Nuove lettere di Berlicche tentazioni 2.0 nell’era del Web

Ci sono passati più o meno tutti. Sto parlando dei cattolici e delle Lettere di Berlicche, forse l’opera più famosa del convertito britannico Clive Staples Lewis.
Si tratta della raccolta delle lettere che il vecchio diavolo Berlicche scrive al giovane ed inesperto nipote Malacoda, alle prime armi nel tentare «il paziente», come viene chiamato il giovane affidato a Malacoda. Una lettura divertente, in grado di far riflettere sulle trappole della vita quotidiana di ciascuno.
Bene, Berlicche e Malacoda sono tornati. È uscito infatti, per i tipi della casa editrice Uomo Vivo, Le nuove lettere di Berlicche, una nuova raccolta epistolare tra l’esperto zio e l’imbranato Malacoda. Gli strumenti di tentazione sono ovviamente aggiornati: i social network, il terrorismo, gli SMS… Quello che non cambia, invece, è il desiderio diabolico di perdere l’uomo, in modo raffinato e paradossale come propone Berlicche, oppure rozzo e frontale, come vorrebbe Malacoda.

Ecco uno stralcio di lettera:
L’era di internet è abitata da un preciso umore: il risentimento. Scorrendo forum, blog, testate giornalistiche, anche le librerie online, ci si accorge presto di come l’ira incomba ovunque. Gli spazi dedicati ai commenti, tappezzati di schizzi velenosi, trasudano un livore acido. Il furore impazza, plasmando un clima spirituale a noi particolarmente appropriato.
I social network in particolare si presentano sovente come il brodo di coltura dell’odio: un crogiuolo dove si fondono in un’unica lega i metalli più pregiati di Nostro Padre: divisione, calunnia, diffamazione, vendetta, gelosia, il desiderio di imporre a qualunque costo la propria idea.
[…]
La comunicazione senza comunione tra essere isolati sprigiona la nube tossica del risentimento. E questo, se permetti, è fantastico! Non hai dunque scuse che possano giustificare un eventuale fallimento.
Tuo affezionatissimo zio
Berlicche

Due parole, infine, per presentare l’epigono di Lewis, Emiliano Fumaneri. È tra gli autori de La Croce Quotidiano e del blog di Costanza Miriano ed è un esperto degli scritti del filosofo francese Gustave Thibon, al quale ha dedicato un blog e del quale ha curato un’antologia di scritti per l’editore Fede & Cultura.
Al pubblico internettiano Fumaneri è più noto con lo pseudonimo Andreas Hofer, in onore dell’insorgente tirolese che guidò la rivolta contro la Baviera. Val la pena di citare il nom de plume di Fumaneri perché è con quel nick che si schierò insieme a quei pochi, a quei fortunati pochi, a quel manipolo di fratelli che, quasi vent’anni fa, iniziarono ad usare la rete (allora 1.0) per l’apostolato e l’apologetica. Dapprima attraverso Usenet, poi tramite il portate Totus Tuus.

 

(recensione di Roberto Marchesini uscita sul sito www.lanuovabq.it)

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