricini e mi piace? Non scappate… rimanete un po’ con me, ascoltate questa storia…

C’era un ragazzo timido, impacciato, cercava l’amore… Un giorno, dalla finestra della sua stanza vide una nube, ancorò i pensieri sulle soffici superfici e iniziò a viaggiare… Cos’è l’amore? Dall’alto di quella nube vide il mondo… Non c’era nulla che potesse somigliare all’amore: litigi, incomprensioni, separazioni, violenze, guerre… “I sogni mi hanno mentito. Non esiste l’amore!”

Si fermò, gettò l’ancora, accese il PC e iniziò a giocare al suo gioco preferito. Tra un inseguimento e l’altro, dall’Australia al Circuito di Monza, il telefono vibrò.

“Proprio ora che stavo per superare…”

Il telefono vibrò ancora… Lo prese con una mano, con l’altra manovrava alla meno peggio il joystick.

-Un messaggio da Gesù di Nazareth-

“Chi è quel c… che fa questi scherzi? Ma sì, stiamo al gioco… Mi dica Gesù, posso esserle d’aiuto?”

“Ti ho visto prima mentre giravi con la tua nuvola in cerca di risposte e ho deciso di fare un salto da te, se non ti dispiace”

Se era uno scherzo, iniziava a fargli paura, qualsiasi c… potesse essere, aveva il dono di leggere nella mente delle persone.

“Ehm… certo, di preciso cosa vuole?”

“Voglio insegnarti qualcosa sull’Amore, guarda il mio profilo e capirai…”

Senza pensarci due volte cliccò su “Gesù di Nazareth” per vedere quale faccia avesse l’idiota di questo scherzo. Nella foto profilo c’era un ragazzo con una barba appena pronunciata, aria trasandata, gli occhi gonfi di uno che non dorme mai, occhialoni tondi stile Harry Potter.

“Che foto di m…”

Come immagine di copertina dodici persone intorno a un tavolo e quell’idiota della foto lì in mezzo.

“Classica foto da sfigato, a cena con i suoi amici nerd. Chissà quanti sfigati lo seguiranno.”

Le amicizie erano tantissime, cambiavano a ogni aggiornamento. Tra i lavori c’era scritto infermiere… Tra i commenti di tutto e di più: si passava dall’insulto generico (il più usato) a messaggi di puro odio agonistico. Nella lista dei “mi piace” c’erano “i perseguitati”, “gli affamati”, “gli aflitti”, “gli assetati”…

“No, va beh, basta così, questo è fuori…”

Ritornò ai commenti.

“Ora gliene scrivo due io…”, ma mentre scorreva tra le varie risposte, notò un sacco di preghiere e ringraziamenti…

“Non se la cava così male, però, ne ha tanti di amici.”

Scorrendo ancora più in fondo, improvvisamente gli stessi amici che sopra lo ringraziavano e pregavano, iniziavano ad insultarlo. Ma la cosa più sconvolgente erano i suoi gesti: sotto a ogni insulto “una croce”; sotto a ogni ringraziamento “un cuore”; sotto a ogni preghiera “un mi piace”. Ma tra le tante cose più sconvolgenti c’erano le foto in cui era taggato, foto di torture, di ingiustizie, di maltrattamenti… Perché? Cos’ha fatto quest’uomo per essere trattato così?

“Oh ecco, qualcuno di intelligente l’ha chiesto sotto una sua foto.”

C’era una risposta da parte di una certa Maria: “Ha amato così tanto i suoi amici da morire per loro”.

Il ragazzo scioccato corse a chiamare un suo amico e gli chiese: “Vedi pure tu quello che vedo io?”

Tutto sembrava combaciare alla perfezione, il profilo FB sembrava esistere veramente, ma arrivati alla foto del profilo qualcosa non andava.

“Che cosa vedi?”, lo incalzò il ragazzo.

“Vedo un ragazzo alto e biondo, con tanta barba, occhi tristi, sembra che pianga…”

Solo in quel momento capirono che la foto del profilo rifletteva la loro immagine…

Il ragazzo timido tornò al telefono per scrivere a Gesù, ma lui era ormai disconnesso, aveva lasciato questo messaggio: “Se vuoi conoscere l’Amore, lascia tutto, aggiungimi agli amici e seguimi…”

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