Il topocane

“Pompelmo Rosa Stories” di Giuseppe Signorin

Se pensa male del fico di Pompelmo Fico, Pompelmo Rosa incappa in automatico in qualche inconveniente. Può essere uno sportello lasciato aperto in cucina (uno degli sport preferiti del marito, dopo il footgolf, ovviamente), o una luce che si spegne in bagno lasciandola al buio proprio quando le mancano appena un paio d’ore per terminare il trucco. Oppure può essere un topocane.

Che cos’è un topocane?, vi chiederete. È un topo molto grosso o un cane molto piccolo, di quelli che magari si appostano sotto un albero la sera per fare i propri bisogni, senza il guinzaglio, con il padrone che lo aspetta poco distante ma fuori dalla visuale.

Pompelmo Rosa non ha neanche mai preso minimamente in considerazione l’ipotesi di potersi trovare un giorno di fronte a un topocane nel tragitto che dal portone di casa conduce alla Pompelmo Macchina. Eppure ieri sera è accaduto.

Pompelmo Rosa si stava lamentando di una delle tante cose di cui si lamentano le mogli dei propri mariti – inutile entrare nei dettagli, qualunque essere umano di sesso maschile sposato sa che nonostante la propria dolce metà sia convinta del contrario, la ragione e il buon senso sono dalla sua parte. Il fico di Pompelmo Fico era lì tranquillo, infatti, lasciava scorrere il suono al di là del proprio apparato uditivo senza la minima intenzione di intercettarlo, quando un’esplosione molto simile a quelle che caratterizzano di solito la propria coinquilina con l’anello ha attirato la sua attenzione.

Ma non si trattava della solita esplosione: Pompelmo Rosa è sembrata per un attimo venire sospinta indietro di qualche passo da una forza sconosciuta… Invece era un topocane. Un microbo abbaiante seminascosto sotto le fronde più basse dell’albero che abbellisce l’aiuoletta nel lato opposto della strada rispetto a dov’era parcheggiata la Pompelmo Macchina, che probabilmente si è sentito sorpreso nell’intimità più intima perché ha iniziato a far sentire la propria voce come un ossesso.

Pompelmo Rosa allora è finita come una molla fra le braccia del marito, lo stesso marito di cui fino a un attimo prima si lamentava… e forse il disagio per la scena, forse l’emozione per essersi sentita in un porto sicuro dopo il terribile fatto, il risultato è stato che proprio in quell’istante di calore sponsale la nostra eroina è esplosa (questa volta nel senso classico di Pompelmo Rosa) colorando il fico di Pompelmo Fico e anche il topocane ancora lì di fronte digrignante col suo bellissimo succo rosa.

 

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