Altrimenti ci arrabbiamo

“Altrimenti ci arrabbiamo” di Francesco e Rachele

Altrimenti ci arrabbiamo, secondo me.

Il titolo lo ha buttato lì il marito, fosse stato per me sarei stata indecisa altri 7mesi. E comunque ci tengo a dire che io avrei scelto un più bonton “la taverna dei nostrismi” o “la locanda degli asini” e robe intellettuoalodi magnerecce di questo genere.

Altrimenti ci arrabbiamo però è una figata, anche perchè di arrabbiature sono cintura nera terzo dan, mentre lui lo è nei film di Bud e Terence, molto più di me. Ma sì, infondo mi suona bene, quasi mi piace. Non era proprio lo stile che avevo in mente. Maschi. Giorni fa ha pure mangiato fagioli dalla scodella; da lì, il passo è stato breve al crearne un bel collage.

Effettivamente non è che abbia un marito incazzoso, direi tutto il contrario: mite, paziente, dolce. A differenza mia. Delle volte ci prova pure ad arrabbiarsi, quando decide ad esempio di farsi rispettare in una discussione, allora diventa fermo e deciso, imperterrito. Una volta ha pure alzato la voce (contro le mie 3045489416503098415 volte). A me va benissimo anche se lì per lì ci rimango male perché debbo abdicare allo scettro del potere e la vittima inconsapevole che è in me quasi si offende di tanto coraggio brandito nello sfidarmi. Mi hanno detto che però bisogna lasciarglielo questo potere. Il matrimonio funziona meglio così. Confermo. Vedere il proprio marito impuntarsi sulle cose “perché è così, ed ho tutti i motivi per dimostrarti che ho ragione” ha un certo fascino, io da moglie, posso sempre estrarre il jolly: mi avvicino e lo avvinghio a me per far la pace. Funziona sempre. Solo che questa è una tattica che sfodero solo quando non posso andarmene sbattendo la porta. O la pace o la guerra. A me piacciono entrambe perché poi tanto ci si ritrova per forza la sera a guardarsi negli occhi e fare quel piccolo ma potente segno di croce sulla fronte dell’altro prima di dormire che tutto scioglie nello stomaco e tutto aggiusta. Aggiusta: perché ci ricorda di alzare gli occhi al cielo e che Cristo è garante del vincolo, primo testimone di quel Sì. Anche nella sfida, nelle piccole provocazioni quotidiane si svela la bellezza di un io, si svelano paure, debolezze ma anche semplicemente il gioco, il non prendersi troppo sul serio, ma anzi innamorarsi da morire fino a scorticarsi il cuore. Noi donne finte dure, che siamo logorroiche o che cediamo al gioco del silenzio, ad un certo punto, bisogna tirare i remi in barca e lasciarci trasportare, che tanto opporsi è solo uno spreco di forze. L’uomo ci argina, ci racchiude in un palmo, quando ci stringe è come se diventassimo improvvisamente minuscole e lui un forzuto indistruttibile dalle spalle larghissime.

Dal primo giorno che l’ho conosciuto, mio marito, ha iniziato a piacermi sempre di più. Oggi ne sono follemente innamorata, stravedo per lui, ne sono orgogliosa. Mi piace scoprirlo da nuove angolazioni, nuove sfaccettature, entrare nei suoi difetti, capirlo, volerlo amare di più. Alla faccia della storiella che il matrimonio sia la tomba dell’amore; anche se il fidanzamento ha messo a dura prova la nostra relazione per una serie di motivi, che magari racconterò la prossima volta, nel matrimonio siamo fioriti. Dio ci ha presi per mano e ci ha condotti in un luogo meravigliosamente speciale, dove ci si accoglie fino a diventare Uno. Quando una donna sa che il proprio uomo ha questa consapevolezza è la creatura più luminosa del mondo. Quando ci sono basi solide, quando si coinvolge pienamente la volontà di amare, e non solo il sentimento “di pancia”, si arriva a conoscere in profondità l’altro fino a svelare alla persona qualcosa che non sa di se stessa, un aspetto, un dettaglio: ti amo perché vedo in te la bellezza che non sei capace di vedere, ti amo perché per i tuoi errori finirei in croce. Amare con gli occhi di Cristo.

Dopo questa grandiosissima dichiarazione d’amore pubblica, che leggerai di certo, caro marito, ti ricordo che alla playstation sei una schiappa e che a tua moglie allacci giusto le scarpe. Ricordati pure che c’è da portar fuori la spazzatura, altrimenti… altrimenti mi arrabbio io!

Con amore, tua per sempre

Rachele.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: