Il filosofo franco-tunisino Fabrizio

“Pompelmo Rosa Stories” di Giuseppe Signorin

“Il footgolf è uno sport di precisione dove i giocatori cercano di mandare un pallone da calcio in una buca nel minor numero di colpi possibili. Il nome è un misto tra il calcio e il golf”. Questa la descrizione della bizzarra disciplina in cui eccelle il fico di Pompelmo Fico. Chiunque può capire che non si tratta di una disciplina “applicabile” alla propria moglie.

Ma che significa? No, il narratore non sta impazzendo: piuttosto sta impazzendo la moglie di Pompelmo Fico, Pompelmo Rosa, a cui sono dedicate queste storielle.

Già, perché non si può dire altro di un frutto femmina occidentale che nel terzo millennio, non contenta di vendere vestiti, decide pure di realizzarli, e non contenta di realizzarli per poi venderli, decide pure di realizzarli per poi donarli, e non contenta di realizzarli per poi donarli, decide pure di realizzarli per poi donarli a un suo familiare molto stretto. Essendo solo in due, in attesa che arrivino altri pompelmini, il cerchio si restringe a un certo Fico. Ed ecco il modo in cui la disciplina in cui eccelle Pompelmo Rosa si “applica” al marito.

Ma le colpe, in una coppia, si sa (almeno per la par condicio), sono sempre da dividersi. Infatti non è stata Pompelmo Rosa a invitare l’ennesimo filosofo amico di famiglia. Il fico di Pompelmo Fico, forse per darsi un tono, tende ad aprire le porte del loro appartamentino a tutti i filosofi che conosce. Che poi sono due: oltre al filosofo contadino Gustavo, anche il filosofo franco-tunisino Fabrizio – dove “franco” non indica solo la nazionalità ma soprattutto l’indole, tanto che a un certo punto dell’incontro coi coniugi Pompelmo, Fabrizio se n’è uscito con questa frase:

“La cosa più bella, quasi non oso immaginarlo, sarebbe avere un vestito tagliato per me da qualcuno con cui avessi una relazione, non di denaro, ma di amicizia, forse anche di amore, mia moglie per esempio, se possedesse perfettamente l’arte del cucito. Con quale fierezza allora indosserei l’abito sul quale lei avesse ricamato le nostre iniziali intrecciate! Quasi non oso immaginarlo – dicevo – perché so che questo sogno è reazionario, sessista, se non addirittura fascista, certo, tanto è oggigiorno evidente che la liberazione della donna passa attraverso la sua completa sottomissione all’industria dell’abbigliamento (per fortuna mi chiamo Hadjadj e il nome di mia moglie da nubile è Michel: possiamo ritrovare un pochino l’unione delle nostre famiglie nell’etichetta H&M)”.

Lì per lì i coniugi Pompelmo non devono averci capito granché, ma i giorni seguenti, ragionandoci un po’ sù, una dei due ha avuto un’illuminazione, forse credendo che ci potesse essere una connessione fra i desideri dell’amico filosofo franco-tunisino Fabrizio e quelli dell’amato marito, ormai costretto a presentarsi agli allenamenti di footgolf con magliettine e pantaloncini personalizzati che possono fare intuire sì un talento in evoluzione in chi le ha ideate e realizzate, ma ancora niente di più.

Voi come reagireste? Per il momento il fico di Pompelmo Fico si limita di tanto in tanto ad esplodere colorando magliettine, pantaloncini e compagni di una densissima e zuccherosissima polpa rossiccia, ma con più stile e nonchalance di quanto non faccia solitamente la moglie. Questo almeno il suo parere.

 

 

 

(la citazione del filosofo franco-tunisino Fabrizio è tratta dalla rubrica di Fabrice Hadjadj su Avvenire “Ultime notizie dell’uomo“)

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