Mo bendessa!

“Bendessa” di Cecilia McCamerons Piazza

“Bendessa” è uno stile di vita, una forma mentis. Mi spiego meglio: avete presente quando nella Lettera ai Romani San Paolo dice “benedite e non maledite” (Romani 12, 14)? Ecco, l’obiettivo ultimo e alto è quello. E verso tutti: amici e nemici, vicini e lontani. Ma intanto comincio dagli amici, che da qualche parte bisognerà pur cominciare!

“Bendessa” è un’espressione dialettale della mia terra d’origine: Modena. Noi cittadini modenesi non usiamo il dialetto come fanno in Veneto o in altre regioni italiane, quindi raramente sentirete ragazzi esprimersi in dialetto tra loro; piuttosto qualche anziano al bar o al parco. Purtroppo è così, dico purtroppo perché il dialetto mi sa di radici, tradizione, appartenenza. Anche in casa non ho mai avuto occasione di parlarlo in quanto due nonni sono morti che ero piccola, mentre quelli rimasti non lo hanno mai parlato. Quello che so del “nostro” dialetto, alcune frasi ed espressioni, l’ho imparato dai vicini di casa (filtrando le bestemmie…) e da mamma e papà.

Una delle più sentite o che comunque più mi è rimasta in mente è proprio “bendessa”.
Ma cosa significa?!
Da quello che mi hanno spiegato è la contrazione modenese di “ti benedica”, sottinteso Dio, e si usa in risposta ad uno starnuto o colpo di tosse. Addirittura un collega farmacista con cui ho lavorato mi disse che c’era una risposta ben precisa da dare a questa espressione ma non me l’ha mai rivelata… Chissà che in un futuro non lo riesca a scoprirla!

“Bendessa” per me è una cosa bellissima, una benedizione in piena regola da distribuire appena si presenta l’occasione! E da un anno a questa parte ho accantonato il classico “salute” e a chiunque, modenese o meno, che capisca o meno, rispondo “bendessa!”. Qualcuno poi, incuriosito, mi chiede cosa significa e io spiego, orgogliosa della “mia” lingua.
Non contenta ho cominciato ad usare questa benedizione per compleanni, ricorrenze varie, sempre! Sono riuscita a contagiare anche quel veneto di mio marito e pure il “Mi” dei Mienmiuaif, tanto che mi ha chiesto di iniziare una rubrica proprio con questo titolo. Pensavo a una rubrica positiva, che parli di occasioni, situazioni attinte dalla realtà del quotidiano per cui benedire Dio e gli altri.
Alla prossima!

Bendessa!

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