Scoprirsi innamorati e nella fragilità amarsi

“Meteo di coppia” di Daniele Chierico

Ho sempre immaginato l’innamoramento come un evento concreto, come una lista della spesa: lei possiede questa o quell’altra peculiarità, lui quello o quest’altro difetto; a lei piace fare questo, a lui quest’altra cosa; lei si diverte in un modo, lui in un altro. E nell’incontro di questo e quello si finiva per non scoprirsi innamorati, ma comprati.

L’Amore non si compra, l’Amore non si programma, l’Amore non si prende in affitto o si prenota. Concepire l’Amore come un fatto concreto, limitato al nostro desiderio e alla nostra soddisfazione di felicità, è un atto di brutale violenza verso noi stessi e verso l’altro. Eppure è proprio in questa sottile tentazione che l’uomo cade più spesso, pensando di amare e di usare amore, così come usiamo lo sciacquone del bagno.

Ed è così che il vostro meteorologo di coppia si è improvvisamente riscoperto ignorante in materia di Amore. Non possiamo racchiudere l’Amore nei nostri limitati confini mentali, non possiamo scegliere l’altra persona come sceglieremmo tra una torta alle fragole e una al pistacchio.

L’Amore è un concetto misterioso, divino. Due innamorati che si incontrano la prima volta non sanno che condivideranno il resto della vita insieme, eppure già nelle loro vene scorre un sentimento che li legherà per il resto dei loro giorni. Sono ignari del loro futuro, ma consapevoli del loro destino.

L’innamoramento è una contraddizione, è una battaglia tra la coscienza e l’incoscienza, tra la ragione e il cuore. È una turbolenza di sentimenti contrastanti: ti confonde, ti paralizza, ti annienta, ma allo stesso tempo ti chiarifica, ti scuote, ti edifica. È come trovarsi all’interno di un uragano, in cui lo scontro di venti contrari genera la tempesta stessa.

L’innamoramento è un esercizio che compone tutte e tre le sfere umane: mente, corpo e spirito. Ogni sfera è un mondo da scoprire e conoscere, e possiamo farlo solamente procedendo gradualmente in questo cammino. Ogni volta che acceleriamo perdiamo un elemento fondamentale dell’incredibile disegno di Dio.

In questo esercizio di conoscenza, non solamente rivolto verso l’altro, ma anche verso noi stessi, improvvisamente ci scopriamo innamorati, tanto dei pregi dell’altro, quanto delle sue fragilità. La coppia inizia a guardarsi non più con occhi umani, ma con quelli di Dio. La conoscenza di essere imperfetti e fragili, amati gratuitamente dal Padre, ci pone un’immagine diversa della nostra dolce metà. Inizieremo a vedere un essere vulnerabile, bisognoso di amore, e capiremo che la grazia più grande di questo incontro è quella di poter donare gioia e felicità all’altro.

Usciremo dall’ottica dell’egoismo e guarderemo all’altro sempre più come un uomo a immagine di Dio, da rispettare, custodire, amare e perdonare. E così la vocazione al matrimonio guadagnerà in santità. Donarsi alla nostra dolce metà è come donarsi a Gesù, perché nell’altro Gesù edificherà il Suo tempio, attraverso l’altro ci dimostrerà il Suo Amore: “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi… e amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati.”

 

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