Amare il nemico?

“Due cuori e un cavaquinho” di Matilde Dellai

Cari lettori,

chiedo scusa se in questo periodo non mi sono fatta molto presente, ma come ormai sapete bene tra esami da sostenere, matrimonio da pianificare e litigi da affrontare con il suo amato (nei quali la parte femminile vuole sempre avere ragione) la vostra geologa sta perdendo la testa.

Sono sempre di più infatti le persone che la trattano da scema a causa della sua decisione di sposarsi così giovane ma questo, invece di demoralizzarla, la rafforza, anche se fa aumentare drasticamente il suo giudizio nei confronti di talune persone. Ha notato in particolare che alcuni, all’inizio in apparenza contenti, ora le stanno smontando qualunque cosa lei abbia pensato per il suo matrimonio, cercando sempre di trovare, come si suol dire, il pelo nell’uovo.

Qualcuno agisce così perché non condivide lo sposarsi in generale, e ci può anche stare, magari servirà alla loro conversione e ne sono anche felice, ma altri assumono questo atteggiamento per invidia e ciò provoca nella mente della geologa un grandissimo senso di ingiustizia, e la voglia di strappare i capelli alle persone che la criticano a volte è incontrollabile. Per di più non ha mai la risposta pronta e ciò non aiuta in nessun modo la posizione in cui si trova, sentendosi così completamente disarmata e in balia delle parole taglienti alle quali le sue orecchie e il suo cuore sono continuamente esposti.

Queste righe, più che a voi, servono a me, per chiedere che Gesù Cristo mi aiuti almeno a non odiare queste persone e le loro ingiurie, invece di giudicarle e peccare di superbia (cosa forse anche più grave) perché purtroppo sono consapevole che ogni volta ciò equivale all’ennesimo chiodo inflitto al nostro Salvatore… Dopotutto questo è il compito di noi che cerchiamo di credere in Cristo (non uso il termine “cristiani” perché mi pare quasi azzardato definirci tali, di cristiano c’è solo Cristo appunto, a meno che non ci sia qualcun altro che ama chi lo maltratta!), altrimenti chi lo farebbe ? Chi pregherebbe per le conversioni e per i peccatori?

Quindi in questo breve scritto Signore ti prego di darmi la forza di andare avanti e anzi ti ringrazio di tutte le critiche che ricevo perché con questi fatti posso cercare di capire, anche se in piccolissima parte, ciò che hai subito tu quando fosti maltrattato e rifiutato dagli uomini… Donami anche l’umiltà necessaria per rispondere a questi attacchi, perché per combattere le critiche ci vuole l’amore, per vincere il male ci vuole il bene.

Cari lettori vi voglio infine salutare con il ritornello di un salmo stupendo che conosco nella versione musicata da Kiko Arguello, capace di donarmi tanta gioia e speranza ogni volta che lo sento: “…Perché all’andar si va piangendo, gettando il seme, ma al ritorno si vien cantando, portando i covoni!”.

Baci baci!

 

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