Il filosofo contadino Gustavo

“Pompelmo Rosa Stories” di Giuseppe Signorin

Dopo un paio di giorni pompelmorosadrammatici, arriva a risollevare la situazione nell’appartamentino dei coniugi Pompelmo il filosofo contadino Gustavo. Si siedono tutti e tre sul divanetto nel salottino. Il filosofo contadino Gustavo tiene sempre stretto fra le mani il manico della sua zappa.

“Anch’io ho un orto”, si azzarda a dire il fico di Pompelmo Fico.

“Non confondere la santità e la perfezione. Chi mai dice che i santi sono ‘canaglie di cui Dio si è occupato’? La loro miseria è profonda quanto la nostra, ma è purgata dall’orgoglio che la gonfia dall’interno e la trasfigura all’esterno: non un volto più bello, ma la maschera in meno – un nulla che si riconosce e non pretende più di bastare a se stesso…”

“Vero!”, dice entusiasta Pompelmo Fico, che però si è dimenticato un particolare, prima dell’incontro: avvertire Pompelmo Rosa che il filosofo contadino Gustavo parla per aforismi, non sempre relativi al contesto.

“Però non mi occupo di filosofia, ma di footgolf”

“Non si parla che di ‘evasione’, e la parola è eloquente. Giacché il desiderio di evadere è anzitutto la prova che abbiamo trasformato la vita in prigione!”

“Vero!”, dice ancora entusiasta Pompelmo Fico.

Il filosofo contadino Gustavo chiede qualcosa da sgranocchiare. Spiega che gli serve per rinverdire il suo nome e quindi la sua identità. O qualcosa del genere. Pompelmo Rosa gli porta delle noccioline. Il filosofo contadino Gustavo appoggia un attimo per terra la sua zappa e inizia a sgranocchiare.

“Pompelmo Rosa, certi giorni, prende tutto in maniera molto pompelmorosadrammatica…”, interviene il fico di Pompelmo Fico, con aria dotta. “Per questo ti abbiamo chiamato qui, perché ci aiutassi ad affrontare filosoficamente la situazione”

“Dar caccia alle donne, l’amore per la velocità e i record, la sete del denaro come segno distintivo, ecc. Più un’anima è lontana dal mistero originale, più è condannata a nutrirsi di cifre: l’inventario prende il posto dell’invenzione…”

“Vero!”

“Quindi, cosa ci consigli di fare?”, sempre Pompelmo Fico.

Il filosofo contadino Gustavo ha troppe noccioline in bocca e non riesce a parlare.

“Non c’è soluzione per due come noi???”, aggiunge Pompelmo Fico in maniera pompelmoficodrammatica.

Il filosofo contadino Gustavo si sblocca.

“Pensar male di se stessi. Troppo facile. ‘Chi disprezza se stesso, continua pur sempre ad apprezzarsi come disprezzatore’ (Nietzsche). Il difficile è acconsentire a quel che di male gli altri pensano di noi. Poiché in quel caso non vi è alcun alimento per i risarcimenti dell’amor proprio…”

“Vero!”

Dopo un paio di giorni pompelmorosadrammatici, Pompelmo Rosa non regge ulteriormente ed esplode colorando Pompelmo Fico, il filosofo contadino Gustavo, la zappa, le noccioline, il divanetto e tutto il salottino col suo bellissimo succo rosa.

 

 

 

(le citazioni del filosofo contadino Gustavo sono di Gustave Thibon, tradotte da Emiliano Fumaneri – ritornoalreale.wordpress.com)

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